Potrebbe essere, questa, una lettera aperta a Massimo Bertarelli. O anche solo il post di un blog che parla di televisione e di serie tv, quando è il caso. O entrambe le cose. A voi la scelta. Il fatto è che spulciando il Daveblog scopro questo articolo de Il Giornale, che parla di Lost, e non riesco a chiudermi la bocca: devo dire la mia, da bravo blogger. Vediamo come inizia l’articolo:
Ogni giorno hanno mille cose da vedere i critici televisivi, quindi, per abitudine, di una serie in più puntate guardano soltanto il film pilota, ne fanno la recensione e stop. Così succede che un prologo avvincente riceva un giudizio favorevole, e, viceversa, un inizio zoppicante venga affossato senza possibilità di riscatto.
Già questo basterebbe per smettere di leggerlo, l’articolo, e contestualmente ignorare qualsiasi altro commento su serie tv a opera dei c.d. critici televisivi. Un lettore accorto, da ora in avanti, grazie a Massimo Bertarelli, dovrebbe - per farsi un’idea su una serie tv - leggere i blog e i siti che ne parlano. Ma andiamo oltre, perché il nostro Bertarelli parla di Lost e della marcia indietro - ovvero verso un giudizio negativo, dopo una prima impressione positiva - di Roberto Levi, di cui si dice però che già in precedenza
era stato piuttosto cauto nell’apprezzamento inaugurale, a differenza della maggior parte dei colleghi, abbagliati dai fenomenali ascolti americani.
Abbagliati dai fenomenali ascolti americani? Curioso. Quindi qui si dice che la maggior parte dei colleghi critici avrebbero criticato soll’onda di un successo letto altrove? Quadra con l’incipit: non guardano nulla, scrivono e basta. Bene, andiamo avanti. Perché Bertarelli, il meglio, ce lo riserva ora:
Lost è una delle più grosse boiate mai apparse sui nostri teleschermi.
E ce la motiva anche - poco -, questa sua affermazione per forza di cose controvento. Vediamo come.
La storia dei quaranta e passa sopravvissuti di un disastro aereo non sta in piedi manco con le stampelle. Niente di grave, perfino Hitchcock era un maestro dell’inverosimiglianza.
Ammiriamo la tecnica del Bertarelli: azzeriamo di colpo il concetto di sospensione dell’incredulità, massacriamo un po’ anche Hitchcok - mi sembra quasi il format “Una cagata pazzesca” di Teleblogo. Lì però si è ironici -, già che ci siamo, e attacchiamo Lost per il fatto che questi quaranta, Bertarelli, ha deciso che non possano essere sopravvissuti. Lo sa, lui. Evidentemente perché ne ha passati, di incidenti aerei, che lo sa. E’ inverosimile. E va be’, portiamo a casa.
Poi, Bertarelli, critica un po’ il mostro (l’allarme), quindi spara a zero sui flashback, così:
Mentre mille flashback illustrano le storie dei passeggeri prima dello schianto come in un qualunque, vituperatissimo, Airport.
Anche qui non si vede perché mai Airport dovrebbe essere vituperatissimo, perché un film “catastrofico” debba essere paragonato a Lost - forse per la presenza del disastro aereo? quindi posso paragonare, che so, La Tata a Quel che resta del giorno perché in entrambi c’è un maggiordomo -, e perché i flashback dovrebbero meritare un trattamento così severo. Stilema narrativo estremamente efficace o meno a seconda di come vengono usati, sono e restano i flashback, checché ne pensi chiunque. A meno che non ci si voglia ergere a paladini dell’unità di tempo aristotelica. Bertarelli azzarda poi un riassuntino in poche righe delle 24 puntate della prima stagione, che ha del poetico: non posso non proporvelo:
i protagonisti si chiedono terrorizzati chi manda quegli indecifrabili segnali di fumo o che cosa nasconde una misteriosa botola in mezzo alla boscaglia. Scoperta, ma non scoperchiata, in aprile.
