Ci sono molti luoghi comuni che riguardano il mondo della televisione, cui troppo spesso lo spettatore medio si rivolge con un’ingenuità che lascia disarmati.
Uno di questi è incarnato dallo slogan delle reti Mediaset Tutto. Senza chiederti nulla.
Uno slogan riuscito perché fa leva sui sentimenti più profondi dello spettatore medio, quello che si è frantumato le palle di vedere le interruzioni pubblicitarie insistite, i programmi di bassa qualità, la televisione spazzatura sulle reti RAI, il servizio pubblico. Uno slogan riuscito perché fa leva sulla contrapposizione fra Mediaset (quelli bravi, che hanno il diritto di far programmi trash perché almeno non li paghi, e che a volte fanno programmi di servizio che dovrebbe fare la RAI - e anche su questo concetto di servizio un giorno o l’altro sarà il caso di tornare. Per me un programma di servizio è Chi l’ha visto?, per dirne una -) e la RAI. I cattivi, statali, possibilmente in mano alla sinistra e comunque tenuti a dare, perché noi li paghiamo.
A nulla servono le giustificazioni patetiche dei dirigenti che di volta in volta si avvicendano a seconda del vento politico circa la necessità della pubblicità, la necessità del canone, il fatto che lo stesso canone non va a pagare i programmi di intrattenimento ma solo quelli di informazione e approfondimento (ovvero, quali? e mandati in onda con quale frequenza?).
A nulla servono, perché in molti - includete pure in questo insieme il sottoscritto - vorrebbero che la RAI avesse almeno una rete dedicata a informazione e approfondimento, senza pubblicità, con notizie e servizi di interesse pubblico e sociale che trasmetta 24 ore su 24 in chiaro (l’esempio in tal senso è dato dalla mai troppo lodata
RaiNews24). In molti - incluso il sottoscritto - trovano assolutamente sensate
le proposte di Beppe Grillo a proposito di una riforma televisiva radicale e radicata.
Ma tale riforma dovrebbe portare con sé una coscienza del telespettatore, che deve capire, sapere, ammettere, dietro al
Tutto. Senza chiederti nulla. giace un grosso equivoco, un conflitto che riguarda la struttura stessa del mondo capitalista - e che, se possibile aggrava la posizione della RAI, sia chiaro: qui non si difende a priori il servizio pubblico -, del marketing, della pubblicità.
Le reti Mediaset - quelle private in generale - chiedono eccome ai propri spettatori: essi pagano il prezzo dei programmi che vedono in maniera indiretta nella misura in cui gli investimenti pubblicitari incidono sui prezzi dei prodotti. Il conto viene presentato nelle agenzie di viaggi, al supermercato, in edicola, nelle concessionarie, in tutti quei luoghi - negozi - dove si acquistano beni che vengono pubblicizzati.
Tutto. Senza chiederti nulla. è una grossa bugia, uno slogan pubblicitario identico a quelli della pubblicità che paghiamo come e più del canone RAI.
SabbiaMobile
12 apr 2006 - 12:49 - #1Concordo in toto.
Matteo Failla
12 apr 2006 - 13:33 - #2Perdonatemi ma oggi typepad fa le bizze, non riesco a inviare il trackback quindi metto qui il link:
http://teledicoio.blogosfere.it/2006/04/mediaset_tutto__1.html
marco
12 apr 2006 - 14:31 - #3cosa?? questo è un modo velato per dire che la famiglia Berlusconi, proprietaria di Mediaset, contribuisce all’aumento dei prezzi dei beni di consumo? gli stessi spot passano per la rai, lo sapevi questo?
che articolo inutile e stupido è?? cosa intendi dire? aboliamo la pubblicità? e la pubblicità alla radio, quella sui manifesti in città?
non capisco lo scopo di questo articolo e neanche il suo significato
Alberto Puliafito
12 apr 2006 - 14:39 - #4Marco, l’unico “scopo” dello scritto è di affermare che “Tutto. Senza chiederti nulla.” è solo uno slogan e che come tutto gli slogan si avvale del principio di “falsificazione”, presenta una realtà dorata che non corrisponde a realtà.
