I telefilm che vedremo - Body of Proof (Abc, foto e video). Recensione esclusiva del pilot

Body Of Proof
Da casalinga disperata a neurochirurgo: è questo il destino il Dana Delany, interprete di Katherine in "Desperte Housewives", che vestirà i panni di un nuovo personaggio in "Body of Proof", serie che la Abc manderà in onda dal 24 settembre. Creato da Chris Murphey, lo show è prodotto da Abc Studios.

La storia vede protagonista Megan (la Delany), affermato neurochirurgo che un giorno, nella fretta di arrivare in ospedale, rimane coinvolta in un incidente stradale che le provocherà un disturbo tale da non poter più lavorare sul tavolo operatorio. Avendo fatto della carriera tutta la sua vita, Megan si ritrova perduta, fino a quando non le si presenta una possibilità.

Trattasi di un lavoro come medico legale, che la vede ancora alle prese con la medicina, ma anche con la possibilità di aiutare la polizia nelle varie indagini. Peccato che Megan non capisca bene quale sia il limite tra il suo lavoro e quello dei poliziotti, e spesso la vediamo lavorare come una detective, cosa che darà molto fastidio ai suoi nuovi colleghi, come il Detective Morris (John Carroll Lynch, Steve in "Close to home"), Peter (Nicholas Bishop) e Samantha (Sonja Sohn, il Detective Greggs in "The Wire"). Tutto questo mentre la sua famiglia necessita della sua presenza come non mai.

Body Of Proof
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La figlia adolescente è stata data in affidamento all'ex marito, e Megan si trova ora a dover costruire una nuova vita rimediando agli errori. Una trama semplice, fatta da casi di puntata e trame verticali, che cerca di coniugare la passione per il crime dei telespettatori alla necessità di mostrare qualche personaggio diverso dal solito.

Il risultato non sembra essere dei migliori. Il pilot è stato presentato in anteprima mondiale al Roma Fiction Fest, ed in quell'occasione era presente anche TuttoFaMedia, autore del blog omonimo da sempre appassionato di cinema e serie tv (se non l'avete ancora fatto, leggetevi i suoi bignamini su "Lost", a metà tra il riassunto ed un commento da Gialappa's). TvBlog l'ha contattato, e gli ha chiesto un parere su "Body Of Proof". Ecco cosa ci ha detto:

"Va detto che l'accoglienza è stata piuttosto fredda. La platea era molto più interessata a rendere il giusto omaggio all'eccellenza artistica di Christian De Sica o a andare a caccia degli autografi di Naveen Andrews e Kevin McKidd. Così gira il mondo. Italiano. 'Body of Proof' racconta le vicende di Megan Hunt, medico legale di Philadelphia, tanto brava nel proprio lavoro ('interrogare' e 'operare' i cadaveri), quanto insopportabile con chiunque le capiti a tiro: superiori, poliziotti, studentelli del dipartimento in cui lavora. Megan ha la puzza sotto il naso, si pone costantemente su un piedistallo, e sfrutta le proprie indubbie capacità investigative per infrangere le regole e creare situazioni di conflitto. Tutto ciò, ovviamente, nasconde un trauma: Megan in passato era un neurochirurgo di successo ma un giorno, a causa di un terribile incidente, le è stata diagnosticata una grave forma di tremolio alle mani. Risultato: niente più sala operatoria. Ma obitori.

Medico, indisponente, menomata: ci ricorda qualcuno? Il pensiero corre ovviamente a 'House', ma, diciamolo subito, il paragone non regge. E non c’entra la pur brava Dana Delany (a proposito, finalmente una serie da protagonista, lei che in passato aveva rifiutato i ruoli di Carrie Bradshaw e di Bree Van De Kamp). 'Body of Proof', semplicemente, rappresenta un salto all'indietro nel tempo telefilmico, un tempo lineare e facile, in cui tutto, compresa la protagonista, sembra essere assemblaggio di pezzi presi qua e là, dentro il grande “serbatoio seriale”, ma senza quel guizzo che lo possa rendere davvero attraente: 'Body of Proof' è un enorme déjà vu.

Prendiamo la procedura crime, che dovrebbe innervare l'intero episodio: dalla scoperta del cadavere fino alla risoluzione, passando per il più classico degli spiegoni, tutto appare troppo meccanico. Inoltre Megan è presente, incomprensibilmente, in ogni scena, anche in quelle non di sua stretta competenza: irrompe negli interrogatori rubando il lavoro ai poliziotti, e risolve pure il mistero smascherando il colpevole (con il ditino puntato: Jessica Fletcher docet).

Questa anima antica del telefilm è confermata anche dal manicheismo spudorato con cui è presentato il personaggio di Megan. I pieni e le certezze che mostra sul lavoro si trasformano nei vuoti e nelle inadeguatezze della sua disastrosa vita privata. Un matrimonio fallito alle spalle e un grande shock: la figlia preadolescente è in affidamento esclusivo al padre. Megan ci appare debole, confusa, sempre sull’orlo delle lacrime. Talmente incapace di relazionarsi alla realtà da credere che il regalo giusto di compleanno per la figlia dodicenne sia una borsa griffata da duecento dollari. E allora, qual è la vera Megan? Riuscirà a risolvere i propri conflitti diventando una persona migliore? Queste le domande che vengono lanciate allo spettatore, come nel più classico telefilm di formazione.

Pur con tutte le attenuanti del caso (i pilot generalisti devono essere didascalici), 'Body of Proof' non può che deludere. La scelta di non rischiare, di puntare così sfacciatamente sull’usato sicuro, potrebbe costituire un boomerang. E forse, sotto sotto, ne è consapevole anche la Abc: la collocazione del telefilm nella controversa serata del venerdì non promette nulla di buono."



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