Un po’ come se il sottoscritto dicesse che i Promessi Sposi sono la storia di Renzo e Lucia, fidanzati che dopo mille vicissitudini riescono finalmente a coronare il loro sogno di nozze. Poi, conclude così, con il suo colpo di teatro:
Ah, gli attori sono i più cani mai visti in circolazione. Meriterrebbero di restare sull’isola per l’eternità.
Ha evidentemente visto, il nostro Bertarelli, la versione italiana di Lost. Ma non gli si può certo imputare come colpa. Il confondere la traduzione che tradisce, il doppiaggio con la recitazione, quella sì è una colpa. Anche abbastanza grave.
Detto ciò, Lost è criticabilissimo: qui non tifiamo per l’ipse dixit e per i dogmi. E’ criticabilissimo in particolare nella sua seconda stagione - che, immaginiamo, Bertarelli non abbia visto, ovviamente -, e per quel che mi riguarda ho intenzione di farla questa critica, ma dopo aver raccolto le idee, senza ironie e cercando di cogliere il punto. Non sono un critico televisivo e ne parlo dopo averlo visto tutto, e dopo averlo ruminato per bene.
La prima stagione resta, a giudizio di chi scrive - altra cosa fondamentale che il Bertarelli dimentica, l’opinione personale e le sue fondamenta -, una delle cose migliori che si sia vista nell’ambito della lunga serialità televisiva, a tratti estremamente cinematografica, con puntate scritte in maniera encomiabile, girata e montata straordinariamente bene.
Vogliamo criticarla? Benissimo. Allora, per favore, facciamolo con altre motivazioni, che possono essere ben più fondate.
Magari, se Bertarelli si fosse sentito meno figo, se avesse evitato facili e fallaci ironie che rivelano una ricerca a ogni costo del commento brillante e controcorrente, e se avesse concentrato i propri strali su quelli che potrebbero essere i veri difetti di Lost, avrebbe dimostrato di aver visto la serie con un occhio un po’ più attento, e non con quello del critico televisivo del suo stesso incipit.
La sua non è una critica, è la stroncatura di chi si prende troppo sul serio e di Lost ha guardato ben poco. Visto, magari sì. Non guardato.
Lost: fino a febbraio, il nulla » tvblog
15 nov 2006 - 17:11 - #51[…] Se le prime puntate della terza stagione lasciavano (forse) presagire qualcosa di buono in arrivo, le ultime tre hanno invece confermato che nulla verrà svelato e che si tratta dell’ennesima stagione di transizione, in attesa della scoperta di chissà quale deludente mistero. Ma se da una parte alcuni segreti dell’isola verranno spiegati, altri rimarranno senza alcun dubbio senza una risposta e le mille domande che ci attanagliano ad ogni puntata, e che aumentano in modo esponenziale di settimana in settimana, rimarranno cenere al vento. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Ci avevano promesso una “mini-storia” per queste 6 puntate prima della pausa, ma la storia non c’è stata. O meglio, qualcosa sugli Others è stato rivelato, Kate e Sawyer hanno finalmente “consumato” il loro amore, ma questo basta per farci sentire soddisfatti? Basta per “tenerci buoni” fino a febbraio (13 settimane)? No, no e no.La seconda isola, la morte di Eko causata dalla nuvola nera, il bastone con citazioni bibliche (un riferimento alla Genesi, “Alza ora i tuoi occhi e mira dal luogo dove sei a nord a sud; a est e a ovest”) e oscure profezie, il tumore alla spina dorsale di Ben - attenzione, potrebbe essere ciò che aveva costretto Locke su una sedia a rotelle -, la presunta lista di Jacob, i poteri paranormali di Desmond. Questi e molti altri nuovi elementi sono stati introdotti in sole 6 puntate. Misteri inspiegabili che probabilmente troverebbero risposta solamente alla 25a stagione e che mi fanno pensare che, forse, qualcuno non aveva tutti i torni a definire il telefilm “una boiata”… postato da Debora il mercoledì 15 novembre 2006 in: […]
Rosa
20 nov 2006 - 13:04 - #52Io trovo che Massimo Bertarelli sia un ottimo critico, visto che ha ancora evidentemente ben in chiaro cosa sia un film o una serie televisiva di qualita’, con attori validi e cosa, invece, non lo sia. Condivido pienamente la definizione che ha dato di LOST:”una delle più grosse boiate mai apparse sui nostri teleschermi”. D’altra parte oggigiorno, invece di educare, si preferisce ingozzare la parte mediocre di pubblico con prodotti banali, di una banalita’ e assurdita’ che offendono l’intelligenza e il buon senso comune. E’ un po’ come la storia degli abiti dell’imperatore…Carissimo Malaparte, Lei e’ proprio sicuro che Bertarelli abbia solo visto e non guardato? Secondo me Bertarelli ha capito sin dalla prima stagione di cosa si trattasse (prodotto pattumiera?), cosa che lei, con un po’ di ritardo, e’ riuscito a fare solo nella seconda…ma non si preoccupi, l’importante e’ arrivarci! Sperando che ci sia effettivamente arrivato!
