
Che fosse destinata a fare scalpore, la puntata di Report di ieri, era scontato: le puntate di Report fanno sempre scalpore, suscitano indignazione, sollevano polveroni, a volte ispirano inchieste della magistratura. Ma questa volta il programma di Milena Gabanelli ha parlato di un argomento che sta molto a cuore agli utenti di internet: si parlava, infatti, di Facebook. In che modo? Be’, con il solito taglio graffiante che Report sa dare alle proprie inchieste. E i fan del social network non l’hanno presa per niente bene, anche se non si capisce il perché. Ma andiamo con ordine.
Tanto per cominciare, vediamo le argomentazioni proposte da una puntata che ha fatto 3.071.000 spettatori per un 12,35% di share. Primo, la condivisione, i “mi piace”, i social network in generale, la raccolta dati personali.
Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie? Condividere è facile anche su Youtube, dove gli Italiani cliccano i video un miliardo di volte al mese e può succedere che qualcuno condivide la roba tua anche se non te lo saresti mai aspettato. Come si fa a difendersi? E come si evitano le trappole che i criminali allestiscono per derubare gli utenti di Facebook quando cliccano il tasto “mi piace”?
Secondo: la libertà di espressione. Vera o presunta?
Circa 17 milioni di Italiani usano Facebook ogni giorno per comunicare con i loro amici, ma in certi casi ti ritrovi buttato fuori. C’è libertà di espressione su Facebook o hanno fatto accordi con il Ministero dell’Interno per monitorare quello che dicono gli utenti? Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni sta preparando un sistema per oscurare parti di siti italiani o per sbarrare totalmente l’accesso ai siti esteri sospettati di violare il diritto d’autore. Migliaia di siti potrebbero diventare inaccessibili come oggi capita a thePiratebay, ma c’è anche il sistema per aggirare la censura italiana. Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?
Ora, durante la giornata si scatena la polemica. Gli utenti Facebook criticano duramente il programma, Milena Gabanelli si deve in qualche modo difendere:
Abbiamo fatto una puntata senza dire alla fine cosa è bene e cosa è male. Il taglio della trasmissione non è stato contro Facebook o Twitter. Mai detto che bisogna prendere le distanze dai social network. Ma non sono giochini, attenzione, questo no.
Ci sono anche quelli che non sanno come funziona il meccanimso dell’https. Abbiamo portato in televisione un argomento che di solito viene utilizzato tra competenti, abbiamo dovuto adattare il linguaggio, semplificare. Mi guarda anche la signora Cesira e devo essere in grado di spiegare anche a lei certe cose. Sennò ci sono solo dei soggetti che parlano tra loro e il resto del mondo fuori.
La trascrizione della puntata di Report è online, così come la puntata stessa, così tutti possono valutare serenamente di cosa si tratti.
E’ chiaro: sono cose che ai fan non piacciono, ma francamente risulta incomprensibile capire per quale motivo ci si accanisca contro il programma, che non ha fatto altro di diverso dal solito. Ha sollevato una questione. Ha fatto vedere il mondo di Facebook da un altro punto di vista. A tratti ha semplificato - magari facendo anche un po’ di confusione -, ma ha comunque raccontato fatti fondamentali.
Forse, la reazione di una buona fetta di utenti, è stata negativa perché non piace a nessuno, il concetto di essere un prodotto?
gatto-nero
11 apr 2011 - 18:29 - #1Mah, definire “utenti di Facebook” i critici della puntata è da un lato riduttivo, dall’altro distorcente.
Molti - tutti? - i “professionisti della Rete” (che è un termine altisonante per indicare quelli che con Internet ci lavorano e la conoscono bene) hanno avuto da ridire sullo stile di divulgazione della puntata, sulle imperfezioni, sul terrorismo psicologico causato dalle informazioni date in puntata.
Perchè? Perché le informazioni date erano in parte vere, in parte non del tutto vere, in parte portavano a conseguenze mooooolto romanzate.
La demonizzazione dei social network non serve a granché. Far vedere uno che fa causa agli spammer, anche. Parlare di censura in quel modo, ancora di più.
La puntata era evidentemente fatta da persone che la Rete non la conoscono. La critica è tutta lì.
