
La vignetta di Vauro mostrata nel corso dell’ultima puntata di Annozero richiama una frase del Presidente della RAI, Garimberti:
La RAI è in agonia.
Vignetta e analisi più tecnica raccontano un’amara realtà, che vale la pena di provare a raccontare utilizzando altre parole di Garimberti, che, a un anno dal suo esordio alla presidenza, individua tre punti cruciali che proprio non vanno bene:
La mancanza di risorse certe, una natura giuridica che non ci consente di stare sul mercato e una non risolta questione della governance […] o si cambia o il nostro destino è segnato. E’ solo questione di tempo […] Non è in discussione il saper fare o il cosa fare, ma il poter fare. E’ questa la questione capitale della Rai.
Il discorso appare sacrosanto. Ma fino a quando il servizio pubblico televisivo verrà considerato come un capitale da lottizzare fra partiti politici - fenomeno che esiste da sempre ma che, mai come in questo periodo, rivela tutta la sua potenza e tutto il suo sapersi schierare in maniera pressoché univoca - c’è ben poca speranza. Viene il dubbio, a legger Garimberti e a far due considerazioni da bar, che tutto sommato una RAI debole faccia molto comodo. A chi? Inutile dirlo.
Arturo B
27 feb 2010 - 05:04 - #1Le vignette in Italia hanno delle conseguenze. Le parole in italia hanno delle conseguenza. Le opinioni in Italia hanno delle conseguenze. I fatti? I fatti no, perché non vengono raccontati. O non vengono raccontati come si deve. Il terzo mondo é ancora avanti ripetto a questo
s-cassy
27 feb 2010 - 05:24 - #2Un rimedio c’è…..eutanasia!!!!
Si può tranquillamente dire che il termine pubblico sta alla Rai come il termine canone sta alla tv…..
L'eco del cojones
27 feb 2010 - 06:44 - #3La vignetta di Vauro mostrata nel corso dell’ultima puntata di Annozero richiama una frase del Presidente della RAI, Garimberti:
La RAI è in agonia.
Vignetta e analisi più tecnica raccontano un’amara realtà, che vale la pena di provare a raccontare utilizzando altre parole di Garimberti, che, a un anno dal suo esordio alla presidenza, individua tre punti cruciali che proprio non vanno bene:
La mancanza di risorse certe, una natura giuridica che non ci consente di stare sul mercato e una non risolta questione della governance […] o si cambia o il nostro destino è segnato. E’ solo questione di tempo […] Non è in discussione il saper fare o il cosa fare, ma il poter fare. E’ questa la questione capitale della Rai.
Il discorso appare sacrosanto. Ma fino a quando il servizio pubblico televisivo verrà considerato come un capitale da lottizzare fra partiti politici - fenomeno che esiste da sempre ma che, mai come in questo periodo, rivela tutta la sua potenza e tutto il suo sapersi schierare in maniera pressoché univoca - c’è ben poca speranza. Viene il dubbio, a legger Garimberti e a far due considerazioni da bar, che tutto sommato una RAI debole faccia molto comodo. A chi? Inutile dirlo.
aldebaran85
27 feb 2010 - 10:18 - #4cacciate minzolini e farfallina petruni!!
nocapre
27 feb 2010 - 11:59 - #5Eutanasia, eutanasia
boss1984
27 feb 2010 - 17:45 - #6La rai attualmente offre molto poco,direi quasi niente. Non lo dico solo per me che da quasi 26enne,se vedo 2 programmi alla settimana è tanto,ma anche i miei genitori e mia nonna la tv ormai non la vedono quasi più. Alla qualità scadente dei prodotti rai si aggiunge anche la collocazione scadente. Parla con me, l’era glaciale e altri messi a notte fonda….solo per dirne alcuni, per non parlare della censura che incombe.
Andate a vedervi anche le altre vignette di Vauro. Giovedi sono state grandiose.