
Molti reality, molti candidati, molti delusi. Questa la considerazione che sta alla base della rivolta francese delle vittime dei tele reality. Ebbene, le vittime in oggetto non siamo noi telespettatori ma i concorrenti scartati. In molti, moltissimi ritengono di non aver subito un adeguato trattamento o di essere stati sfruttati, derisi o vilipesi. E dunque, le vittime in questione stanno pensando di mettere in piedi un collettivo di difesa che sia una sorta di sindacato che tuteli i diritti dei provinati ai reality.
Uno degli obiettivi è mettere in discussione il diritto allo sfruttamento dell’immagine. I concorrenti, fanno i provini. Questi provini sono ripresi e entrano a far parte di trasmissioni televisive. I talenti scartati chiedono, perciò, che al momento della firma scatti anche il diritto al recesso. Il provinato vorrebbe avere 7 giorni di tempo per cambiare idea e per decidere, ad esempio, che la sua esibizione non sia più mandata in onda. Il che potrebbe costituire un serio pericolo per le produzioni qualora la proposta dovesse diventare consistente.
Il problema è che spesso a causa di alcune maldestre performances il nome di qualcuno si è sputtanato per l’eternità. Non solo tra parenti e amici, ma proprio verso quei probabili futuri datori di lavoro. Diversa la situazione di chi, decide di mettersi in mostra, arbitrariamente ma poi se ne pente.
Commenta Laurent Argelier, di Radio Hit & Sport:
Non pensano che a farsi conoscere e a guadagnare rapidamente soldi. Dimenticano che partecipare a trasmissioni tv, spesso molto costruite, può avere delle conseguenze sulla loro vita di coppia, nel lavoro, per strada, su internet…insulti e prese in giro possono durare a lungo.
Comunque, tra le accuse che i provinati rivolgono alle diverse produzioni è che non sono trattati con dignità; spesso vengono derisi; non sono rispettati i loro diritti elementari, come uscire dalla sede in cui sono raccolti per andare in bagno. Insomma, fanno emergere che la vita di un provinatore è abbastanza dura e complessa. D’altra parte le produzioni si difendono sostenendo che nessuno li ha obbligati a partecipare e che sono loro che si giocano tutto per avere successo.
[Via | France Soir
Foto | Flickr]
CruziodiTesto
11 nov 2010 - 14:30 - #1Il ragionamento è pertinente ma andrebbe spostato su altri aspetti…
Ad esempio molte volte ho visto mai Dire Grande Fratello, buona parte del materiale è costiutito dai provini scartati…ecco mi chiedo…vuoi utilizzarli? Vuoi esporre quelle persone al pubblico ludibrio? PAGALE! Perchè tu prendi i soldi e loro no. Perchè tu non fai parte del contesto ma arrivi dopo e quindi è una sorta di tradimento o colpo alle spalle…Non è corretto. Poi se nessuno della Rete si fa scrupoli del genere come possono diventare credibili quando ospitano psicologi, comportamentalisti, attività benefiche…
keenan84
11 nov 2010 - 14:33 - #2La soluzione è semplice: basta non fare provini.
Troppo facile poi lamentarsi… quando si partecipa a questi reality si da l’autorizzazione allo sfruttamento dell’immagine, cavoli loro!
niknik79
11 nov 2010 - 14:35 - #3Non sono assolutamente d’accordo! E’ come dire “voglio la fama, ma se va male reclamo”. Allora questo ragionamento si può applicare a tutti i settori, ad esempio l’università: “voglio la laurea ma sono 5 anni fuori corso”. Quello ke mi viene da dire è…STUDIA o forse NON E’ LA STRADA GIUSTA. Vittime dei reality? UN PARADOSSO!!!! Peggio per loro che hanno deciso di partecipare sfoggiando la loro ignoranza
Bobo Milano
11 nov 2010 - 15:09 - #4tipico: chi si presenta a questi provini è vago nelle idee di successo che potrebbe avere, figuriamoci se ha la capacità di capire che nel 90% dei casi rischia di fare una figuraccia.
se lo cercano? se lo meritano!
MarkRenton108
11 nov 2010 - 15:43 - #5se accadesse in italia la gialappas rimarrebbe senza lavoro….
melllie
11 nov 2010 - 16:44 - #6Trovo già ridicolo che ci sia ANCORA della gente che si presenta alle selezioni ufficiali (quando 3/4 del cast, se non di più, è arrivato attraverso scorciatoie), figuriamoci quelli che poi protestano. Se credi di non avere niente da dire o non vuoi essere preso in giro, resta a casa tua.
Anonimo Albanense
11 nov 2010 - 17:02 - #7Le vere vittime dei reality sono gli autori televisivi. Invece di puntare sulla creatività si sceglie il “reality sicuro”…
TidusFFX
11 nov 2010 - 17:14 - #8Se queste “vittime” sono gente come quella che vediamo in coda a Mai dire GF allora DEVONO essere sput*anati, forse così si rendono conto dell’ignoranza che li pervade. Se ne vedono di folli, ma sarà l’alcol o l’effetto di qualche altra cosa, c’è tantissima gente che quando fa i provini del gf è davvero fuori di testa. Alri invece sono tipo nando e conoscono nemmeno le basi della lingua italiana.
marty80
11 nov 2010 - 19:02 - #9quando ho letto questo post mi sono venuti in mente gli opertori dell’Isola dei famosi che o nell’edizione scorsa o nella precedente denunciavano le condizioni in cui lavoravano e le paghe basse. orari di lavoro continui, condizioni disagiate… beh queste sono vittime dei reality o meglio delle produzioni.
miry51
11 nov 2010 - 22:07 - #10ma scusate, mica glielo ha ordinato il dottore di fare i provini, andassero a lavorare, una bella vanga in mano a ciascuno, sai quanti grilli per la testa che spariscono altrochè collettivo!
Mmiry51
11 nov 2010 - 22:10 - #11Hanno bacato di più le menti dei nostri ragazzi trasmissioni come il GF e le isole, che non tutte le..erbe … di maria….
toni_acca
11 nov 2010 - 22:13 - #12@miry51
calm down, please ;-)
Marcu_
11 nov 2010 - 23:00 - #13Sotto un certo punto di vista il bisogno sentito dai francesi lo reputo giusto, è una questione di principio, mi spiego:
Se un individuo si presenta ad un provino, mette nelle mani dei selezionatori una sua performance che in un rapporto fiduciario dovrebbe essere utilizzata ai fini della selezione del “concorso”.
Ma se poi questa performance viene utilizzata con scopi denigratori atti a ridicolizzare il provinato beh qui si passa ad un atto formale di diffamazione.
A questo aggiungiamo che durante il provino il soggetto si trova di fatto in una situazione di “inferiorià” in quanto è sotto esame e quindi piu’ vulnerabile soggetto ad errori incespicamenti od altro.
Insomma la figura di m.. è meglio tenerla da parte (che puo’ capitare a tutti di sbagliare).
A parte le ridicolizzazioni fatte dalla Jalappa’s personalmente non sopporto proprio l’ironia di Lucci quando per le iene prende per i fondelli in alcuni servizi le persone che lavorano a fiere od eventi, uno degli ultimi servizi è la fiera del vino dove ha preso in giro con battutine velate tutti sommelier e la gente che sta negli stand, sono persone che cercano di guadagnarsi la pagnotta non meritano sto trattamento.