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TV VERITA' E VERITA' DELLA TV(4)- Il sex non vuole pensieri...

Pubblicato: 01 nov 2010 da Italo Moscati

Concetta Serrano Spagnolo“Sventolata” così la chiamano ormai tutti: la ridda di notizie che si accavallano tra stampa e tv. Un primo elenco: excort, veline, trans, premier, pedofili, mandrilli, moralisti,agenti di pubblico sconcio, protettori, magnaccia, malattia d’eros, viagra, anatema, inferno, paradisi non solo fiscali, pesci in libertà e piscine in interni.
Il trionfo del sex, anzi del Sex an Soap. Sesso e Soap Opera come insegna la televisione che, alla cassa, si frega le mani per i proventi del gran-super-iper-gold market, come facevano le illuminate vecchie maitresse delle case chiuse. Quanta strada nei tuoi sandali, dice Paolo Conte nella sua celebre canzone. Quanta zavorra negli intimi o intimissimi, sussurrano le voci dei padroni tv. Nessuno escluso. Viziati.
Scazzi cognome e non cognome, parola anche senza “esse”, molto in uso) ,politichese, scandali, ripicche, pensieri, incubi e ancora incubi di eros travestiti da pensiero, mentre un vecchio detto popolare ricorda: ” c…non vuole pensieri”. Invece ce ne sono in giro, nel ruotare di balls, di pensieri ce ne sono molti, “sventolati” ai quattro venti.
Sono in preda a queste riflessioni nel giorno dei morti. Resuscito. Ho appena letto in un libro di Raffaele detto Dudu La Capria, “A cuore aperto”. Da leggere. Leggendo, si è creato subito in me un corto circuito su quello che le “sventolate” mettono in circolazione fra pensieri e cattivi pensieri, polpa in cui i cattivi pensieri sono in netta maggioranza tra coloro che cercano di spiegare quel che sta succedendo tra i colpi di vento. I cattivi pensieri, ovvero il ricorso a quel “concettualismo degradato di massa” di cui parla La Capria,

Che cos’è? Ho parlato di polpa ma sarebbe forse meglio usare un’altra parola: poltiglia. Nel senso che, nel senso generale di spaesamento, sono pochi, pochissimi coloro che riescono a far sentire la voce di qualcosa di sensato. Sui temi di una libertà che, grazie ai media, si è degradata a passiva e rassegnata accettazione di tutto quanto avviene; del permissivismo che si sa bene da dove cominci e dove finisca; delle prediche laiche o clericali che si sono degradate anche loro a pensierini da ciccolatini; della qualità che ormai risiede nell’altezza delle bassezze dell’auditel o nelle pratiche di élite che si sono denominate tali con l’avallo di altre élite di casa nel narcisismo (chi pensa di far da domatore e ispiratore di massa ne è particolarmente spinto ai primi gradi di supponenza o megalomania); e infine, ma si potrebbe continuare, nell’uso dello scandalismo sistematico e del denuncismo (parola inesistente: sta per mania di denuncia), nell’impiego a boccon- masticato di invettive e insulti, nel gioco meraviglioso della rissa su argomenti importanti- di lavoro e non di lavoro- che vengono sciolti, resi sterili e inutili negli acidi delle risse da talk show.
La Capria ricorda Annah Arendt , filosofo raccomandabilissimo proprio perchè donna in mezzo a tanti filosofi alla presa con la crisi del maschio, che scriveva della inadeguata distinzione tra “conoscere” e “pensare”. Si può infatti pensare a vuoto, come capita spesso in tv e sui giornali,senza conoscere.Ciò accade soprattutto quando il pensiero si snoda una serie di astrazioni, convenzionalmente accettate che ci portano lontano dalla esperienza comune.
Quali astrazioni? Eccone alcune: l’idea che basti discutere con quattro opinionisti di carriera nei talk vuoti di tutto per arrivare in fondo ad un problema; l’altra idea secondo cui si fa cultura e arte senza scegliere, fidandosi di vecchi rimbambiti e di giovani in via di rimbambimento, secondo predilezioni e convinzioni autorizzate dal familismo intellettuale o dal gruppettismo politico (dentro a suo volta al gruppettone di riferimento); ancora un’altra idea, tipica del “concettualismo degradato di massa”: quella di fare appello genericamente al popolo, alla sua coscienza manipolata non solo dalle tv, dal cosiddetto immaginario collettivo in cui spirano fino alle soglie dell’ultimo respiro le identità, gli ideali, i bisogni reali portatati lontano dalla esperienza comune vissuta dal vivo.
Sex non vuole pensieri ?Pensieri di questo tipo. Serve conoscenza, quella conoscenza che non c’è più, o quasi. Ecco un bel territorio di conquista, voltando le spalle alla Tv Verità. svegliendo la Verità della Tv che invece conosciamo benissimo.
Italo Moscati

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3 commenti

Commenti dei lettori

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    italo-moscati

    01 nov 2010 - 18:03 - #1
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    Hanna ,e non Anna, Arendt…

  • TvTrashMode

    01 nov 2010 - 19:15 - #2
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    “Il caso sarah” è stato la manna caduta dal cielo x tutta la polica mignottara…(vedi case, ed escort) etc…etc…tutto tace! un pensierino sugli sciacalli dell’Avetrana Tv.
    Solo i grandi sapienti ed i grandi ignoranti sono immutabili

  • Profilo di italo-moscati

    italo-moscati

    01 nov 2010 - 22:27 - #3
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    Benvenuto TvTrashMode e grazie del tuo commento. Forse sbagliando in questo post ho cercato di dimostrare, citando i fatti e i relativi falsi pensieri (opportunisti, spesso pronunciati per crear fede morbosa nel magico mezzo Tv), che questi pensieri sono falsi perchè possiedono l’arroganza di quel conformismo concettuale molto diffuso che viaggia dalla tv alla stampa,e viceversa. Sono pensieri a vuoto che irrobustiscono la fiducia nei talk e nei contenitori di mattina-pomeriggio-sera, che ci allontanano dalla conoscenza. Ascoltati questi pensieri a vuoto di noti conduttori o di tronfi ospiti-pozzi-di-scienza pensiamo di aver potuto formarci pareri fondati, e sappiamo che non è così. Auguri a chi, votando qui, loda senza saperlo e magari in buonissima fede il “concettualismo degradato di massa” ritenendo di essere invece dalla parte della conoscenza. I nomi abbiamo sulla punta degli occhi e degli orecchi. Chi vi viene in mente?

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