E la domanda è: se c’erano tutte quelle imperfezioni nella puntata (di cui ci siamo accorti in quanto più esperti), nelle altre inchieste di Report - argomenti di cui non sappiamo nulla - c’erano gli stessi errori e la stessa superficialità?
ciccio1977
11 apr 2011 - 18:35 - #2ci sono le impostazioni sulla privacy…lo sanno???? Molti ancora no!!!
amazing1972
11 apr 2011 - 18:46 - #3io ho trovato stupenda la puntata,interessantissima. è vero,lo spirito critico è stato forte,ma d’altronde è giusto anche mostrare le ombre di internet,non solo le cose belle e poi uno si regola di conseguenza. ma è bene essere consapevoli che ci sono anche dei rischi
Alexpf
11 apr 2011 - 18:46 - #4Pur considerando che non è stato detto niente di nuovo (sibilline risposte di google comprese) a me pare che rendere consapevoli i navigatori di internet non sia malvagio. Ci sarà pure un motivo se la gente cade nel fishing o trasmette con leggerezza i propri dati e che su tutto questo ci sia un guadagno spesso poco comprensibile e del quale non ce ne rendiamo conto. E’ come il sesso: tutti ne parlano in ogniddove, sembrano tutti consapevoli e poi non si contano le gravidanze indesiderate :-)
Mi pare che la vera stoccata comunque sia stata all’Agcom e alla sua presunta imparzialità. Mica un problema da poco.
aldebaran85
11 apr 2011 - 18:47 - #5uno 7 miliardi l’altro 15 alla faccia dell’olio d’oliva … perchè non mi è venuta un’idea simile?
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forza cricetini mettetevi in azione
albyuz
11 apr 2011 - 18:47 - #6Si vabbè Spunta Report per la storia di facebook ….magari bisognerebbe parlarne quando ci sono certe inchieste da far venire i brividi…
raf
11 apr 2011 - 18:51 - #7La Gabanelli ha risposto bene, la redazione di Report non ha fatto altro che spiegare un attimo più nel dettaglio alcune cose tanto positive quanto negative che sono dietro il semplice bottone del “Mi piace” di FB. Chiaro, niente di nuovo per chi mastica un pò di internet e pc, ma per un pubblico più generalista trovo sia stata un’ottima dimostrazione di ’servizio pubblico’.
nico-lab
11 apr 2011 - 18:53 - #8Invece la parte che mi ha interessato di più è stato all’inizio quando quella mamma accusava Mediaset di aver diffuso in un suo programma il video della sua piccola. Infatti pure a me è successo che Studio Aperto mandasse in onda su Studio Aperto mio materiale video di Youtube, e in DUE casi!
E poi loro fanno a causa a Google per i video su youtube del GF.
Invece parlando di FB, ammettiamolo, molti di noi critichiamo fb per le sue politiche aziendalistiche e pubblicitarie; ma chi di noi non ha un profilo? Pure Tvblog ha la pagina fan. Pure Beppe Grillo che in un post ha criticato più o meno come nella puntata di report di ieri ha la pagina fan su FB (non contando poi i vari profili locali del mov 5 stelle, meeetup e simili).
Insomma, se settate correttamente le impostazioni FB, il social network per ora fa comodo.
Poi se sei tra gli utonti che clicca sui falsi link tipo “guarda qua, video esclusivo: rivelato chi vicerà il gf 11″ non ti lamentare dopo.
opinabile
11 apr 2011 - 18:59 - #9I Bimbimikia hanno appreso che Mark gioca all’impiccato con le loro foto profilo
dert86
11 apr 2011 - 19:17 - #10chi ha criticato la gabanelli significa che è un cogl. bimbominkia del cavolo…
IGNORANTI INFORMATEVI PRIMA DI CRITICARLA,ANZI RINGRAZIATE IL CIELO CHE CI SIA UNA CON LE P.A.LL.E CHE VI DICE COME STANNO I FATTI!
Pippo76n1
11 apr 2011 - 19:22 - #11OT
A proposito di rete, io sono indignato per questo articolo.
Non si scherza a tutta pagina con queste cose e queste false notizie.
Quando ho letto il titolo mi è venuto un colpo
http://affaritaliani.libero.it/coffeebreak/eleonora_brigliadori110411.html
Ma come si fa a scrivere ” La Brigliadori sta morendo ” ?
Senza parole
whitetiger90
11 apr 2011 - 19:24 - #12Semplicemente facebook è un eccezionale centro di aggregazione per gente di tutto il mondo, ma ha anche un bel pó di lati oscuri che la gabanelli ha svelato a chi non ne fosse informato, facendocil suo dovere tra l altro
carter
11 apr 2011 - 19:28 - #13Figuriamoci se avessero visto il film Catfish cos’avrebbero combinato!
koba
11 apr 2011 - 19:36 - #14Report è sempre un punto di riferimento fondamentale per quello che si definisce SERVIZIO PUBBLICO televisivo.
L’idea di una RAI SENZA REPORT mi FA ORRORE.
Gli utenti di facebook possono dire quello che vogliono.
Le inchieste di Report mettono sempre a nudo i NERVI SCOPERTI degli argomenti delle inchieste trattate.
DIECI CENTO MILLE MILIONI di inchieste di REPORT.
