Una giornata particolare, La7 si fa il suo Ulisse

Una Giornata Particolare segue il modello televisivo dei programmi di Alberto Angela, ma il racconto ha la chiarezza propria di Cazzullo.

Fin dalle prime inquadrature, Una Giornata Particolare ha un senso di già visto. La memoria visiva e televisiva va subito allo stile dei programmi di prima serata di Alberto Angela, soprattutto Ulisse – Il piacere della scoperta con un pizzico di Meraviglie – La Penisola dei tesori. Il movimento del drone, la scelta delle inquadrature, l’uso del narratore in esterna e in movimento, persino certi effetti grafici nel testo e nella lavorazione delle immagini – le foto in ‘3D’ per esempio, la ricostruzione digitale -, ricordano molto da vicino una certa confezione che si è fatta stile e che mastichiamo da decenni, fin da Quark di papà Piero. Ma non basta adottare uno stile per essere in stile.

Una Giornata Particolare –  format originale di La7, la rete diretta da Andrea Salerno, che mutua il titolo da uno dei film più belli del cinema italiano per soggetto, sceneggiatura, fotografia, regia e interpretazione – dichiara, dunque, immediatamente il suo modello di riferimento, ma dà subito l’impressione visiva del ‘wannabe‘. Certo, le differenze ci sono: qui si racconta la Storia e solo la Storia. Ma ce ne sono altre di differenze e ne ha consapevolezza anche chi ha realizzato il programma: lo si nota, ad esempio, nella conduzione multipla. Non c’è solo Aldo Cazzullo a portare avanti il filo del discorso, ma nel suo viaggio è ‘affiancato’, sia pur a distanza, da altri due ‘conduttori’ facenti funzione, anche loro in esterna, anche loro in movimento. Del resto Cazzullo ha ancora l’aria spaesata di chi sa che non fa questo mestiere: non ha il carisma di Alberto Angela e quella sua capacità di farti entrare nel racconto modulando voce, toni, gestualità, mimica in una capacità di narrazione sincretica che pochi hanno nel mondo; non ha neanche quella spigliatezza accademica un po’ nerd e un po’ guascona di Alessandro Barbero. Lo sguardo ‘vitreo’, leggermente spaesato di Cazzullo, che sembra muoversi in un territorio che evidentemente non sente (ancora?) particolarmente familiare, tende ad raffreddare il rapporto con la telecamera, e quindi col pubblico a casa. Si cerca così di compensare l’effetto ‘neofita’ con un racconto a più voci e a più volti, per recuperare un po’ di ‘movimento’ e di relazione col pubblico. Il risultato, però, è che si creino un po’ troppe distrazioni televisive.

Una Giornata particolare

La narrazione della giornata particolare, dal canto proprio, procede per capitoli e si distingue anche per un approccio piuttosto didascalico, ma preciso, lineare, che vuole farsi capire. In questo, Una giornata particolare ha il suo punto forte: non ha bisogno di ‘imitare’ nessuno, visto che può contare sulla penna asciutta, sulla capacità di approfondimento e sull’abilità di sintesi di Aldo Cazzullo, che non è certo generoso annoverare tra i migliori analisti politici, tra i migliori osservatori (anche) di costume d’Italia [la sua recente intervista a Totti resta un capolavoro] e tra i migliori giornalisti in attività. Sui testi, insomma, non si discute. Avendo il genere ‘Intrattenimento storico’ anche altri punti di riferimento – tra tutti La Grande Storia cui il programma comunque guarda per altri aspetti – si può anche dire che sul fronte testi non c’è neanche quella retorica, a volte pomposa, del racconto di Paolo Mieli. Una giornata particolare, insomma, appare come La grande storia di Ulisse, una mediazione – per non dire una via di mezzo – tra due titoli che sembrano essere stati quantomeno di ispirazione.

Non media, invece, sulla scelta dell’argomento di puntata e sul modo, diretto, di affrontarlo: per il debutto Cazzullo punta sulla ‘stretta attualità‘, ovvero La Marcia su Roma del 24 ottobre 1922 a poco più di un mese dal centenario e a poco meno di un mese dalle prossime elezioni. Una scelta che, sì, distingue uno stile.