Carolina Rey è il nuovo volto di Unomattina Estate, il programma mattutino di Rai 1 che vede al timone anche Alessandro Greco. Conduttrice televisiva e radiofonica, è riuscita – un gradino alla volta – a farsi largo nel mondo televisivo, iniziando dal basso e non nascondendo mai una passione e un’umiltà non indifferenti. Tiggì Gulp, Tale e Quale Show, Oggi è un altro giorno, Weekly sono solo alcuni dei progetti con cui è riuscita a costruirsi un percorso tutto in salita, che l’ha portata ad entrare nello studio televisivo di un format di punta del palinsesto Rai. In questa intervista a TvBlog, racconta con grande trasparenza i suoi inizi, il modo di approcciarsi al pubblico, i suoi obiettivi. E sul futuro lavorativo dice: “Mi piacerebbe lavorare a qualcosa di brillante“.
Un percorso televisivo, il suo, che mi ha sempre affascinato. Dalla tv dei ragazzi a Unomattina Estate, passando per i tanti programmi Rai e Mediaset a cui ha preso parte. C’è stato un momento che ha segnato un vero e proprio punto di svolta nella sua carriera? Quanto le è servita la gavetta?
Penso che la gavetta mi sia servita ad arrivare a condurre Unomattina con consapevolezza. Abbiamo iniziato da una decina di giorni ma, sin dalla prima puntata, mi sono sentita sicura e a casa. Quella tranquillità di approcciarmi ad una macchina così importante deriva solamente dal fatto che mi sono “fatta le ossa” su tanti programmi e in tanti progetti, sperimentando diverse tipologie di format televisivi. La svolta la sto ancora aspettando, spero che sia questa. Ho sempre approcciato ogni lavoro che ho fatto con l’entusiasmo della svolta, e pensando: “Questo sarà sicuramente un punto di partenza e di cambiamento“. In realtà approccio ogni cosa che faccio in questo modo, ed è per questo che vivo tutti i progetti con grande entusiasmo, come se davvero fosse un punto di arrivo – perché è una grande soddisfazione – ma anche un grande punto di partenza.
Un percorso tutto in salita…
Spero che ora la scala sia in discesa. Anche nei momenti di meno lavoro, in cui mi sono sentita scoraggiata, ho sempre pensato che il progetto che stavo conducendo fosse un po’ più grande rispetto a quello precedente. “Se ogni anno c’è un mattoncino nuovo stai facendo il percorso giusto“, mi sono sempre detta e ho sempre lavorato con questo approccio.
All’inizio si è tra l’altro approcciata ad un pubblico molto diverso rispetto a quello odierno, cioè quello composto da bambini e ragazzi. Qual è stata la sua sfida più grande in quel periodo? Difficoltà? Ostacoli incontrati?
Parlare con i ragazzi e bambini è molto difficile, perché c’è una soglia dell’attenzione più bassa. Bisogna essere empatici, carismatici e cercare di trovare una chiave o un linguaggio che sia efficace e che catturi. La Tv dei Ragazzi mi ha dato tanto da questo punto di vista e mi ha anche insegnato a saper affrontare gli imprevisti. Se si gestiscono dirette in contesti non prevedibili, si può gestire qualsiasi cosa e diventa tutto quasi più facile.
Quanto questa esperienza le è servita per approcciarsi per la prima volta al ruolo di mamma?
Nulla serve e prepara all’essere genitore; io ho anche due fratelli che sono quasi 10 anni più piccoli di me e che ho sempre trattato come miei “bambolotti“. L’esperienza genitoriale è un cambiamento di vita così grande che penso che nulla possa servire a farti sentire preparato.

Al contrario, da quando sono mamma, ho però capito l’importanza del lavoro che ho fatto nei primi anni di carriera. Ho compreso quanto sia importante per un genitore avere un posto sicuro che possa alleggerire un po’ e distrarre i piccoli – per qualche momento – in modo sano e costruttivo.
Qualche anno fa in un’intervista ha dichiarato: “Lavoro da dieci anni in Rai ma prima di Tale e Quale Show lo sapeva solo mia madre”.
Sì, era una battuta ma è così. Ho fatto la gavetta, ho iniziato facendo programmi per bambini, ho fatto l’inviata, ho avuto tante esperienze diverse che non erano rivolte a un pubblico grande. I miei genitori hanno sempre seguito le varie vicissitudini professionali, ma le persone non sapevano chi io fossi e probabilmente non lo sanno nemmeno adesso (ride n.d.r.). In realtà sono molto autoironica, ma è sempre stata una crescita anche in quel senso e ora magari chi non mi conosceva ha la possibilità di vedere come lavoro.
Il programma di Carlo Conti le è davvero servito ad uscire dall’anonimato? Come ha gestito il successo da quel momento in poi?
Tale e Quale Show è uno dei programmi più divertenti e di qualità della tv italiana. Per anni è stato il mio sogno e obiettivo, perché è davvero un tv show gratificante, coinvolgente e impegnativo, ed è un grande banco di prova. L’ho vissuto con grande gioia e con l’entusiasmo di una sfida, senza pensare a nessun tipo di risvolto.
Effettivamente da allora la sua vita è cambiata. Oggi è un altro giorno, Weekly e ora Unomattina Estate. A quale format punta ora? Dove le piacerebbe lavorare?
Ce ne sono diversi, e mi piace anche l’idea di sperimentarmi e di fare cose diverse nell’ottica di crescita. Mi piacerebbe ad esempio approcciarmi a qualcosa di brillante.
È al timone della versione estiva di un programma di punta della Rai. Sente il peso della responsabilità? Come sta affrontando questo lavoro?
Si tratta decisamente di un programma impegnativo e, conducendolo, mi sono resa conto che lo è molto di più di quanto pensassi. Dura tantissimo – 3 ore – e ci vuole grande capacità di modulare il linguaggio. Si parte da temi più leggeri e poi si passa alla cronaca nera o ad argomenti più “pesanti“.

Ci vuole grande tatto e ho sentito assolutamente il peso di un programma così importante, storico e in cui bisogna avere grande rispetto per il pubblico che lo segue e che è fedele al format tutto l’anno. Bisognava inserirsi in questo contesto in punta di piedi.
Cosa avviene prima di ogni puntata di Unomattina Estate?
Ci sono tante risate e un gruppo di persone molto affiatate che lavorano da tanti anni. Io e Alessandro Greco ridiamo moltissimo sia prima che durante la diretta. Stare lì è molto faticoso ma anche molto divertente.
Il suo collega Tinto – volto di Camper in Viaggio – in un’intervista ci ha detto: “Chi fa il conduttore in estate ha la responsabilità di accompagnare e distrarre delle persone che sono davanti alla tv e che si sentono sole”. Lei la pensa allo stesso modo? Qual è la sfida più grande del condurre un programma estivo?
Assolutamente sì. Il lavoro fatto nei palinsesti estivi è fondamentale, anche se viene spesso considerato secondario. In realtà i programmi di questa stagione fanno compagnia a tutti coloro che non hanno la possibilità di andare in vacanza, alle persone che si trovano un po’ più sole perché le città si svuotano, che restano a casa e a cui possiamo alleggerire la giornata. Accendendo la tv, la sensazione che vorrei che arrivasse è quella di vedere una persona cara o un amico che faccia parte della quotidianità di tutto il pubblico che non può, per vari motivi, andare in vacanza.
Progetti futuri? Ha già qualche attività in programma per il dopo-estate?
Io continuerò la conduzione del mio programma su RTL, il sabato e la domenica. Speriamo però che Unomattina porti molte altre cose.