
Non so dove ho letto che la “gayzzazione” sta prendendo piede in tv. Tutto ruoterebbe intorno al dono di una rosa da parte di Bonolis a Signorini in un reality. Curioso. Siamo nel 201o e qualcuno si accorge che una insidia- o presentata come tale, si suppone- si stia infilando nei programmi e forse, non so, non saprei, rappresenta un vero pericolo appena corretto dal fatto che nei televoto, da casa, sembra prevalere il macismo.
Al netto dell’ironia e delle sensibilità personali per certe tematiche (che toccano qualcuno personalmente, chissà) si può osservare che l’annuncio o la denuncia della “gayzzazione” sia un invito a pensare, al di là di un fatto oggettivo (?).
Cos’è ?E’ un modo per mettere in guardia pubblico e dirigenti tv? Come dire: attenti, ragazzi e ragazze, a qualcosa che fino ad ieri non passava tanto facilmente, anzi: la tematica gay o omo sul piccolo schermo; attenti, si profila una tendenza pericolosa relativamente alleviata (?) dalla circolazione di un sentimento macista nel paese.
Come dire: qui gli omo, i gay, e naturalmente di conseguenza i froci, le checche, e così via stanno occupando posizioni su posizioni nei massmedia. Vade retro satana. Le simpatie maciste potrebbero contrastare nella società la tendenza stessa. Ma.
Siccome i massmedia sono obiettivamente più forti, chi frena l’ondata di gayzzazione?
Io non so rispondere alla domanda; e non so dire se la “gayzzazione” è confermata e così diffusa. Fuori le statistiche. So però che la storia del teatro, del varietà e del cinema è sempre stata segnata dal gioco delle trasformazioni. Dalla “zia di Carlo”, celebre commedia inglese recitata nelle parrocchie, a Lino Banfi che sul video fa una irresistibile interpretazioni di Carmen Miranda, questo gioco del maschio che si veste da donna, dell’omosessuale che diventa una star del varietà (ricordate “Il vizietto”?), è uno degli spassi dello spettacolo, una proposta spesso amabile e spiritosa sui “transiti di genere”, tra i generi.
Roba d’altri tempi, roba che aggiorna vecchi spassi e che comunque, oggi più diffusa e forse sdoganata per caso dai divieti delle tv sessuofobiche, presenta un atteggiamento nuovo. Ovvero, nel panorama televisivo fanno capolino persone, personaggi, spassi e giochi in cui viene fuori una fatto : essere gay non è ridicolo, è una realtà come altre, una realtà che fa ancora fatica ad essere accettata; che è o non è una scelta,ma è comunque un modo di essere e di vivere che chiama rispetto, e comincia a ottenerlo. La violenza contro i gay non è finita, anzi. Come non finisce la violenza sulle donne.
“Gayzzazione in tv”…va letta come un espediente per dire: al lupo al lupo?
Italo Moscati
unoe90
11 mar 2010 - 11:01 - #1che ci sia una “gayzzazione” penso sia vero, che sia detto con accezione negativa sono certo che sia da stupidi!
Il pensiero della diffusione di un certo “modello gay” nei mass media è iniziato a venirmi nella testa negli ultimi anni, quando al mattino (unica occasione in cui posso) mi è capitato di fare zapping radiofonico e ho notato un proliferare di opinionisti dichiaratamente gay (e feroci) in molte trasmissioni. Il problema ovviamente non esiste e continua a non esistere quando in molte trasmissioni televisive si chiede la presenza di persona che oltre ad essere molto tagliente nei commenti è anche gay…nel mio piccolo ho azzardato una ipotesi sul fenomeno: credo che siamo di fronte ad una moda, proprio come quella delle soubrette straniere. Infatti, fino a qualche anno fa, la ragazza bellissima che non parlava una parola di italiano era immancabile in ogni varietà…ricordo anche che questa moda generò proteste da molte delle show girl nostrane…e forse anche nel caso della gayzzazione (termine che aborro ;-D) c’è qualcuno che protesti, perchè si vede togliere il posto e, lasciatemelo dire, questo qualcuno è un vero “stupido” (voglio edulcorare la mia espressione) se trova come aggravante l’orientamento sessuale di chi gli avrebbe soffiato il “lavoro”di opinionista.