Rosa
AntiTroll
09 gen 2007 - 15:29 - #53Non parlate di Massimo Bertarelli, è il vero giornalista “troll”, sempre volutamente antipatico e offensivo per attirare l’attenzione, un pò come Giuliano Ferrara… Avete mai letto la sua recensione su Matrix? Ignoratelo, date retta a me. Vale meno di zero.
robertatg
15 lug 2007 - 10:48 - #54Bertarelli non è nuovo a queste magre figure.Ne ho già citata una sul mio modesto blog a proposito della sua critica a “Just like a woman”.
Secondo me si fa distrarre dai pop corn mentre visiona un film,o forse se lo fa raccontare dal suo cane.
Grande Malaparte!!!
sorano
31 lug 2007 - 01:19 - #55Massimo Bertarelli e’ uno dei critici televisvi migliori, se non il critico giornalistico per antonomasia.
Ho avuto modo di conoscerlo: e’ una persona molto precisa ed attenta a quello che dice e scrive. Mi ha dato l’impressione di una persona informata e di grande cultura: non per niente ha vinto il migliore - nella categoria giornalisti - quiz di intelligenza( di cultura generale, direi io).
Quindi prima di esprimere un giudizio sulla persona….. meglio informarsi.
Flo 2.03J crack
25 gen 2008 - 08:26 - #56Flo 2.03J crackFlo 2.03J crack
Armolodico
27 mag 2009 - 17:03 - #57Se il livello di questo critico televiso è tale, poveri noi. E’ vero che ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze ma è evidente che se uno stronca caravaggio o beethoven o “2001 odessea nello spazio”, evidentemente è perchè ha qualche limite di comprensione.
smnlpdtt
27 dic 2009 - 00:25 - #58Personalmente ammiro molto Bertarelli, e spessissimo mi trovo daccordo con le sue critiche. Tuttavia anche senza bisogno della sua recensione di Lost, penso siamo tutti d’accordo, o perlomeno la maggior parte, che quel programma sia ” una della più grosse boiate mai apparse sui nostri teleschermi”.
briccone
26 apr 2012 - 00:29 - #59Bertarelli è un critico pessimo di cinema, so farle meglio io le mie critiche. E non è una questione di snobismo, le sue recensioni ai film sono semplicemente demotivate. Uno che accusa Bergman di essere un vecchio trombone solo perché lo annoiava deve avere qualcosa nel cervello che non va. Stesso dicasi quando spara che Fellini non capiva i suoi film da Otto e mezzo in poi. La verità è che Fellini,Bergman saranno studiati in futuro, sono nella storia del cinema. Bertarelli è un poveraccio che scrive in un giornale orribile e deve guadagnarsi la giornata, mangiare, bere e scopare. La concezione artistica per certe persone è ferma a quel cancro al cervello che si chiama conformismo. Lui parla spesso di pubblico “normale” e se permettete io qui esco fuori di testa: lui non si deve azzardare a dire che chi guarda un certo tipo di film è un anormale. Sappiamo che le linee editoriali di quell’aborto di quotidiano dove scrive sono regolate dal fascismo più abietto ma si dia un contegno. è un cretino, rimanga un cretino nel suo orticello dove creperà tra le sue feci di critico fallito quale è, contro ogni snobismo: che non esiste.