Avrei anche una proposta: OBBLIGO di visione nelle scuole superiori.
Giusto per far crescere le nuove generazioni PIU’ CONSAPEVOLI del mondo che andranno a vivere.
fede220490
11 apr 2011 - 19:55 - #15IL PROBLEMA FONDAMENTALE è CHE IN QUESTO PAESE SI è PERSA LA CAPACITà DI SOPPORTARE UNA POSIZIONE CONTRARIA ALLA PROPRIA, SPECIE SE QUESTA PORTA CON Sè RAGIONI PARTICOLARMENTE FASTIDIOSE PER LE PROPRIE CONVINZIONI O ABITUDINI. è IL SINTOMO DELLA TOTALE MANCANZA DI CULTURA DEMOCRATICA E CAPACITà DI DIALOGO DEMOCRATICO OLTRE DI UNA PESANTE IGNORANZA DIFFUSA
pattok
11 apr 2011 - 20:17 - #16Brava Milena ! che puntatona ieri…due bellissimi argomenti.
i fan di facebook che parlano contro la puntata minimo sono quegli psicopatici che ci stanno giorno e notte…malati!
w il giornalismo di inchiesta di report! (che tra l’altro vince sempre le cause nei processi in cui è accusato)
cmq vedo che ha un suo pubblico di giovani ,non sono l’unico quindi.
TidusFFX
11 apr 2011 - 20:21 - #17report va bene solo quando parla delle ville all’estero di Berlusconi? Di cosa si lamentano tutte queste persone? Va bene parlare di tutto però appena tocchi una cosa cara che mina le loro certezze ecco che non si guarda più in faccia nessuno e si critica tutto. Tanta immaturità. Io riconosco a facebook e twitter un grande ruolo come mezzo di comunicazione del nuovo millenio, basta vedere il ruolo che hanno avuto nelle recenti catastrofi in Giappone e nella guerra in Libia, ma sono anche fiero di non avere l’account su facebook perchè i problemi descritti a report sono veri e se uno si fa l’account su facebook è bene che ne sia cosciente. Poi può decidere di fare quello che vuole. Ma è inutile negare che non sia così o se qualcun’altro gli fa notare la cosa andare su tutte le furie.
ilorenzo
11 apr 2011 - 21:08 - #18la puntata di ieri sera l’ho vista con un pò di puzza sotto il naso, e questo lo ammetto.
io sono utente di FB e big G, e li uso spesso nella mia giornata.
io credo che la trasmissione abbia voluto fare vedere il lato oscuro di queste società, e che i governi e quindi le leggi non stanno sullo stesso binario, figuriamoci la velocità.
come dicevano in molti passaggi ne in italia ne in europa esistono leggi per tutelare i consumatori di questi servizi, ma quando ci provano cercano di mettere mani dappertutto, fino a essere loro stessi a spiare nei profili.
il fatto che come per il sesso ci vuole un bel pò di sana educazione, e dato che la gran parte dei genitori non sa accendere un pc, dovrebbe essere la scuola, o almeno qualche programma tv giovanile a spiegare certe cose.
p.s. da ridere il proprietario della ludoteca che se la prendeva con fastweb o alice perchè hanno fatto le tv onthemand, e per questo la gente non andava più da lui, chi glielo dice che Google ha appena investito 100 milioni di dollari per trasformare youtube in una tv vera e propria
rav
11 apr 2011 - 21:13 - #19Credo che Facebook sia uno dei pochi social network abbastanza sicuri. Impostazioni sulla privacy che permettono di far vedere o meno i contenuti agli altri, anche solo il fatto che si possa scegliere tramite l’accettazione o meno dell’amicizia se quella persona può o meno vedere i propri contenuti… Poi come per qualsiasi sito c’è chi sa usarlo e chi no, c’è chi accetta tutti e chi no, c’è chi si fa intortare da tutti e chi no.. Quello è un fatto personale. Io credo che come tutti gli atri siti, social network o altro, bisogna imparare ad usarlo e prima di metterlo nelle mani di un ragazzino/a i genitori dovrebbero conoscerlo e controllare come viene usato. Solo così può rimanere un buon modo per rimanere in contatto con gli amici o scambiarsi pareri e contenuti. Senza controllo non si va da nessuna parte perchè, sulla piazza virtuale si trovano i buoni e i cattivi, come nella realtà materiale. Credo che Facebook non vada demonizzato ma conosciuto e controllato.
amazing1972
11 apr 2011 - 21:34 - #20ma infatti l’obbiettivo della gabanelli non era demonizzare ma far essere consapevoli dei rischi che ci possono essere e di come funziona la grande macchina. da utente internet da 4 anni,ho saputo cose che non mi erano chiare e sono molto grato a report per il servizio
rohankishibe
11 apr 2011 - 21:44 - #21Credo che Facebook sia uno dei pochi social network abbastanza sicuri.