Il resto è una reinterpretazione di quel che ho scritto, con aggiunte e nuovi significati che non erano minimamente nelle mie intenzioni.
marco
12 apr 2006 - 15:59 - #5ora ho capito cosa intendevi, però non è un discorso che riguarda solo mediaset. mi spiace se per il resto ho frainteso
FasH
12 apr 2006 - 17:47 - #6A me Mediaset non ha mai chiesto nulla.
Perche’ non ha un canone.
E quando c’è la pubblicita’ posso cambiare canale.
A voi ha chiesto soldi?
Vi ha estorto denaro nel sonno?
Vi ha mandato in tilt il telecomando impedendovi di cambiare canale durante gli spot?
Credo proprio di no.
Pensilvani
12 apr 2006 - 19:00 - #7Merdasec si è già presa tre frequenze nazionali illegalmente, e ora le usa male, senza rispetto per il telespettatore e scorrettamente. Direi che mi ha già chiesto troppo.
THoMaS
12 apr 2006 - 19:03 - #8Moralismo spicciolo.
FasH
12 apr 2006 - 20:03 - #9A me Mediaset non ha mai chiesto nulla. Perche’ non ha un canone. E quando c’è la pubblicita’ posso cambiare canale. A voi ha chiesto soldi? Vi ha estorto denaro nel sonno? Vi ha mandato in tilt il telecomando impedendovi di cambiare canale durante gli spot? Credo proprio di no.
Alberto Puliafito
12 apr 2006 - 20:36 - #10Non è moralismo spicciolo, è realtà dei fatti. Ovvio che questi fatti non valgano solo per Mediaset: qui infatti non si contesta il sistema pubblicitario, che piaccia o meno manda avanti il mondo così come lo conosciamo.
Si afferma e si rileva il fatto che “Tutto. Senza chiederti nulla.” è uno slogan e quindi, ovviamente, presenta solo una parte della realtà. Nulla di più, nulla di meno.
THoMaS
12 apr 2006 - 22:02 - #11Alberto, “moralismo spicciolo” era riferito al commento di Pensilvani.
Ad ogni modo, è semplicemente uno spot - tra l’altro pure autocelebrativo - e quello è soltanto uno slogan. Se mi mettessi a filosofeggiare pure sulle scritte nei muri dell’autogrill riconducendo il tutto alle logiche intrinseche della perversione, non ne usciremmo più. Con questo non voglio assolutamente screditare nè tantomeno intaccare la tua personale analisi, ma rilevo che sia eccessivamente pretestuoso ricavare da un semplice slogan pubblicitario, addirittura di un’azienda televisiva, che non vende nulla se non se stessa gratuitamente, le dinamiche sociali e relazionali del sistema capitalista attuale. E’ un discorso più propriamente pubblicistico e di marketing, che magari perde di potenza se affiancato alla pubblicità di una televisione.
Alberto Puliafito
12 apr 2006 - 22:08 - #12Ah, ok THoMaS, è che si perde il filo, nei commenti ;)
Be’, volevo essere un po’ provocatorio, per “rispondere” a uno slogan che non è SOLO uno slogan, vista la delicata situazione del nostro amato belpaese ;)
kevin
12 apr 2006 - 22:19 - #13alla rai paghi 100 euro all’anno e la pubblicita’ la vedi lo stesso…mediaset ne ha un po’ di piu’ ma mi restano 100 euro in tasca
Pensilvani
12 apr 2006 - 22:24 - #14Smetterò di fare moralismo spicciolo quando Merdasec smetterà di bullarsi del suo essere aggratis.
Krokko
13 apr 2006 - 09:30 - #15Ok, allora facciamo che anche le reti Fininvest fanno pagare il canone, così Pensilvani sarà finalmente contento…
Per me l’analisi di Alberto è corretta, solo che siccome non credo di farmi condizionare dalla pubblicità (non più di tanto, almeno) non ho questo esborso indiretto. E comunque sono altrettanto d’accordo che siccome la stessa pubblicità passa anche sulle reti Rai, questo non fa che aggravare la posizione dell’ente “pubblico”. Posizione che non dipende certo da Berlusca.
