
Proseguiamo nel piccolo dibattito che coinvolge lettori interessati all’argomento e addetti ai lavori - che ringraziamo per il loro prezioso contributo - a proposito dello stato dell’arte della fiction in Italia. Pubblico qui un intervento di Raffaele Napoli, editor per Mediaset. A seguire, nei prossimi giorni cercherò di fare il punto di quanto detto fin qui e di lanciare una piccola provocazione, per provare a alimentare ulteriormente una discussione che sembra essere molto costruttiva: si parla, infatti, di metodo, e con persone che conoscono bene sia la realtà italiana sia quella straniera - il modello americano e quello spagnolo su tutti. Grazie, a chi ci legge e a chi ci scrive in merito. Malaparte
Vorrei dare il mio piccolo contributo al dibattito rispondendo all’intervento di Cristiana Farina per quel che riguarda la ficition Mediaset, dove collaboro come editor.
Concordo in tutto e per tutto con le sue osservazioni circa il modello produttivo (e come me parecchi miei colleghi). E aggiungo che tale modello è ben noto anche ai dirigenti che potrebbero cambiare le cose, non foss’altro perché con la Spagna ci sono proficui scambi e collaborazioni, essendo Telecinco della stessa Mediaset, come pure avviene con Antena 3, in cui lavorano dirigenti italiani visto che è della De Agostini.
Il punto fondamentale che impedisce, almeno per ora, l’adozione del modello spagnolo all’italia è l’atteggiamento del palinsesto, nella fattispecie di Canale 5.
Mentre in Spagna gli slot di palinsesto sono molto precisi e soprattutto fissi, per cui si è sicuri di produrre per quella data stabilita, quello specifico giorno e fascia oraria con largo anticipo, in Italia non esiste palinsesto più ballerino di quello di Canale 5.
La fiction è considerata magazzino da sfruttare come e quando si vuole, cambiandone il giorno di programmazione, il numero di episodi trasmessi di volta in volta, spesso programmando più appuntamenti settimanali a seconda delle esigenze di controprogrammazione. Tutto ciò si traduce nell’impossibilità di adottare uno schema di produzione di episodi in corsa: bisogna fare magazzino affinche si possa attingere come e quando si vuole.
Finché si continuerà a produrre solo per Canale 5 la situazione è questa. Addirittura, il fatto che questi spostamenti continui irritino i telespettatori è considerato un male minore. L’importante è far quadrare i conti all fine del periodo di garanzia. Spiace dirlo, ma alla fine quei conti quadrano, quasi sempre. Per cui, a livello economico a nessuno interessa cambiare questo stato di cose.
Alrtro elemento che impesisce la produzione limitata di episodi è il classico atteggiamento del meglio un uovo oggi… adottato da committenti e produttori indipendenti. Cioè, se tu provi a spiegare loro il modello produttivo spagnolo quelli si spaventano a morte, perché per loro è uno spreco di denaro non sfruttare la possibilità di fare un piano di lavorazione spalamato su ttuta la serie piuttosto che su soli 4-5 episodi per volta.
Esempio: se in quei quattro episodi c’è da usare Cucina Pippo, che però sta anche negli episodi 13-15-21-22, per loro significa uno spreco di soldi non ottimizzare i costi girando anche quelle scene. Vagli a spiegare che se poi la serie non ha successo quei soldi li hanno buttati in maniera ancora più cospicua. Meglio l’uovo oggi, appuntio.
La situazione secondo me si potrà sbloccare solo producendo per più broadcaster o per più canali dello stesso (Italia 1, ad esempio). Non dimentichiamo che la Spagna è arrivata dove arrivata perché i network che producono sono ben 5 e si fanno una agguerrita concorrenza: TVE1, Telecinco, Antena 3, Quatro e La sexta.
Da noi si produce solo per Canale 5 e Rai 1 (e in misura minore Rai due).
Difficile che in questo panorama le cose possano cambiare veramente nella direzione auspicata da Cristiana (e da me).
ccbabcock
24 lug 2008 - 15:30 - #1La fiction è considerata magazzino da sfruttare come e quando si vuole, cambiandone il giorno di programmazione, il numero di episodi trasmessi di volta in volta, spesso programmando più appuntamenti settimanali a seconda delle esigenze di controprogrammazione.
Quello che dico da anni le fiction su Mediaset anche le italiane vengono maltrattate anche se vanno bene, non si crea una fidelizzazione e il pubblico scappa………….
ccbabcock
24 lug 2008 - 15:48 - #2Quanti danni fa il mono/duopolio Rainvest.
