Più volte da queste parti abbiamo parlato dell’Auditel, commentato i risultati degli ascolti, fatto notare che lo strumento viene impropriamente utilizzato come elemento di equivalenza fra i numeri e il gradimento, che il campione è minuscolo, che ci sono delle anomalie. E’ uno sport comune sparare contro l’Auditel, è vero, ma qui si è sempre cercato di farlo in maniera costruttiva. Le note emanate in questi giorni dalla Agcom non fanno che confermare quello che abbiamo sempre sostenuto. In particolare, la Agcom (Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò):
giudicando il sistema dell’Auditel inadeguato alle esigenze attuali del mercato, ha dettato principi generali che riguardano in particolare la governance delle societa’ di rilevazione e i criteri metodologici d’indagine basati sui ‘campioni statistici’ e sulla rappresentativita’ dei risultati.
[Via Adnkronos]
Debora
18 mag 2006 - 11:40 - #1Tardi…ma almeno se ne sono accorti.
salvatore
18 mag 2006 - 17:53 - #2Io non sparerei sull’Auditel ma sull’uso che se ne fa!
A proposito consiglio la lettura del libro “Auditel: un sistema aperto” scritto da V. Bossi. A presto scriverò un articolo sull’argomento.
ale
19 mag 2006 - 09:50 - #3tecnicamente l’Auditel dovrebbe servire solo alle Tv private, che hanno come unica mission “vendere”.
In realtà anche la rai oramai è una tv privata votata alla pubblicità e il meter è diventato lo scettro di potere. difficlmente la situazione potrà migliorare.