italomoscati
11 mar 2010 - 11:17 - #2Chiedo alla Redazione di inserire il post nella mia categoria, grazie…
italomoscati
11 mar 2010 - 11:23 - #3Ben detto Unoe90…”Gayzzazione”: termine davvero da aborrire…
Una domanda: “opinionisti” in gara? posti “soffiati”? Bonolis che protesta perchè Signorini gli ha soffiato il posto? o….
alexpf
11 mar 2010 - 12:09 - #4non si ricorda eh? :-) l’ha letto sul corriere di ieri a firma di Aldo Grasso. Giuste e sante le sue parole visto che anche in questo blog capita, a volte, che questo tema sia pretesto per fare battutacce da parte di alcuni autori (”ma sì, è solo una battuta”). Però credo che Grasso alludesse a certi modi di raccontare le cose in modo troppo esteticizzante e non tanto all’essere gay che è ovviamente condizione dignitosa. Che poi la scelta del termine sia coniato da etero e rappresenti in modo vetusto i gay (ma ancoro ricercato in tv) è vero.
unoe90
11 mar 2010 - 12:44 - #5nel mio commento non facevo alcuna allusione a qualche fatto in particolare. tra l’altro non ho visto l’intervento di Bonolis su (”contro”) Signorini nella puntata del Grande Fratello, richiamato da Grasso. Sicuramente nella testa mi sono venuti in mente una serie di personaggi conosciutissimi, il cui orientamento sessuale è ben noto, che popolano la televisione e la radio.
Preciso anche che non ho fatto riferimento ad un determinato “opinionista”, però mi sono messo nei loro panni :-) e devo dire che in effetti, un opinionista del nulla (caso emblematico, quelli dei programmi del pomeriggio in tv) immagino trovi insopportabile l’idea di non essere più chiamato e quindi sostituito da qualcunaltro … e per alcuni il fatto che il sostituto sia gay è solamente un aggravante!
confermo, però, quanto già detto e rassicuro l’opinionista “classico” di attendere ancora un pò, perchè come tutte le mode, la gayzzazione (intesa come l’utilizzo di personaggi molto coloriti) finirà.
Condannando un certo clichè di gay, mi auguro che un giorno, si potrà andare in televisione, a fare dal presentare fino alla comparsa, senza dover “urlare” a tutti il proprio orientamento sessuale.
alexpf
11 mar 2010 - 13:00 - #6@unoe90: la sua buona fede è chiara e limpida e non voglio sminuire il suo intervento ma il “Condannando un certo clichè di gay” è pur sempre un atto di condotta discriminatorio, come dire essere persona gay in un modo vale meno che essere persona gay in un altro, ad esempio perchè sono più “colorato” Non credo che abbia senso. Sulla speranza per il futuro, concordo, ma senza condanna e invece con un’analisi piu attenta della società senza stereotipi (per tutti).
shadowplay
11 mar 2010 - 13:25 - #7La gayzzazione è in effetti in atto da qualche anno ma, come sosteneva Emmett Honeycutt in Queer As Folk, l’importante è che il gay sia ironico, eccentrico, eccessivo. Che sia una macchietta, un fumetto e non un uomo con una propria sessualità. Qualsiasi riferimento sessuale non etero è tuttora bandito, a meno che non rientri nella beffa o nella battuta da caserma. Per questo motivo le dissertazioni sessuai di Aldo Busi sono così disturbanti, o le dark room (per quanto all’acqua di rose, pur sempre citate) presentate da Victoria Cabello danno fastidio. La TV non è infarcita di gay, è piana di personaggini omo ad uso e consumo dell’etero medio.