ITAL
24 lug 2008 - 16:07 - #3Lo scorso mese di maggio è stato lampante nella programmazione ballerina e scellerata di Canale 5 …
con risultati pessimi per quasi tutte le fiction
mandate in onda.
Corrado
24 lug 2008 - 16:10 - #4Ma è triste se tutte queste parole le dice proprio un addetto ai lavori di Mediaset, soprattutto quando parla del rispetto per i telespettatori che è quello a cui danno meno peso, da lui stesso ammesso, appunto.
ITAL
24 lug 2008 - 16:13 - #5Colgo l’occasione per un particolare ringraziamento a Malaparte che attraverso questi post, permette anche a noi spettatori tv ( e non solo agli addetti ai lavori ) di capire
meglio le problematiche collegate alla nostra produzione
di fiction … permettendoci di capire molte cose anche sulle differenze di posizioni degli autori, dei produttori e delle reti
tv …
ITAL
24 lug 2008 - 16:19 - #6Corrado
Infatti se si esclude i Cesaroni e il Capo dei Capi … non mi sembra che le fiction abbiano risultati esaltanti sulle reti Mediaset …
ccbabcock
24 lug 2008 - 16:25 - #7Il capo dei capi non ricordo ma anche i Cesaroni hanno avuto un crollo spostati tutti i giorni possibili, alternati con il Ciclone in famiglia, House idem, e quest’anno vogliono puntare sulle fiction lunghe con questa politica la vedo male e questa politica alla lunga non paga, infatti Italia1 non ha nemmeno una fiction in prime time.
ITAL
24 lug 2008 - 16:29 - #8ccbabcock
Vero … a dimostrazione che spostando l’appuntamento fissato settimanale … anche il pubblico + fedele si stufa o si arrabbia …
Mentre Il capo dei capi andato in onda di giovedi ( e sempre
rimasto al suo posto ) ha mantenuto un costante numero di telespettatori … sarà un caso ?
_Jerry_
24 lug 2008 - 16:32 - #9la fiction va letteralmente buttata nel water, che schifo. TV spazzatura, diseducativa, falsa, piena di pseudo-attori incapaci e inopportuni
Corrado
24 lug 2008 - 16:37 - #10ccbabacock,
ma Raffaele Napoli lo ha detto chiaramente che per italia1 non si produce..sarebbe uno spreco di soldi e il gioco non vale la candela.
ITAL, infatti. Se Mediaset desse più peso alla continuità nel trasmettere le fiction, al rispetto dei telespettatori, e non succedesse tutto quello che ci ha appena detto l’autore del post, forse i risultati sarebbero più alti.
Gli esempi da te citati calzano a pennello: il capo dei capi è stato sempre a livelli altissimi perchè non è mai stato spostato, mentre i cesaroni sono calati da quando a canale5 hanno voluto allungare il brodo e li hanno messi a destra e a manca. E non parliamo di House…
boh, forse parlo così perchè sono ancora inbufalito per lo spostamento di Betty.
Corrado
24 lug 2008 - 16:46 - #11Che poi riflettevo anche sul concetto del “tutto e subito”, del “meglio l’uovo oggi che la gallina domani..”
se in rai avessero fatto questo ragionamento, visto che Gente di Mare non stava dando i risultati sperati, e avessero iniziato a farla ballare nei palinsesti, forse non avrebbe avuto il costante aumento che l’ha portata al 23% nell’ultimo episodio.
La costanza è tutto credo e il telespettatore la premi.
ccbabcock
24 lug 2008 - 16:47 - #12Italia1 sposta le fiction USA di prima e seconda serata.
Prison Break fatto sempre di venerdì, ultima puntata anticipata al martedì.
CSI sdoppiato al bisogno, Grey’s anatomy pure.
Heroes sospeso per 1 mese e poi ripreso in terza serata.
Gilmore sospese 2 mesi e poi messe in preserale.
How I meet your mother sospeso dopo 10 puntate.
Huff1, Arrested Development3, Earl2 a marcire in magazzino.
Betty sospesa per troppo successo l’estate scorsa.
ITAL
24 lug 2008 - 16:54 - #13Non si lamentino poi se il telespettatore stufo della solita fiction, stufo dei continui balli dei palinsesti , si disaffezioni anzi abbandoni la tv generalista …
Zoro!
