
Cominciamo con un “personalismo”. Non si fa, non è deontologico, ma facciamolo: vivo a Roma e oggi, come tante altre famiglie della Capitale, mi sono ritrovato definitivamente e irrimediabilmente “switchato”. La Città Eterna è la prima capitale europea completamente spenta dal punto di vista analogico: ebbene, per quanto mi riguarda, i tempi di azione relativi al passaggio definitivo al digitale terrestre si sono esauriti in circa 48 secondi. Acquistato un decoder esterno da 29 euro, collegatolo al televisore tramite presa scart e alla corrente tramite normale cavo di alimentazione, non ho fatto altro che accenderlo, premere “ok” sul telecomando per avviare la ricerca automatica e vedere tutti i canali di questo mondo. Molto bene, dunque, niente di più facile: così che adesso, anche il piccolo televisore sistemato in cucina, e acquistato in tempi ormai tecnologicamente remoti, possa rimanere utile e funzionante saecula saeculorum. Amen.
Non tutto e non dovunque, tuttavia, è filato liscio. Al momento risultano essere oltre 20mila le telefonate giunte al call center del ministero dello Sviluppo economico all’apposito numero verde 800022000. Secondo quanto riferisce l’ufficio del viceministro, Paolo Romani, il 92-93 per cento delle chiamate sono collegate a richieste di aiuto per la sintonizzazione degli apparecchi televisivi, la parte restante ad altri tipi di problemi.
A questo proposito è insorto il Codacons il quale, “considerati i disagi patiti dagli utenti”, ha annunciato “la presentazione di un ricorso d’urgenza in tribunale, finalizzato a posticipare la data dello switch-off in modo tale da consentire a tutti i residenti della capitale di ottenere le giuste informazioni e trovarsi preparati al passaggio alla tv digitale e per evitare che una parte della popolazione romana resti indietro e senza possibilità di vedere la tv”. Secondo il presidente Carlo Rienzi i principali disagi riguardano soprattutto la risintonizzazione dei canali, “operazione che sembra meno facile di quanto annunciato”.
Altre segnalazioni sono arrivate al Codacons per quanto riguarda l’attività di Tivùsat, la piattaforma satellitare frutto dell’intesa di Rai e Mediaset. Sostiene l’associazione: “In teoria Tivùsat dovrebbe essere utilizzata per chi, avendo il segnale tv debole, non riesce a ricevere i canali del digitale terrestre. Peccato che le smart card siano introvabili e che il call center per avere informazioni, l’199 309 409 sia una ‘bufala mangiasoldi’. Il numero unico, infatti, costa la bellezza di 14,26 centesimi di euro al minuto. Peccato che sia impossibile mettersi in contatto con un operatore, qualunque opzione si scelga, salvo non si abbia già la smart card, quelle che appunto non si trovano. Eppure l’opzione 3, stando alla voce automatica, dovrebbe servire a chiedere assistenza”.
Staremo a vedere.
Da queste parti, come detto, e non potevo esimermi per onestà intellettuale, tutto è filato liscio come e più dell’olio.
chihuahua
17 nov 2009 - 12:22 - #51Secondo me, bisogna distinguere.
Lo swich-off non è stato un provvedimento subito dalle popolazioni interessate in maniera improvvisa o impropria. Se ne parla da tempo e se le lamentele riguardano il tardivo acquisto di ricevitori o la difficoltà di collegarli, esse sono assolutamente ingiustificate. Se ne parla da fin troppo tempo, e si sarebbe dovuto provvedere per tempo. Chi non l’ha fatto, non può incolpare il Governo ladro (è un modo di dire).
Discorso molto diverso per i problemi tecnici.
E’ consuetudine tutta italiana di far partire ogni novità come fossero delle sperimentazioni su larga scala: “vediamo come va, e col tempo aggiustiamo il tiro”.
E intanto, anche il più ligio dei cittadini deve patire i ogni sorta di disservizio.
P.S.: Nota a margine per l’espressione latina usata nel post. Sgambati, serve una preposizione, altrimenti quello che hai scritto si legge: “[…] e acquistato in tempi ormai tecnologicamente remoti, possa rimanere utile e funzionante secoli dei secoli”. ;))
zoro
17 nov 2009 - 12:33 - #52muysky
tu sei sempre più pazzo, viene qui e cosa fai dici miraccomando guardate cielo, tu non sei normale!
taichi
17 nov 2009 - 12:56 - #53mysky: guardate cielo sti due maroni, coma mai la tua tanto acclamata sky apre “cielo” in un mux che la metà del territorio italiano non prende? tutti i soldini che ha sky non trova un mux con copertura nazionale? io cielo in sicilia non potrò mai vederlo perchè il mux dove andrà cielo non arriverà mai il segnale fino alla sicilia, così come in calabria, sardegna o altro, e tu mi dici “guardate cielo”? ma stai zitto va, un canale nazionale gratuito che la metà della nazione non potrà mai vederlo, che vergogna…
giovanna57
17 nov 2009 - 17:05 - #54Si, è tutto bello ma si tiene poco conto della situazione economica generale. Chi non può permettersi di comprare una nuova tv o un decoder o far cambiare antenne o altro…non avrà neppure la possibilità di guardarsi la tv. Ma vi sembra ilo momento di obbligare le persone a spendere per forza? Non fanno altro che inventare cose per obbligare le persone a cacciare soldi…siamo stanchi, non ne possiamo più!
Finitela!!!!!
Osvald
17 nov 2009 - 18:49 - #55Che massa di ritardati, anche un bambino riuscirebbe a montare un decoder.
gino1999
18 nov 2009 - 00:17 - #56in America l’hanno fatto in un giorno ! qui in 4 anni. Simm a napule paisà !
Skid Row
14 mar 2010 - 13:54 - #57Il ditale terrestre IMHO fa schifo perchè aumenta il divario digitale a livello di fruizione degli utenti, io vivo in Trentino in una ‘zona d’ombra’ del segnale, lo ricevo bene nel 60% dei casi, nel restante mi attacco o mi arrangio col web.
Tecnologie vecchie e legate ad opportunità economiche dei soliti noti. Bravi!