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Spegnere le telecamere

Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori interessati, la deriva della spettacolarizzazione delle lotte operaie va interrotta al più presto. Non possiamo certo permetterci di affrontare le sfide che l’autunno riserva sul terreno dell’occupazione rincorrendo lavoratori che si arrampicano sui monumenti cittadini e che minacciano di buttarsi. In un paese ordinato e civile

29 Agosto 2009 08:39


Con tutto il rispetto per i problemi dei lavoratori interessati, la deriva della spettacolarizzazione delle lotte operaie va interrotta al più presto. Non possiamo certo permetterci di affrontare le sfide che l’autunno riserva sul terreno dell’occupazione rincorrendo lavoratori che si arrampicano sui monumenti cittadini e che minacciano di buttarsi. In un paese ordinato e civile le vertenze individuali e collettive le affrontano le parti sociali. Purtroppo, c’è un solo modo per far cessare questa spirale ingovernabile: spegnere le telecamere

Così parlò Giuliano Cazzola, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, a proposito della protesta degli operai a Napoli, sul Maschio Angioino.

L’invito a spegnere le telecamere rende il tutto di interesse televisivo. E personalmente, mi permetto di dissentire, gentile vicepresidente, e mi permetto di proporLe – e di proporre ai miei quattro lettori – un altro punto di vista.

In un Paese ordinato e civile dove tutto quello che riguarda i primi – persino la presenza o l’assenza a una manifestazione o a una processione religiosa – diventa argomento di dibattito e spettacolo; in un Paese ordinato e civile dove l’industria dell’intrattenimento domina sovrana nell’appiattimento generale, al ribasso, sia dell’entertainment sia dell’informazione; in un Paese dove i primi hanno le telecamere a loro disposizione per dissertare, argomentare, avere opinioni e divulgarle, anche a scapito dei fatti; in un Paese dove si spettacolarizza tutto, davanti e dietro alle telecamere, è bene – è davvero bene – che le stesse telecamere siano ben accese per documentare le vicende che riguardano gli ultimi. E che quelle stesse telecamere poi possano disporre di un sistema broadcaster che mandi in onda le stesse immagini.

Non riesco a pensare in nessun altro modo a un Paese ordinato e civile, caro Vicepresidente.