24 lug 2008 - 17:12 - #14vero non solo le spostano quando gli ascolti sono bassi, ma il bello che li spostano anche quando vanno molto bene, come ad esempio lo scorso hanno spostarono distretto di lunedì e dal quel lunedì in cui fu spostato gli ascolti calarono di un bel pò, lo stesso con i cesaroni che spostandoli di giorno sono calati e non hanno più fatto record neanche nell’ultima puntata che fu addirittura una delle meno viste, ed è davvero deludente che li spostano anche quando vanno bene, e poi ogni volta che spostano prodotti che vanno bene li rovinano sempre ogni volta, come ad esempio anche ciao darwin che spostandosi di sabato ebbe ascolti più bassi, oppure carabinieri edzione stagione 2007 che spostandolo dal mercoledì che aveva buoni ascolti alla domenica gli ascolti crollarono, ma dico spaventano nel vedere che ogni prodotto che spostano lo rovinano??????????e poi la lista di prodotti rovinati è ancora lunga, come betty, ecc………….
daisi
24 lug 2008 - 18:32 - #15Per me la fiction italiana non ha continuità. Ho guardato le prime serie di Un medico in famiglia con piacere ma dopo l’abbandono di Giulio Scarpati e Claudia Pandolfi la serie non ha avuto più senso. Era lui il medico in famiglia!Lui aveva sofferto tanto alla morte della moglie e dopo tanto travaglio s’innamora della cognata dando finalmente una nuova mamma ai suoi figli, e che fanno? Li lasciano con il nonno per iniziare una nuova vita con i loro 2 gemelli? Assurdo!
Picchiatello
24 lug 2008 - 19:42 - #16A questo punto deve scattare una “provocazione” : ma proprio solo per canale 5 si deve produrre ? e tutte quei tanto decantati canali digitali servono solo per le produzioni estere? Forse piu’ dell’uovo oggi - gallina domani a canale 5 esiste una dirigenza che “tutto vuole” , come si e’ visto nei confronti di italia uno; forse a dispetto dei comunicati stampa solo canale 5 riesce a far quadrare i conti nel periodo di garanzia e non le altre reti….per cui nemmeno si pensa di produrre italiano se non il giochino del preserale. Peccato perche’ a questo punto rimarremo sempre nell’ottica raiuno-canale 5 e si continuerà a pparlare di % di share non di effettivi n° di spettatori (in calo secondo me).
Andrea S.
24 lug 2008 - 22:21 - #17Sarà, ma io infatti non guardo ne canale 5 ne raiuno. Onestamente non apprezzo moltissimo le fiction italiane, perché le ritengo generalmente lento. Ma a parte la questione del giudizio personale ritengo che l’unico punto su cui si dovrebbe concentrare è Comprendo che sia una azienda e quindi punti al guadagno, ma è assurdo che una azienda riesca a far quadrare i conti pur scontentando i clienti. Direi che fino a che non cambia questa mentalità discutere o provocare non cambierà nulla per fiction italiana o telefilm esteri. Ma del resto a loro basta eventualmente accontentare quei pochi con l’auditel, gli altri non hanno voce. Si vedrà se anche chi possiede l’auditel smetterà di vedere la tv generalista in futuro.
Frankoz
24 lug 2008 - 22:31 - #18La fiction italiana è penosa, si salva solamente Montalbano. I Cesaroni sono ai confini della realtà e poi non ne posso più di gente che parla solamente in romanesco! Voglio attori che parlino italiano correttamente! Ma qualcuno ha mai visto le produzioni straniere, ad esempio quelle della BBC? Ve la immaginate una cosa come The Office prodotta qua? Mi vengono i brividi a pensarlo. The Office non verrebbe mai compresa dallo spettatore medio italiano. Per non parlare della serie di fantascienza più bella di tutti i tempi, Doctor Who! In Italia a parte piovre, carabbinieri, squadre, dottorini ridicoli non si vede nulla di interessante.
marco51
26 lug 2008 - 11:39 - #19La fiction è dibattito del momento, anche qui se ne parla e ci vanno giù pesante!
http://www.macchianera.net/2008/07/25/cara-nuova-squadra/
Frankoz
28 lug 2008 - 14:26 - #20Grandioso l’articolo linkato su macchianera.net
basta!!!
12 ott 2008 - 11:07 - #21La fiction italiana è ORRIBILE, FINTA….mi ricorda quando ero piccolo e facevo insieme ai miei amici le recite in parrocchia… noi eravamo più disinvolti e reali….. L’america fà scuola.