Chiusura di Italiansubs, la Fapav: "Attività mirata per difendere i titolari dei diritti". Chiude anche Subsfactory

La Fapav commenta la chiusura di Italiansubs, mentre anche Subsfactory ha deciso di interrompere la pubblicazione di sottotitoli

A pochi giorni dall'annuncio in home page di Italiansubs di interrompere la pubblicazione di sottotitoli di film e serie tv di cui non si disponga l'autorizzazione, si inizia a fare chiarezza su cosa sia successo. Se la prima impressione era stata che ad incidere sulla decisione fosse stata l'approvazione in Parlamento Europeo della nuova direttiva sul Copyright, ora subentra un nuovo elemento, nelle stesse ore in cui un altro storico sito di sottotitoli, Subsfactory, ha deciso di interrompere la propria attività.

Un elemento che si chiama Fapav (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) e che dal 1988 vigila senza scopo di lucro per difendere la Proprietà Intellettuale, il Diritto d'Autore ed i diritti connessi. Con un comunicato, l'associazione spiega che la decisione dei gestori di Italiansubs è frutto di "una attività mirata che la Fapav ha condotto negli ultimi mesi con gli amministratori del portale per chiarire le ragioni dei titolari dei diritti e per ottenere la cessazione dell’attività illecita in considerazione dell’ingente danno causato da tale pratica verso tutta la filiera dell’audiovisivo".

"La traduzione in lingua italiana dei dialoghi di film e serie televisive, senza l’ottenimento di alcuna licenza, è un’attività illecita", ricorda l'associazione, "in quanto si tratta di un diritto esclusivo, oltre che del produttore delle opere, anche degli autori della sceneggiatura, in base alle norme vigenti a livello internazionale".

Pubblicare i sottotitoli di produzioni straniere senza averne l'autorizzazione, sostiene la Fapav, va a danneggiare non solo l'audience televisiva dei canali che trasmettono le serie tv ed i film, ma anche i servizi di streaming online legali che mettono a disposizione i loro sottotitoli per le proprie serie in catalogo.

Da qui, la decisione degli "amministratori del sito e della community, come da loro stessi comunicato tramite la piattaforma e i social network", che "hanno convenuto di cessare l’attività di traduzione e messa online dei sottotitoli relativi tutte le opere di cui non detengono autorizzazione dai legittimi titolari".

"La Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali", conclude il comunicato, "apprezza la condotta dei gestori di Italiansubs e dell’intera loro community che hanno compreso le motivazioni della richiesta, spiegandole ai propri utenti".

Resta il dispiacere per la chiusura di siti che hanno permesso la diffusione della conoscenza di numerose serie tv, comprese quelle che le televisioni o le piattaforme streaming mettono a disposizione non in contemporanea, ed isolando, a volte, il pubblico italiano dalle nuove produzioni straniere.

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