Home Notizie Chiude Red Tv, la televisione voluta da D’Alema: 14 giornalisti chiedono la cassa integrazione

Chiude Red Tv, la televisione voluta da D’Alema: 14 giornalisti chiedono la cassa integrazione

Massimo D’Alema aveva voluto una televisione. L’uomo coi baffi, il politico intelligente: il 4 novembre del 2008, il giorno della vittoria di Obama, il segretario venuto con la barca aveva varato Red Tv in pompa magna. Il 1 marzo 2010 Red Tv chiuderà i battenti e manderà a casa 14 giornalisti. A tagliare la testa

pubblicato 23 Febbraio 2010 aggiornato 5 Settembre 2020 18:13


Massimo D’Alema aveva voluto una televisione. L’uomo coi baffi, il politico intelligente: il 4 novembre del 2008, il giorno della vittoria di Obama, il segretario venuto con la barca aveva varato Red Tv in pompa magna. Il 1 marzo 2010 Red Tv chiuderà i battenti e manderà a casa 14 giornalisti. A tagliare la testa a tale avventura catodica, sarebbe il decreto Milleproproghe, che prevede il taglio dei fondi dell’editoria per i media non profit, di partito o di cooperative. Ma in Rete gira una versione diversa, promossa dal blogger ed ex candidato alle primarie del Pd Mario Adinolfi che scrive:

“Massimo D’Alema in questi giorni di difficoltà non si fa né sentire né vedere. Forse potrebbe passare, dire una parola a un gruppo di ragazze e ragazzi (quattordici dipendenti, quattro contrattualizzati senza tutele, almeno venticinque tra collaboratori e tecnici) che finiranno in mezzo a una strada”.

Adinolfi chiama D’Alema “il padre padrone della televisione” e insiste:

“I miei tredici colleghi, assunti a tempo indeterminato, saranno in cassa integrazione. I quattro co.co.co sono già stati fatti fuori a gennaio, senza nessuna tutela”.

Il presidente Cda di Red Tv, Luciano Consoli, ha replicato che tutto dipende dai fondi per l’editoria 2010, inseriti nel decreto Milleproroghe che sarà approvato in settimana. e ribadisce che i lavoratori in odore di licenziamento saranno regolati e assistiti a dovere a breve:

“In teoria abbiamo assegnato la cassa integrazione dal 15 febbraio, ma non l’abbiamo attuata perché abbiamo fiducia che la norma venga corretta”.

Per il momento la programmazione di Red Tv continua con le produzioni inedite realizzate in questi mesi. Speriamo che D’Alema si ricordi di scendere dalla barca e mostrare un minimo segnale di interesse nei confronti di persone comuni e professionali che stanno per perdere il lavoro, tragedia sociale dei nostri anni.