maria
13 apr 2006 - 10:11 - #16è la solita storia…tutto ciò che gira intorno a Silvio crea scompiglio!…adesso pure lo slogan bugiardo. Ma per dio che zuppa è ovvio che da qualche parte i soldi devono arrivare!Conosci qualcuno che regala tutto o qualcosa?..e ricordati che tu sarai sempre libero di scegliere, condizionato o meno ma libero! …è una discussione superflua. L’alternativa a questi problemi è andare a vivere in una bella malga con qualche mucchina …
Pensilvani
13 apr 2006 - 12:38 - #17No non avete capito nulla. Quello che contesto è Merdasec che insiste velatamente sul fatto di essere gratis, a dispetto della Rai e Sky. Ok, sei gratis (anche se il canone va solo a determinate trasmissioni) , però sei (illegalmente) monopolista, non hai funzioni pubbliche da portare avanti e ti permetti di cambiare i palinsesti da un giorno all’altro, di usare i propri programmi per marchette e frecciatine verso la Rai, di rigirare i dati Auditel a proprio piacimento.
Nino
13 apr 2006 - 13:35 - #18Chiamare monopolio una realtà che occupa i 3/8 o 3/9, non mi ricordo più il numero di concessioni televisive nazionali, dello spazio televisivo-analogico-terrestre PRIVATO mi sembra un’eresia. Posso essere d’accordo sul discorso di rete 4, ma con tante altre regole che andrebbero fatte rispettare, non solo a mediaset. Poi sottolineo che ci sono a disposizione 8 concessioni nazionali, 3 ce le ha il berlusca, 2 il gruppo TIM, 1 Europa TV, le altre non ricordo, escludendo LA7 (TIM) che sta diventando una bella rete, come mai nn ci si aspetta un servizio all’altezza delle richieste del pubblico dagli altri concessionari? Tutte le attese devono essere assolte da Mediaset (anzi RTI), ma perchè? Ultima particolarità, è che Berlusconi, paravento per carità non lo nego, ha avuto l’onere di scardinare (con l’aiuto di politici compiacenti e soprattutto interessati) un sistema televisivo monopolista lottizzato e dittatoriale, che fino agli anni 90 non consentiva a nessun’altra tv di produrre telegiornali e dirette televisive sul territorio nazionale. Era più bello quel sistema? A me non piaceva e ringrazio Berlusconi per essere intervenuto ed aver agevolato il passaggio da Monopolio (quello si che lo era) a duopolio, e oggi ad una realtà ancora più ampia che se altri imprenditori si impegnassero diverrebbe realmente invidiabile, soprattutto con l’aumento dei canali grazie alla multiplazione digitale. Scusate lo sfogo ciao a tutti
Krokko
13 apr 2006 - 14:49 - #19Non mi pare che da Mediaset “insistano velatamente sul fatto di essere gratis”: affermano, e non certo velatamente, che loro non fanno pagare il canone. E questo, fino a prova contraria, è un fatto. Semplice e incontrovertibile. Poi che da qualche altra parte i soldi necessari debbano arrivare è un altro fatto, ovvio e innegabile (e infatti nessuno l’ha mai negato) e che viene evidenziato dal post n.1 in termini (quelli di Alberto) tutto sommato accettabili. Fermo restando che pure quanto dice Maria va tenuto in considerazione.
Krokko
13 apr 2006 - 15:36 - #20Poi, francamente, non mi sembra che i palinsesti “mobili” e il resto siano un problema socialmente così rilevante. Mentre attendo chiarimenti su quali sarebbero per la Rai le “funzioni pubbliche da portare avanti”.
Rezzonico
13 apr 2006 - 17:59 - #21Per me in quello spot dovevano scriverci pure le migliaia di ore dedicate alle stron*ate… Forse non gli centrava su tutto lo schermo…
MR
24 dic 2007 - 16:54 - #22trovo molto triste che qualcuno in questo paese stimi le Reti Mediaset, non ci si rende conto di quanto questo sia anti-patriottico.
Si la RAI arranca è vero, è quotidianamente protagonista di scandali, ma non dimentichiamoci che quelli più recenti si devono solo al Patron di Mediaset, che abusando del suo potere, quando era al governo manipolò l’intero polo delle tv di stato.
Anzichè supportare gente e aziende con centinaia di processi alle spalle pensate anche magari a quello che resta a questo paese, sono poche le aziende non in crisi, Support RAI!