La pubblicità non è arte - Ce lo spiega Bill Hicks

Qualche barlume di intelligenza dobbiamo pur proporlo, ogni tanto. E così, visto che il precedente tentativo con Bill Hicks ha avuto un'accoglienza positiva - minuscola, minima, rispetto al volume di traffico che qui su TvBlog genera tutto il resto -, e anche George Carlin è stato apprezzato, vale la pena di continuare, se non altro per provare a resistere e rialzarsi.

La programmazione televisiva è quella cosa che serve per riempire gli spazi fra un break pubblicitario e quello successivo. Non c'è niente da fare, per quanto si voglia uscire dalla logica del prodotto: è un dato di fatto. Fine della storia. Ok? Ok.

Bill Hicks se l'è presa più di una volta, con il suo ragionamento ferreo e sarcastico e la sua comicità graffiante e violenta, con il mondo della pubbblicità e del marketing. Il video qui sopra è l'estratto sul marketing dallo spettacolo Revelation. QUello che trovate dopo il salto, di cui non è disponibile il video, ma solamente una registrazione audio, doverosamente sottotitolata in italiano - lo straordinario comico americano spiega a modo suo perché la pubblicità non può essere arte. Lo fa a modo suo. Volete sapere perché? Perché secondo Bill Hicks, se fai pubblicità

Sei l'ennesimo complice delle multinazionali. L'ennesima puttana della gang bang capitalista


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