Logo Blogo

Duecento al secondo, un quiz soppresso dalla stampa unanime. Non ancora orientata?

Pubblicato: 24 mag 2011 da Lord Lucas

giornalisti tv

Oggi voglio raccontarvi una storia, che vi consiglio di recuperare integralmente nel nuovo libro Decode o/r Die, uno studio infografico applicato alla tv appena edito dalla preziosa collana Link - idee per la televisione,.

E’ la storia di Duecento al secondo, ovvero il caso di un programma televisivo che è stato letteralmente soppresso dai giornali, “quando la televisione ancora faceva scandalo… e la critica era un verdetto”. Abbeverandosi dagli aneddoti storici di Aldo Grasso, era il lontano 22 settembre 1955 quando la Rai spense dopo quattro mesi il primo gioco a premi della tv, un format americano (Dollar a Second) riscritto nientemeno che da Garinei e Giovannini e condotto dal grande Mario Riva.

La formula era spietatamente attuale, accomunata in quanto a sadismo a quella di uMan - Take Control (che in compenso è stato cassato da un lungimirante direttore di rete con posizioni tutte sue):

“Un cronometro scandisce il tempo a disposizione del concorrente, il quale, per ogni secondo che resiste in video al fuoco di prove e quesiti, guadagna duecento lire; se sbaglia, viene sottoposto a bizzarre e impietose penitenze (per esempio deve subire una pioggia di uova fresche o di cenere, cadere in un vasca piena di acqua eccetera). Il giocatore, cui è richiesto non solo di rispondere al quiz, ma anche di saper ballare con un pupazzo di gomma, mimare specialità sportive, giocare a ping pong con una padella, districarsi in uno slalom tra birilli, può ritirarsi in ogni momento e aggiudicarsi la cifra capitalizzata fino ad allora; se invece interviene ‘l’imprevisto’ (affidato al telecronista esterno), il concorrente perde la somma accumulata, che viene devoluta in beneficenza”.

Ebbene, dopo quindici puntate in diretta dal Teatro Lirico di Milano - allora ci si prendeva più tempo prima di chiudere la baracca - il quiz venne sospeso. Il motivo? La stampa lo accusò di sadismo per le penitenze che imponeva ai concorrenti. Così Giuliano Gramigna, sul Corriere d’informazione, ne tesseva il necrologio:

“Quella di Duecento al secondo è piuttosto un’esecuzione che una morte naturale: una noticina ufficiale della Rai, in tono alquanto secco, ha giustificato il provvedimento rifacendosi specialmente alle reazioni sfavorevoli di quasi tutta la stampa”.

A indignare, tra le altre cose, fu il “vedere un uomo anziano, un padre di famiglia, mettersi carponi e abbaiare, imitando un cane, è cosa che non non solo non fa ridere ma che suscita un senso di viva indignazione. Indignazione verso coloro che, speculando appunto sul disagio economico di certa gente, comprando la dignità di qualche operaio o di qualche statale per allestire spettacoli che rivelano soltanto la volgarità d’animo dei loro ideatori”. Sembra il ritratto di una trashata odierna.

Eppure Paolo Gobetti, sul Cinema nuovo, affermava che il pubblico già da allora apprezzava il ritmo e lo stile di Duecento al secondo:

“E’ adatto alla tecnica televisiva. C’è immediatezza, c’è la realtà degli uomini e si trova quel senso agonistico e di contemporaneità che è tra le qualità più importanti di una trasmissione”.

Perché vi ho raccontato tutto questo? Perché la penso come Aldo Grasso, quando ribadisce che:

“la storia del rapporto fra la critica e Duecento al secondo è un unicum nella storia della tv italiana. Da allora la critica è sempre stata vissuta con un certo fastidio e comunque non ha mai più, così palesemente, condizionato la vita di uno show. Se mai è successo esattamente il contrario. La critica negativa di un programma viene incorporata nel programma stesso: si spera anzi che le polemiche sollevino un caso mediatico, che i giornali ‘ne parlino’, che si sollevi un polverone attorno a qualche piccolo o grande ’scandalo’, a qualche involontario o cercato clamore. Secondo i meccanismi tipici della comunicazione convergente, la critica non è più un verdetto, ma si trasforma in una specie di chiacchiericcio diffuso, specie sul web. La critica televisiva non ha nessuna missione sociale da compiere: è un esercizio di pura gratuità”.

Sempre per il noto critico tv, in un’era in cui l’umiliazione non è più vergogna ma spettacolo, nessuno può avere più la pretesa di cambiare le cose. Però c’è una differenza ulteriore che mi sentirei di sottolineare, rispetto a Grasso (pure uno dei pochi rimasti a sottrarsi al presenzialismo mediatico).

Oggi una stroncatura condivisa e unanime della stampa, verso un reality o un dato personaggio, suonerebbe come un “si sono messi d’accordo”. Specialmente se questo avviene sul serio, nelle molteplici occasioni di convivialità che vedono i giornalisti - abilmente orchestrati dagli uffici stampa - confrontarsi e orientarsi vicendevolmente sulle prossime mosse.

Perché ormai anche i gusti personali dei critici sono dettati dalle mode (o dagli interessi) del momento. E, se vedi poi un giornalista ospite di una trasmissione scrivere male di quella concorrente, l’orientamento da gettone di presenza è dietro l’angolo.

Oggi come oggi, insomma, nessuno sarebbe più credibile nel gridare al boicotaggio di un conduttore o di uno show. La televisione è riuscita a sputtanare e velinizzare l’intera categoria, a forza di impregnarla dei suoi conflitti di interessi.

