Home Sky Atlantic Unwanted – Ostaggi del Mare, il cast internazionale ci racconta le emozioni di una serie tv così significativa

Unwanted – Ostaggi del Mare, il cast internazionale ci racconta le emozioni di una serie tv così significativa

Le interviste con Reshny Massaka, Edward Apeagyei, Samuel Kalambay, Nuala Peberdy e Jonathan Berlin.

24 Novembre 2023 15:07

La serie Unwanted – Ostaggi del Mare disponibile su Sky, on demand e in streaming su NOW, è ispirata al libro di Fabrizio Gatti, Bilal, in cui ha percorso la rotta dei migranti dall’Africa attraverso il Mediterraneo con il sogno di raggiungere l’Europa. Stefano Bises, aggiungendo le storie degli occidentali su una nave da crociera che salvano 28 naufraghi, l’ha trasformata in una serie tv. Il cast della serie è inevitabilmente internazionale e durante la presentazione della serie abbiamo avuto modo di incontrare anche Reshny Massaka, Edward Apeagyei, Samuel Kalambay, Nuala Peberdy e Jonathan Berlin.

Molto coinvolgente l’intervista con Reshny Massaka, Edward Apeagyei e Jonathan Berlin. Come potete vedere nel video qui sopra, Reshny Massaka si è commossa ricordando la storia di questa mamma che dopo esser stata salvata non ha più ritrovato il suo bambino, che si ricollega alla storia del suo personaggio che arriva a bordo della nave da crociera con un neonato da salvare.

Unwanted – Ostaggi del mare, l’intervista

I tre attori hanno raccontato chi sono nella serie e come si sono preparati al ruolo. Il primo a parlare è Edward Apeagyei:

Io sono un tassista, di nome Osman, della Nigeria, con due mogli e sei figli. La sua storia è presente in Bilal di Fabrizio Gatti. Nella serie la sua auto si rompe e così decide di partire. Per prepararmi ho visto un documentario di Sky in cui le telecamere sono a bordo di una barca che si occupa di salvare i migranti. In particolare c’è stato un salvataggio che mi ha particolarmente colpito, in cui c’erano due ragazzi, erano a bordo di una barca con i genitori e per la difficoltà di stare a bordo si muovono in continuazione ed entrambi i loro genitori muoiono cadendo in acqua. Guardarlo la prima volta mi ha ricordato quando ero bambino, andavo a scuola tutti i giorni con mio fratello ma un giorno me lo sono dimenticato all’uscita e sono tornato a casa senza di lui. Mia mamma è dovuta andare a cercarlo. Questa esperienza di mio fratello mi ha ricordato questi due ragazzi che arrivati sulla barca avevano un’espressione vuota. Questa immagine mi ha perseguitato a lungo, volevo capire come, cosa era successo, proprio il modo di affrontarlo e la ricerca di questa spiegazione, mi ha portato fino a qui.”

Unwanted su Sky
Leggi anche:
Unwanted su Sky, l’intervista con Acquaroli, Dazzi e Palvetti: “Costumi e sceneggiatura ci hanno aiutato molto per i personaggi”

La commozione di Reshny Massaka

Fa quasi fatica a parlare Reshny Massaka ricordando anche lei l’emozione di quello stesso documentario. “Ricordo questa mamma che aveva perso il proprio figlio. La salvarono per prima ma quando riguardò la barca, il bambino non c’era più. Ricordo che ha iniziato a gridare “mio figlio dov’è mio figlio”. Ma non ha nemmeno pianto. Semplicemente era come se il proprio spirito avesse abbandonato il suo corpo.

Mi ha commosso tanto questa scena. Interpretiamo questi personaggi e cerchiamo di raccontare al meglio questa storia, ma è così qualcosa di lontano rispetto alla realtà che loro vivono, ancora oggi. Per questo è così importante, andava fatta anche prima, certo Fabrizio (Gatti) lo ha fatto, ha intrapreso il viaggio, ha incontrato queste persone, raccontato le loro storie, è stato fondamentale anche per me il suo libro. Penso che oggi sia il momento giusto per raccontare le loro storie, spero che il mondo possa sentirli, sentire le loro voci, vederli come esseri umani.”

Unwanted Intervista Marco Bocci
Leggi anche:
Unwanted, intervista a Marco Bocci e Dada Bozela: “la serie dà allo spettatore la possibilità di ragionare sul tema”

Jonathan Berlin nella serie è Jurgen, il cameriere che lavora a stretto contatto con i migranti: “Mi voglio ricollegare a quello che hanno detto loro, per esempio guardando al governo tedesco alla narrazione che hanno portato avanti, inizialmente non era così pessima, poi è andata sempre più peggiorando, è un atteggiamento inumano, razzista, spero che una storia come questa possa aprire porte, fa cambiare la mente.

Guardando al suo personaggio, Jurgen “cerca di sfuggire ai suoi genitori che sono molto conservatori. Ha l’incarico di servire i migranti e conosce Daniel. Questo ragazzo lo colpisce subito e in un certo senso Jurgen inizia a lavorare su se stesso sulla propria personalità e nasce una sorta di love story queer. Questo è stato per me molto importanti perché so cosa significa ritrovarsi in un momento della propria vita in cui senti che non ti sia consentito amare la persona che vorresti amare. Se pensiamo ad alcune nazioni africane, ma è una questione problematica anche in alcune parti dell’Europa e di quello che potremmo chiamare il mondo occidentale.

Unwanted Ostaggi del mare recensione
Leggi anche:
Unwanted - Ostaggi del mare, il dramma dei migranti che diventa thriller merita attenzione, ma serve più ritmo: la recensione

Samuel Kalambay e Nuala Peberdy i ragazzi di Unwanted

Unwanted
Unwanted Samuel Kalambay e Nuala Peberdy

Samuel Kalambay e Nuala Peberdy sono i più giovani del gruppo di attori di Unwanted. Peberdy è: “Mary una ragazza che ha affrontato diverse cose nella vita ma dentro di sé è semplicemente un’adolescente fragile che vorrebbe solo essere come gli altri, ma ha un carattere per cui fatica a farsi amici e a mantenerne.

Elvis è un po’ come il suo protagonista Samuel Kalambayun ragazzo dolce, gentile, con grande senso dell’umorismo, è facile affezionarsi a lui, ma entrambi abbiamo alle spalle una storia difficile, complessa, a tratti dura e abbiamo dovuto avere coraggio”. I due ragazzi raccontano come si sviluppa il rapporto tra Elvis e Mary nella serie, lei all’inizio è molto chiusa, ci raccontano entrambi “ma più interagiscono e più diventano amici. Elvis riesce in qualche modo a dare qualcosa a Mary e viceversa”. Nuala Peberdy ricorda come “l’incontro con Elvis aiuta Mary ad ammorbidirsi a cercare di essere ancora di più se stessa, in un certo senso è la conferma che gli opposti si attraggono”.

Unwanted intervista con regista e sceneggiatore
Leggi anche:
Unwanted intervista con Stefano Bises e Oliver Hirschbiegel: “La scena del salvataggio ha cambiato gli attori, erano diversi dopo”

NOWSky Atlantic