Miss Italia 2008 - Carlo Conti vuole una miss senza polemiche

Carlo Conti, conduttore e direttore artistico di Miss Italia 2008 Esce oggi su Il Messaggero a firma Giovanni Luca una lunga intervista a Carlo Conti che torna alla guida - come conduttore e come direttore artistico, dopo la disastrosa conduzione Bongiorno-Goggi - di Miss Italia 2008.

Nell'intervista, Conti spazia dagli ascolti alla giuria alla sua serenità per questa nuova avventura: ha il piglio di chi sa il fatto suo e sta per affrontare una realtà che conosce molto bene. E ha le idee chiare in merito a quel che vorrebbe, a cominciare dalla vincitrice:

Spero in una Miss Italia senza polemiche, senza contestazioni. Un concorso di bellezza, prima di tutto.

Una cosa rara, per il concorso di bellezza nostrano più importante: le polemiche non mancano mai. Non mancarono nemmeno l'anno scorso, quando sulla bellissima Silvia Battisti si scatenarono tutte quelle simpatiche e piacevolo voci che parlavano di anoressia.

E' Conti ad aver scelto, in qualità di direttore artistico, la giuria, di cui parla con soddisfazione.

Lucherini? L'ho scelto perché ha quasi più potere di una corona di miss, per creare una carriera. E perché sa che cosa è la bellezza e il potenziale di una ragazza.



E ovviamente, ci sono motivazioni fondate anche per la scelta di Federico Moccia:

è uno che ha le antenne, per capire il mondo delle adolescenti. E anche per individuare talenti. Il suo lavoro di scrittore lo conosciamo: ma è stato bravo anche a trovare i volti ghiusti per le protagoniste delle sue storie al cinema

E di Giovanna Ralli, ovviamente, che fa parte della storia di Miss Italia e si aggiunge al numeroso elenco (di cui ci occupiamo con il nostro Miss Italia Story) delle Miss (vincitrici o meno) che hanno fatto carriera anche grazie al concorso.

Un concorso che, almeno televisivamente, va rivitalizzato per fare un po' di ascolto. Anche sugli ascolti, però, Conti ha le idee molto chiare e condivisibili:

Non bisogna farsi illusioni: la tv generalista non potrà mai recuperare quella presa assoluta sul pubblico che aveva anni fa. Si sono moltiplicati i canali, le offerte, i siti web. Tutto si è sparpagliato, i grandi numeri non torneranno più. Ma in questo quadro si può e si deve fare programmi per la più grande fetta di pubblico. Lo share non sarà più del 25? Va bene, sarà del 23. Ma io ho sempre cercato di fare la sala piena, anche nelle discoteche di provincia. Il pubblico per me è il padrone. E lui devo accontentare.
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