Voi direte che lo stesso discorso vale anche per noi di TvBlog. Può darsi, ma con la differenza che - pur finiti i tempi di Duecento al secondo - “criticare di testa propria” per poi eventualmente concordare con gli altri - è sempre rimasto il nostro marchio di fabbrica. A costo di contraddirci, anche tra noi. Meglio il contradditorio all’unanimità, no?

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.67 su 5)
condividi condividi
15 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Pipp076

    Pipp076

    24 mag 2011 - 16:43 - #1
    1 punto
    Up Down

    Mi son perso :-)

  • Profilo di ciccio1977

    ciccio1977

    24 mag 2011 - 16:58 - #2
    1 punto
    Up Down

    Nel 1955 il pubblico già da allora apprezzava il ritmo e lo stile di Duecento al secondo cui se no si rispondeva bene il concorrente subiva penitenze di vario genere e dopo 15 puntate viene soppresso accusato dalla stampa di allora di sadismo, 56 anni dopo Uman Take Control stavolta un reality innovativo dove i concorrenti subiscono la legge del contrappasso viene soppresso dopo una settimana, la cui versione ufficiale è bassi ascolti, ma il pubblico in rete insorge, eppure oggi in televisione vengono proposti o imposti programmi di vario genere e dubbio gusto che nonostante i bassi ascolti perseverano in onda e che sono assai peggio, credo che in un’epoca dove l’apparire in tv sia all’ordine del giorno un programma come Ducento al secondo o un reality come Uman funzionerebbro perchè sono reali e immediati, ma per assurde logiche si preferisce proporre altro e forse peggio.

  • Profilo di luigi_fi

    luigi_fi

    24 mag 2011 - 16:58 - #3
    0 punti
    Up Down

    Tutta questa storia era per fare pubblicita’ al volume citato ad inziio articolo ????

  • Profilo di luigi_fi

    luigi_fi

    24 mag 2011 - 17:00 - #4
    1 punto
    Up Down

    … e cmq.. .citare nello stesso articolo “U-man Take control” e “Garinei e Giovannini” e’, televisivamente parlando, una bestemmia !!!!

  • Profilo di lord-lucas

    lord-lucas

    24 mag 2011 - 17:02 - #5
    0 punti
    Up Down

    sia chiaro, questo articolo ha mille chiavi di lettura ma non la riabilitazione postuma di uMan. Non a caso ho aspettato per pubblicarlo. E tantomeno la marketta di un libro: avrei pubblicato il comunicato e fatto prima

  • marcello walker

    24 mag 2011 - 17:09 - #6
    0 punti
    Up Down

    Molto interessante, non pensavo fosse esistito un precursore di Uman!

  • vikpanet

    24 mag 2011 - 17:09 - #7
    0 punti
    Up Down

    e che cavolo centra la foto… per dire che sei andato in tv

  • Profilo di white

    white

    24 mag 2011 - 17:10 - #8
    1 punto
    Up Down

    secondo me c’è un sottile riferimento a : i programmi indegni di mammuccari & la presenza di Signorini nello studio del gf ( conflittone di interessi,considerando che lui scrive anche di gf nei suoi giornali).

  • Profilo di sunnysun

    sunnysun

    24 mag 2011 - 17:11 - #9
    -1 punto
    Up Down

    Articolo interessante complimenti, ma mi son chiesto perchè quella foto in questo articolo. Che c’entra? Non sarà mica perchè l’auotre di questo articolo pensa di essere uscito bene insieme ad altri critici giornalisti. Spero di no perchè la foto non è bellissima :) e non commenterei la tristezza di freezzare la foto dove si è apparsi un secondo scarso. Semplicità ragazzi! :)

  • Profilo di lord-lucas

    lord-lucas

    24 mag 2011 - 17:11 - #10
    1 punto
    Up Down

    veramente io non ci sono in quella foto. è dalla finale della scorsa isola. è lo spaccato della stampa unanime italiana di oggi, quella che sbircia ognuna nel pc dell’altro per vedere che scriverà il giorno dopo, magari “scopiazzando” come a scuola.

  • Profilo di PierVivaCanale5

    PierVivaCanale5

    24 mag 2011 - 17:15 - #11
    0 punti
    Up Down

    perchè quale lord lucas???

  • Profilo di sunnysun

    sunnysun

    24 mag 2011 - 18:44 - #12
    0 punti
    Up Down

    mi sono fatto l’idea che possa essere quello con la camicia a righe e la sciarpina. molto lord e un pochino anche lucas. :)

  • Profilo di domenicodomeniconi

    domenicodomeniconi

    24 mag 2011 - 19:09 - #13
    1 punto
    Up Down

    mi pesa constatare che questo blog è popolato principalmente da teledipendenti che si nutriscono unitamente di reality e programmi pomeridiani.
    Una volta che si parla di un argomento più valido (dove non c’è da schierarsi con la Durso o la Venier), non solo non fate commenti, ma quei pochi che fate sono di una inutilità assoluta.
    Complimenti a Lord Lukas per averci ricordato questo anedoto (o per averlo raccontato a chi non lo conosceva)

  • CeleTheRef

    24 mag 2011 - 19:12 - #14
    0 punti
    Up Down

    se notate bene, la meccanica di duecento al secondo son stati ripresi quasi ugualmente da In Famiglia e nessuno se ne lagna °_°

  • Il telespettatore esigente

    25 mag 2011 - 09:46 - #15
    0 punti
    Up Down

    Peraltro dovrebbe essere sopravvissuta, nelle Teche Rai, parte di una puntata, che intravidi in una afosa serata estiva di quattro anni fa.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per commentare e per entrare nella community di tvblog. Potrai inserire immagini, video, partecipare alle discussioni nei vari gruppi o crearli e inviare messaggi privati agli altri utenti registrati. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento