Arriva la Teodora Film, attraverso le parole di Cesare Petrillo, produttore, a denunciare lo stato di duopolio che imperversa nel cinema italiano. Così Petrillo:
Venezia non ha film in concorso che non siano Rai o Medusa. L’anno scorso poi fu un capolavoro di equilibrismo, quattro film in concorso ed erano due per uno. Marco Müller (il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ndR) ha un modo molto democristiano per stare al servizio dei gruppi di potere.
Magari qualcuno si chiederà cosa c’entri questo con TvBlog, giusto? Magari si potrebbe pensare che sia un discorso più adeguato ai colleghi di Cineblog. Ma non è così, ed è abbastanza facile dimostrarlo, visto che il duopolio RAI-Medusa ricorda molto da vicino - anzi, è proprio omologo - quello RAI-Mediaset che affligge la nostra televisione da tempo immemore (col terzo incomodo SKY che si fa avanti).
E infatti, Petrillo rincara la dose e ci aiuta a declinare questo discorso in ambito televisivo:
In Italia mancano le istituzioni, mancano le televisioni, manca la concorrenza televisiva, mancano leggi adeguate, soprattutto col governo attuale che non fa assolutamente nulla. Persino l’informazione cinematografica sta scomparendo.
Sembra un discorso che qui, su queste pagine, è trito e ritrito, eppure ogni volta che qualche indipendente ha il coraggio di dirlo e che qualche testata ha il coraggio di riprendere le sue parole, ecco i titoloni: accusa al duopolio, accusa ai poteri forti. Però poi non cambia nulla. E’ proprio questa mancanza di concorrenza, di competizione non drogata, che fa si che i palinsesti estivi siano ammorbati da repliche senza vergogna, da mancanza di idee e sperimentazioni che si traducono in una totale mancanza di rispetto per il telespettatore. Ben vengano dunque, le dichiarazioni come quella di Petrillo, e ben vengano - consentitemelo - anche quelli come noi, che portano avanti questa battaglia contro i mulini a vento da anni.
aldebaran85
25 giu 2009 - 15:56 - #1ottimo articolo
bubino
25 giu 2009 - 16:58 - #2Ci sarebbe anche da fare un discorso in generale sul cinema italiano: quanti film coprono le spese? Quanti film finanziati dallo Stato escono nelle sale? Quanti film italiani sono esporabili in tutto il mondo e hanno insita una coralità universale? Abbiamo pochi film, spesso noioso e troppo italiani, troppo provinciali.
Più che lamentarsi sempre, bisogna fare dei bei film, che possono andare bene anche in America, in Francia, in Giappone… e non solo in 2 sale italiane, e magari dmenticati in un batter d’occhio.
blogattelle
25 giu 2009 - 16:59 - #3c’è da intendersi: se le repliche sono di film di totò, alberto sordi, insomma la commedia all’italiana, quella fatta di film che continui a rivedere pur conoscendoli a memoria e ogni volta ci trovi qualcosa da scoprire -un piano d’ascolto, una gestualità, uno scorcio d’inquadratura, una finezza di regia recitazione o sceneggiatura-, allora l’estate diventa la stagione (televisiva, pe’ ‘l resto l’è già) migliore; poi, per restare sulla falsariga dell’ironia, che tanto buon successo ottiene (especially among the idiots) e giusto per mandare un altro po’ in malora il paese viceversa tenuto in auge da cosí brillanti menti, mi pregio segnalare -divagando un filo per sarcastica licenza, ma rimanendo sul tema dell’offerta televisiva, poteri forti ecc- il late show trasmesso iersera da raisat extra in cui il noto antiamericano letterman -certo!, ha sparato bordate su bush per tutta la durata della sua presidenza, che lí rappresenta l’esecutivo cioè il governo- non prima di aver affidato la top ten al vincitore -deb e assolutamente sconosciuto- del golf us open e mostrato una serie di nuovi giocattoli “per tenere impegnati i bambini all’aperto” fantastici, dai mini robot alimentati a energia solare passando per la palla gonfiata a elio che rimbalza a piú di 200 piedi (foot = 0,3048 m) fino al missile ad acqua, ha ospitato la ex giudice della corte suprema sandra day o’connor, prima donna entrata a farne parte e rimastavi per venticinque anni, che nella breve intervista ha -si può dire- tenuto una lezione sulla condizione femminile non solo da incorniciare, proprio da intelaiare in marmo di carrara e picchiare sul capo di… -facciamo una serie di esponenti politici e non di un paese a caso
pampasosa
25 giu 2009 - 17:20 - #4non ci resta che il presidentissimo con i film di qualita’ di natale
giacomp3
25 giu 2009 - 18:55 - #5solo natale? no non bastava.. ora ci sono anche i polpettoni estivi! e l’ultimo estate ai caraibi (costretto a vederlo da alcuni miei amici) è l’emblema della pubblicità subliminale politica di questi tempi.
nauseato, sono uscito dalla sala dopo la “battuta” sui matrimoni gay.
quando poi ho saputo del finale che più leccaculo non si può, non mi sono meravigliato affatto ma era ancora più nauseato.
schifo schifo schifo!
s-cassy
25 giu 2009 - 19:49 - #6Ben detto, discorso trito e ritrito…..
I film italiani sono brutti, è questa la premessa che si dovrebbe fare quando si parla del cinema nostrano! Purtroppo abbiamo registi privi di idee originali ma pieni di una presunzione che li spinge a credere che il loro lavoro è quello di divulgare il sapere a noi poveri ignoranti che non sappiamo nulla e quindi via a grandi film d’autore che hanno la politica come filo conduttore…..(il commento 3 è un esempio fuori tema!)
In Italia è vietato usare temi che si avvicinano al divertimento, alla spensieratezza e alla commedia perchè dobbiamo denunciare la vecchietta che non sa usare la social card, il premer che nessuno vuole e che vince sempre le elezioni, sua moglie, le sue amanti, la fame nel mondo , la guerra, la crisi economica, la peste e la carestia….
Se forse e dico forse, ci fossero più autori e registi pronti a fare il loro mestiere senza preoccuparsi di illuminare il popolo ignorante ,si potrebbe seriamente parlare delle duopolio vero e concreto che esiste nel cinema e nella televisione.
Odd
27 giu 2009 - 15:13 - #7Non leggo nemmeno tutto, sputo subito la mia: Non è che ci siano solo la RAI o la Medusa (M3rdaset e quel genio di Rossella) a produrre con un forte duopolio ostracizzando gli altri… sono gli altri che non ci sono. In Italia non ci sono altri produttori forti che abbiano il coraggio di investire, di rischiare, di pensare anche al prestigio prima del guadagno.
Così come accade in politica, non c’è un produttore che si schiodi dal suo gruppetto chiuso di lavoro, che ripropone da 20 anni sempre le stesse cose. Ormai i registi italiani noti si autoproducono, nel senso della coesione tale che c’è tra loro ed il loro produttore di fiducia, che non spende un singolo euro su altro. Non parlo solo di cinepanettoni e De Laurentiis, ma anche di drammatico.
E allora ovvio che bisogna sorbirsi Sky, RaiCinema e Medusa.