Ferzan Özpetek prossimamente su Netflix: "Ma prima un nuovo film"

Ferzan Özpetek conferma i contatti con Netflix per un progetto seriale, ma i tempi sono lunghi.

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Ferzan Özpetek al Giffoni Film Festival conferma i rumors di un progetto seriale per Netflix:

"Ci sono stati due incontri, ma ci vuole ancora tempo. Non basta parlarne una volta per realizzare qualcosa: i tempi sono lunghi prima che si trovi un accordo. E poi ho bisogno di tempo in questo momento"

dice il regista che due anni fa, sempre a Giffoni, anticipò a Tv Blog l'idea di serializzare due suoi film, senza però rivelare quali.

Il progetto di una serie tv, quindi, torna nell'orizzonte del regista, anche se di là da venire: ci sembra di capire che le procedure perché si inizi davvero a mettere mano alla produzione siano complesse e articolate. La priorità, in ogni caso, è quella di realizzare il suo nuovo film:

"E' la cosa più importante - chiarisce - Sto sviluppando un'idea, ma è ancora presto per parlarne".

Nel frattempo anche della sua prossima regia teatrale per il San Carlo di Napoli, Madama Butterfly, in cartellone il prossimo anno. Intanto si dedica all'app Whatastar, una sorta di piattaforma online cui i ragazzi possono caricare clip per mostrare i propri talenti canori e attoriali. Non esclude un'estensione ai registi "anche se vorrei restare nella durata di un minuto e per un regista è poco" e potrebbe essere un'idea quella di fare delle esperienze raccolte lo spunto per un racconto. Chissà che invece un suo prossimo lavoro non tratti dell'attuale situazione politica internazionale:

"Io faccio film, non faccio politica. Racconto quel che vivo e se qualcosa arriva sullo schermo è perché fa parte della mia esperienza"

ha aggiunto il regista, preoccupato però del clima di chiusura e di diffidenza che si vive in questo periodo.

"C'è qualcosa di strano nell'aria. Sembra quasi ci sia una sorta di complotto mondiale che alimenta la paura. Non so se sia colpa di Internet, ma la diffusione di fake news, che la gente non riconosce, è un fenomeno preoccupante. Sembra quasi che negli ultimi 4/5 anni si sia fatto in modo che si arrivasse a questo punto. All'epoca de 'Le Fate Ignoranti' c'era una generale tendenza alla globalizzazione, oggi è il contrario: tutti vogliono la sicurezza della propria cultura. C'è una crisi di identità a livello mondiale"

sottolinea Özpetek, non senza preoccupazione. E chissà che non sia proprio questo uno dei temi della sua prossima opera, sia essa per il cinema o per la tv.