paranellus
11 mar 2010 - 13:26 - #8i gay in tv, sono solo una mossa del femminismo per devirilizzare quei brutti orchi cattivi dei “maschi” (chissà perchè le donne sono donne e gli uomini sono maschi o “maschieti”, che è il contrario di “femminucce”).
quante lesbiche appagliacciate vedete in tv? io nessuna
unoe90
11 mar 2010 - 13:26 - #9rettifico: condanno la ricerca da parte di chi fa televisione di un certo clichè di gay. Ecco, diciamo che in generale non mi piace la stereotipizzazione per tutti ;-)
italo-moscati
11 mar 2010 - 15:35 - #10Alexpf, grazie.Il tuo commento è spiritoso e acuto, lo stile mgliore.
giusy84
11 mar 2010 - 16:31 - #11Sig. Moscati, scusi se sono pignola ma credo che si scriva “maCHIsmo/maCHIsta”…visto che in realtà è una parola spagnola derivata da macho…
Tutto qui… :)
ferro1984
11 mar 2010 - 19:37 - #12Macismo è un’italianizzazione della parola mentre machismo è un ibrido che però si usa per rafforzativo.
Macho rende meglio ed ecco che spesso si usa machismo per rendere più chiaro il riferimento ma si possono usare entrambi
ferro1984
11 mar 2010 - 19:43 - #13La gayzzazione in tv è un processo particolare che va visto in un ottica diversa.
I gay non sono quelli proposti in televisione o meglio non solo quelli.
In realtà si vuole dimostrare che i gay sono dei DIVERSI che vanno accettati, invece i gay sono persone normali, nella maggior parte dei casi nemmeno li distingui dagli etero, solo con gusti differenti.
Ora un goloso di dolci non è un diverso, ama i dolci, non è necessario di rappresentare i golosi come degli obesi.
I gay possono essere effemminati o meno, avere certi gusti oppure essere machi come gli uomini, invece in tv esistono solo i Maicol, i Jhonatan, i Signorini e le Platinette.
Per carità personaggi rispettabilissimi ma cacchio ce ne sono tanti.
italomoscati
11 mar 2010 - 20:48 - #14Grazie, Ferro…
lucasit
11 mar 2010 - 21:20 - #15trovo questo articolo assai stupido e banale e mi scuso con chi l’ha scritto..
siamo nel 2010 ancora a scrivere qualcosa dal contenuto vuoto visto che si scrive con un riflesso di condanna o ghettizzazzione..
e te lo dice un etero,, aprite la mente ragazzi e preoccupatevi di vedere una violenza di mauro al gf piuttosto che la gheyttizzazzione della tv!
italomoscati
11 mar 2010 - 22:18 - #16Adorabile Lucasit, etero o omo non ha importanza, nessuno glielo chiede…forse, ma molto forse, si può chiederle di riempire il suo pregevole vuoto con una spassionata opinione: ovvero, indicare alla “gayzzazione” che significa? gridare al lupo al lupo, ovvero grido ambiguo e se mi permette fastidioso e inutile, glielo dico da etero a etero ma, se mi permette, e mi scuso, che c’entra la ghettizzazione? osa dire: la sua ?
gugly
13 mar 2010 - 12:10 - #17Io direi che è una moda, un fenomeno reputato di passaggio e come tale utilizzato soprattutto da certa tv come specchietto per le allodole fino a totale esaurimento e sparizione dei relativi personaggi.
Purtroppo si affastellano segnali gravi di altre derive del linguaggio televisivo ben più pericolose. Altro che censura democristiana, altro che calze delle Kessler, mi pare che oramai siamo ben oltre ( cosa ha fatto di male Per un pugno di libri? Perhè ci sarebbe l’intenzione di toglierlo dal palinsesto di Rai 3?)