Piersilvio Berlusconi demolisce Sky: “Non ci fa paura”
Il vicepresidente di Mediaset Piersilvio Berlusconi non teme Sky, anzi rilancia la forza delle reti che dirige, sminuendo, addirittura, il ruolo nel panorama mediatico italiano della piattaforma di Mr. Murdoch che proprio in questi ultimi mesi è senza dubbio la realtà televisiva a più alto tasso potenziale di sviluppo. Il tutto in un’interessante intervista rilasciata

Il vicepresidente di Mediaset Piersilvio Berlusconi non teme Sky, anzi rilancia la forza delle reti che dirige, sminuendo, addirittura, il ruolo nel panorama mediatico italiano della piattaforma di Mr. Murdoch che proprio in questi ultimi mesi è senza dubbio la realtà televisiva a più alto tasso potenziale di sviluppo. Il tutto in un’interessante intervista rilasciata al Corriere della Sera.
“Noi facciamo tv generalista gratuita. Loro tv tematica a pagamento. Sono due modelli di business completamente diversi. E gli ascolti lo dimostrano: Canale 5 da sola con il 23% è la prima rete italiana, gli oltre cento canali Sky fanno l’8-9% tutti insieme: Sky può essere vista da 4,7 milioni di famiglie italiane su un totale di 24 milioni. Senza voler parlare della crisi economica, e guardando agli ascolti televisivi, questo per noi è uno dei periodi migliori. Come le dicevo, Canale 5 è la prima rete italiana, si sta facendo un ottimo lavoro. Italia 1 è terza rete assoluta e Retequattro è sopra gli obiettivi. E se guardiamo al target commerciale, gli ascolti del pubblico tra 15 e 64 anni, quelli più interessanti per gli investitori pubblicitari, la nostra leadership è ancora più netta”.
In sostanza risulta difficile capire se Mediaset reputi il colosso Sky come uno scoglio di salvezza nel mare magnum della televisione, un potenziale alleato da schierare contro la Rai, per esempio, oppure un autentico avversario da battere spietatamente sul piano della concorrenza:
“Noi siamo in concorrenza, in forte concorrenza con Sky. Sul fronte del fatturato le dimensioni di Sky Italia sono già simili alle nostre. E certo non sono i nuovi arrivati, nati in un garage, che si battono contro una multinazionale. Il gruppo Newscorp nel 2008 ha fatturato dieci volte il gruppo Mediaset e il loro utile netto è pari ai nostri ricavi in Italia. Loro hanno tanti canali di nicchia con prodotti principalmente acquistati, professionali ma freddi, preconfezionati. Noi investiamo oltre un miliardo di euro ogni anno in contenuti italiani e offriamo gratuitamente una tv calda, fatta con i talenti più forti: riusciamo ad aggregare i migliori conduttori, autori e produttori. E regaliamo al pubblico il grande intrattenimento, fiction di alta qualità, informazione. E poi film e telefilm da tutto il mondo. Siamo in concorrenza con Sky, ma la loro è un’offerta complementare alla nostra. Tanto è vero che anche chi paga la pay via satellite guarda soprattutto le nostre reti gratuite”.
Dunque una convivenza complementare. Piersilvio Berlusconi dà l’impressione di non temere l’ingombrante espanzione di Sky che, però, ultimamente ha giustappunto soffiato un gigante come Fiorello a tutta la residua possibile concorrenza. Il vicepresidente ribatte sicuro:
“E noi onestamente non siamo stati a guardare: abbiamo deciso di iniziare un’avventura tostissima, provare a rompere il monopolio nella pay tv con Mediaset Premium. Ci siamo inventati, primi al mondo, l’offerta tv con carta prepagata e dopo un esordio solo con partite di calcio in pay-per-view, dall’anno scorso abbiamo lanciato una proposta completa, con offerte 24 ore su 24 ricchissime per qualità e quantità. Risultato: già nel 2008 circa 400 milioni di fatturato. E trasmettiamo sul digitale terrestre, la piattaforma che entro il 2012 vedranno tutti gli italiani”.
Un commento finale è lecito tributarlo per il recente caso Mentana:
“Nessuno l’ha messo fuori, si è dimesso lui con un comunicato. Ho deciso io di non affidargli le finestre dentro il Grande Fratello. E l’ho fatto più per motivi editoriali che commerciali. Intanto la notizia era stata ampiamente data da tutti i tg. E a fronte di novità cruciali eravamo pronti a dare spazio al Tg5. Ma farlo a prescindere da nuove notizie sarebbe stato un approccio troppo sensazionalistico. E comunque Matrix è un programma di approfondimento: che senso avrebbero avuto dei commenti nel bel mezzo del Grande Fratello?”.