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e io credo che tu non abbia capito cio di cui si sta parlando.
sdfsdfsdfs
12 apr 2011 - 00:28 - #22Premettendo che Facebook può far ciò che vuole, ma nell’uso del pc in genere, non solo per quanto riguarda i social network, ci vuole raziocinio, ed io non ne vedo molto in giro.
adam99
12 apr 2011 - 00:34 - #23Io ho un profilo facebook e un canale youtube in cui faccio video con un amico, ma a parte che la qualità del programma è tale che dovendo fare un critica la farei sempre “col cappello in mano”, ma devo dire di aver trovato la puntata molto bella e interessante!
_emy
12 apr 2011 - 01:10 - #24facebook è un mezzo per comunicare, come si fa ad esserne ‘un fan’?? Bah. comunque sempre ottimo report
masso
12 apr 2011 - 01:29 - #25Amo report…è una trasmissione da difendere sempre e comunque perchè è l’unica a organizzare inchieste e approfondimenti talmente scomode da non ricevere nessuno spazio ne nella tv pubblica ne in quella privata.
Ma la puntata di ieri sul fenomeno dei social network mi ha deluso parecchio..per delle imprecisioni molto serie…che mi hanno fatto venire pensieri che mai finora avevo avuto.
Come lavoro sono consulente informatico e la puntata di ieri..era una delle prime in cui sono riuscito a seguire e a capire tutte le sfumature dei contenuti di quello che hanno presentato al pubblico
Le imprecisioni davvero preoccupanti sono due….in una hanno parlato della facilità che hanno i crackers di saccheggiare e impossessarsi dei dati di accesso di altri persone..con strumenti…che possono essere scaricati e usati da chiunque….(il che è vero)…ma ne hanno presentato uno..che serve esclusivamente per manifestare le debolezze dei sistemi di cifratura e protezione della rete wifi.
Hanno insomma amplificato in maniera sproporzionata le legittime preoccupazioni che ogni utente ha sulla sicurezza del suo accesso domestico (l’accesso in reti pubbliche wifi…è un fenomeno che qui in italia è invece relativamente ristretto).
Un altro aspetto…è stato quello di mettere sullo stesso piano Facebook e Google-YouTube…..Facebook per l’assenza di trasparenza..Google all’opposto per l’incapacità di gestire tempestivamente l’oscuramento di contenuti scomodi o inappropriati.E’ stato un melange confuso e indigesto..che scommetto ha creato nella maggior parte degli spettatori inquietudine e disorientamento…
masso
12 apr 2011 - 01:43 - #26Ho appena letto il primo commento di gatto nero e sono completamente d’accordo su quello che ha scritto.Io so che l’inchiesta è stata montata con l’obiettivo di stimolare nello spettatore una riflessione sulla maniera di gestire le proprie informazioni in internet.Questo è qualcosa di positivo.Sono anche d’accordo sulle conclusioni che l’inchiesta implicitamente delinea:”Voi pensate di usare facebook come strumento..ma in realtà è facebook che sta assorbendo da voi qualcosa di molto più importante dell’opportunità che avete di comunicare gratuitamente attraverso quel veicolo”.
Quello che però secondo me è sbagliato dell’inchiesta..è spingere lo spettatore a quella riflessione esclusivamente con una stretta di pancia.
Ieri sera è passato il messaggio che internet è un far west selvaggio e che chiunque può perdere denaro, identità virtuale e garanzie di accesso senza fare nulla di rischioso (collegarsi a reti wifi pubbliche sconosciute, scegliere password troppo corte o semplici,condividere e eseguire file senza conoscerne le proprietà)
il babbuino
12 apr 2011 - 10:19 - #27Io fortunatamente ne son rimasto fuori.Freganca22o di rivedere compagni delle elementari o gente che non vedo da una vita.Se non ci siamo più rivisti evidentemente un motivo c’è.
La puntata di Report è stata veramente ben fatta.Come sempre.
La Gabanelli è la miglior conduttrice-giornalista mai esistita in questo paese.
sgrz
13 apr 2011 - 19:18 - #28Report parlando delle truffe informatiche, della spregiudicatezza nell’uso dei dati personali ha informato su uno dei lati oscuri del web. Nelle obiezioni dei guru del 2.0 ci si è per lo più limitati a fare delle accuse di allarmismo e terrorismo senza però entrare nel merito di quanto detto dalla Gabanelli. Il miglior modo per liberarsi dei rischi della rete è farli consocere, non metterli sotto silenzio.
Report, i rischi dei social network e le critiche pelose dei guru del web.