Con Unwanted Sky dà il via al dopo-Gomorra?

Con Stefano Bises (già papà di Gomorra-La serie) alla sceneggiatura e Marco Bocci nel cast, Sky dà il via alla ricerca del nuovo Gomorra

Con la chiusura, nel dicembre scorso, di Gomorra-La serie, per Sky è inevitabilmente iniziata una nuova fase sul fronte della produzione di serie tv. Perché il vuoto lasciato dalla serie cult che ha fatto conoscere Salvatore Esposito e Marco D’Amore anche oltre i confini nazionali non si può non sentire. E se in questi anni la pay tv non è rimasta seduta sugli allori ma si è impegnata affinché trovasse titoli capaci di catturare il pubblico, va anche detto che trovare un’erede di Gomorra non sarà semplice. O forse sì? Il titolo da poco annunciato da Sky, Unwanted, potrebbe farci ricredere.

I progetti in lavorazione in questi mesi e quelli già in onda non sembrano avere la stessa potenza narrativa, a metà tra realtà e finzione, che la serie tratta dal best seller di Roberto Saviano ha avuto (il che, sia chiaro, non vuol dire che valgano di meno). Per trovare una serie che si nutra di una dura e scomoda realtà e che al tempo stesso sappia farne tesoro per costruirci sopra un racconto appassionante, Sky sembra avere ancora una volta attinto da un libro-inchiesta, uno di quelli che -proprio come l’opera di Saviano- sanno spiazzarti e farti riflettere.

La fonte in questione è “Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini”, scritto da Fabrizio Gatti (edito da Rizzoli). Il libro racconta l’esperienza in prima persona di Gatti, che ha attraversato il Sahara sui camion e si è fatto arrestare come immigrato clandestino per raccontare gli atti eroici e le tragedie che accompagnano i protagonisti di quella che definisce “una conquista incompiuta”.

La premessa, insomma, è di quelle forti, così come il tema, che la fiction italiana ha raccontato quasi sempre in modo marginale. Proprio come in Gomorra-La serie, anche Unwanted costruisce intorno al racconti di Gatti una storia di finzione ma assolutamente realistica. Protagonista degli otto episodi prodotti da Sky Studios, Pantaleon Films ed Indiana Production è la nave da crociera Orizzonte, su cui viaggiano cinquemila persone tra passeggeri ed equipaggio.

© Francesca Cassaro

Durante la prima notte in mare aperto, l’idillio di quella che sarebbe dovuta essere una vacanza per alcuni o un semplice lavoro per altri viene interrotto: dal mare sono infatti salvati ventotto migranti africani sopravvissuti al naufragio dell’imbarcazione sulla quale cercavano di raggiungere l’Italia, mentre più di cento di loro non ce l’hanno fatta. Da una parte, dei migranti che vedono in quella nave non solo la salvezza, ma anche il primo passo verso una nuova vita; dall’altra, uno scontro con una realtà di cui le persone a bordo dell’Orizzonte avevano solo visto le immagini in tv. La scoperta da parte dei migranti che la nave è diretta in Nord Africa, da dove fuggono, sconvolge però la crociera, trasformando la Orizzonte nel “ground zero della crisi mondiale delle migrazioni, della tratta di esseri umani e del mondo occidentale che fa di tutto per tenere fuori i clandestini”.

L’impressione, insomma, è che Unwanted voglia, come fatto da Gomorra-La serie in cinque stagioni, portare una realtà in forma seriale, rendendola accattivante al punto giusto ma senza tradirne il realismo. Non è un caso che per questo progetto Sky si affidi nuovamente a Stefano Bises, che di Gomorra è stato uno degli artefici e che ora riveste il ruolo di creatore e sceneggiatore di Unwanted (ruolo, quest’ultimo, condiviso con Alessandro Valenti, Bernardo Pellegrini e Michela Straniero).

© Francesca Cassaro

La differenza, invece, sta nella visione internazionale che la serie vuole avere da subito: se Gomorra è diventato un fenomeno globale con il tempo, Unwanted approfitta dell’impianto produttivo di Sky Studios ed affianca ad attori italiani come Marco Bocci, Cecilia Dazzi, Francesco Acquaroli, Marco Palvetti, Denise Capezza e Massimo De Lorenzo interpreti stranieri, come Jessica Schwarz, Dada Fungula Bozela, Hassan Najib, Jonathan Berlin, Jason Derek Prempeh, Barbara Auer, Sylvester Groth, Nuala Peberdy, Samuel Kalambay, Amadou Mbow, Edward Apeagyei, Reshny N’Kouka, Onyinye Odokoro e Scot Williams. Alla regia, invece, Oliver Hirschbiegel (“La caduta”, “Diana” e “L’ombra della vendetta”).

Forse parlare di erede di Gomorra è un azzardo, considerato che la serie deve ancora uscire, ma Unwanted sembra avere in sé tutti quegli insegnamenti appresi in questi anni di produzione e di distribuzione dei propri prodotti. D’altra parte, ora che siamo rimasti orfani di Gennaro Savastano e Ciro Di Marzo, abbiamo bisogno di un’altra grande saga dal sapore internazionale ma tutta italiana.