Zvanì – Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli, la conferenza stampa di presentazione: “Una biografia inedita che permette di riscoprire il celebre poeta”
Svanì – Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli arriva su Raiuno il prossimo 13 gennaio 2026. Il cast e il regista dell’opera Giuseppe Piccioni hanno risposto alle domande dei cronisti nella conferenza stampa di presentazione Rai Fiction.
Anima, poesia, memoria e mistero. Tutto questo racchiude Svanì – il romanzo familiare di Giovanni Pascoli. Un film che vede la Rai in prima linea nel racconto per immagini del noto poeta. Una narrazione intensa che mette al centro la vita di una personalità conosciuta esclusivamente dai libri di storia, invece Rai Fiction e Memo Films mettono insieme dati, ritrovamenti e dettagli inediti di Pascoli accedendo a materiale d’archivio molto particolare.
Un racconto dal profilo importante sul piano culturale che scandaglia la vita del compositore andando a cercare anche i tratti emotivi che hanno portato ai suoi componimenti. La regia è di Giuseppe Piccioni, nel cast vediamo Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Luca Maria Vannuccini. Oltre alla partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio e Margherita Buy.
Rai Fiction porta la storia di Pascoli in tv
Le riprese dell’opera sono state realizzate nel 2024, quasi tre settimane di lavoro, e si sono concentrate in Barga, Castelvecchio Pascoli e Val D’orcia. La provincia di Lucca diventa protagonista aggiuntiva di uno spaccato di vita fedele e ricco di emozioni che sarà trasmesso in Rai il prossimo 13 gennaio 2026. Prima serata all’insegna dei grandi eventi in grado di coinvolgere il pubblico tra emozioni e malinconia. La conferenza stampa vede i principali membri del cast e il regista rispondere alle domande dei cronisti.

Il regista Giuseppe Piccioni ha detto: “Noi facciamo delle cesure e lasciamo scoprire un Pascoli più intimo rispetto alla visione comune che abbiamo avuto sui banchi di scuola. Le suggestioni che ha vissuto nella giovinezza. Non solo talento di un uomo, ma anche una profonda disciplina dettata dalle sue esperienze. Pascoli è una figura molto sensibile anche in gioventù e, per questo, la chiave di lettura sa essere molto contemporanea e magari di ispirazione anche per i giovani d’oggi. Si entra e si esce dalla vita di Pascoli con discrezione e rispetto, restituiamo qualcosa che ci avvicina a Pascoli per rendere il pubblico curioso di conoscerlo ancora”.
“Un biopic molto moderno nella sua classicità”
Segue il commento dello sceneggiatore Sandro Petraglia: “Volevo da tempo raccontare la storia di Pascoli in maniera diversa dal solito, ma non trovavo alcun tipo di produttore interessato. Poi la collaborazione con Rai Fiction e MemoFilms ha portato a questo, da una semplice suggestione ci è venuto in mente che il funerale di Pascoli ha avuto una partecipazione di popolo. Siamo partiti da questo e poi abbiamo analizzato articoli e scritti. L’obiettivo è mettere insieme “fantasmi” e personaggi presenti per unire realismo e suggestione per rifuggire dalla biografia in senso classico. L’idea è raccontare un giovane poeta alle prese con ispirazione e disagio, fino all’incontro con le sorelle che non vede da tanti anni”.
Federico Cesari, poi, analizza il ruolo del protagonista. Come è stato interpretare il giovane poeta: “La volontà è ricreare qualcosa dopo che Pascoli esce dall’esperienza del socialismo umanitario. Rappresentare un Pascoli modello morale per la società anche per la sua famiglia. Ricreare attraverso questo personaggio un esempio per tutti, perché cerca di ricreare anche un nido familiare che aveva perso durante l’infanzia. Il mio desiderio è quello di attualizzare, in qualche maniera, la figura di Pascoli. Spero che la sua visione filosofica sia d’ispirazione per molti. Lui va contro gli slanci dell’ego, una lezione anche molto contemporanea visti i tempi che viviamo. A me piace sempre molto guardare in macchina per rendermi conto di quello che sono e siamo con la collaborazione di tutti riusciti a creare”.
“Ogni personaggio è molto introverso, questo ha permesso un viaggio nell’intimità di ciascuno”
La parola passa a Liliana Bottone che interpreta Ida, una delle sorelle di Pascoli: “Il mio è un personaggio interessante da scoprire, creare e rielaborare. Avevo una mia concretezza, ma ho cercato di scavare dentro di me per dare una credibilità a questo personaggio profondamente autonomo e indipendente. Mi ha fatto scoprire alcuni lati di me che conoscevo poco. È stato molto bello ricreare delle scene ambientate in casa, nella dimensione più sincera e pura che il carattere che interpretavo richiama. Siamo un cast molto affiatato che rende più umano ogni personaggio”.
Arriva successivamente (in collegamento) Benedetta Porcaroli che interpreta Mariù, una delle sorelle di Pascoli: “Maria è la sorella che si prende un po’ carico di Giovanni. Interessante è stato fare un’indagine sui rapporti familiari del poeta, un gioco di luci e ombre interessante da raccontare anche dal punto di vista interpretativo. Lei – come personaggio – vive una sorta di amore che sfocia nel possesso per timore di rimanere sola. È sempre stata, però, la sua prima fan al punto da spronarlo sempre. Manda un suo componimento senza dirglielo a un premio letterario. Da un lato c’è un grande amore per il fratello, dall’altra la paura di non riuscire a emanciparsi”.
“La Rai anche grazie al cinema è servizio pubblico”
In conclusione la testimonianza di Rai Fiction che ha contribuito alla realizzazione di quest’opera, molto apprezzata nei mesi scorsi a Venezia, nel corso della Mostra Internazionale del Cinema: “Mettere a disposizione di tutti quest’opera è grande motivo d’orgoglio per la Rai perché Pascoli rappresenta il nostro Paese. La televisione pubblica, anche grazie a questo film, svolge il ruolo di servizio pubblico mostrando una figura fondamentale per la nostra storia in una veste inedita. Il passato guarda al futuro attraverso un riadattamento puntuale che solo la settima arte, con l’aiuto di un cast eccellente, può dare”.