Turner e il casinaro – La serie, per Disney+ il remake/sequel cattura le famiglie (ma l’originalità è poca)

Josh Peck interpreta il figlio del personaggio che nel film del 1989 andò a Tom Hanks. Ma la serie si limita a fare il procedurale family

Turner e il casinaro tornano sullo schermo. Non è la prima volta, a dire il vero, che il film del 1989 con Tom Hanks ispira una serie tv: nel 1990 fu realizzato un episodio pilota (Hanks non fu coinvolto), che però non convinse i vertici di Touchstone Television e fu mandato in onda solo come film-tv. Solo oggi, quindi, la serie tv Turner e il casinaro fa il suo vero debutto: i tempi cambiano, ed ad ospitare questo remake/sequel non è un network ma è una piattaforma, ovvero Disney+, dove sarà disponibile a partire da oggi, mercoledì 21 luglio 2021, con dodici episodi, rilasciati uno a settimana.

Turner e il casinaro: remake o sequel?

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Abbiamo usato entrambi i termini remake e sequel non caso, dal momento che Tuner e il casinaro-La serie può tranquillamente rispettare i requisiti per appartenere a tutte e due le categorie. Da una parte, in effetti, si potrebbe dire che sia un remake: la storia ricalca nelle premesse quella del film, con un U.S. Marshal costretto a convivere con un Dogue de Bordeaux che non rispetta le regole e crea solo caos. Un rapporto che, ovviamente, si trasforma in una simpatica amicizia.

Ma il progetto di Disney+ è anche un sequel: il protagonista, Scott Turner Jr. (interpretato da Josh Peck) altri non è che il figlio del detective Turner a cui ha dato volto, nel 1989, Hanks. C’è quindi una sorta di continuità narrativa, che ci permette di scoprire che lo Scott “di oggi” ha seguito le orme del padre, a cui somiglia molto: anche lui, infatti, è maniaco dell’ordine e sogna una carriera ambiziosa nelle Forze dell’Ordine.

Turner e il casinaroSenza rovinarvi troppo la sorpresa su come si sia evoluta la vicenda di Scott Sr. nel corso degli anni (ma vi diciamo subito che Tom Hanks non compare, a meno di sorprese verso il finale di stagione), possiamo dirvi che Scott Jr. si ritrova a doversi prendere cura di un altro Dogue de Bordeaux, molto somigliante nel carattere ad Hooch, il cane del film, tanto da portarne lo stesso nome.

La serie, in quanto procedurale, vede l’agente ed Hooch alle prese con un caso differente in ogni episodio, ma anche -d’altra parte, siamo nel 2021- con una trama orizzontale che si snoda pian piano. Nel mezzo, tante gag con al centro il rapporto tra il protagonista umano e quello a quattro zampe: il primo deve imparare che ogni tanto lasciarsi andare è un bene, il secondo deve saper usare le proprie abilità per aiutare la Polizia, obbedire ai comandi e… sbavare meno.

A differenza del film, la serie introduce anche nuovi personaggi che permettono alla storia di allargare il proprio raggio d’azione: Laura (Lyndsy Fonseca), sorella di Scott; Jessica Baxter (Carra Patterson), collega di Scott in dolce attesa e dalla battuta pronta; Erica Mouniere (Vanessa Lengies), addestratrice di cani presso gli U.S. Marshal che si prende una cotta per il protagonista e Xavier Wilson (Brandon Jay McLaren), ex marine.

Intrattenimento per tutta (o quasi) la famiglia

Turner e il casinaro serie
© Disney+

Dietro alla serie di Turner e il casinaro c’è Matt Nix, a cui dobbiamo altri procedurali come Burn Notice, ma anche The Gifted. Per questa esperienza, lo sceneggiatore trae spunto soprattutto dalla prima esperienza, portando al pubblico un poliziesco che si immerge a piene mani nella commedia e nello slapstick.

L’obiettivo è più che dichiarato: arrivare nelle milioni di case di abbonati a Disney+ coinvolgendo nella visione grandi e piccini. Da qui le numerose scene in cui Hooch ne combina di ogni ma risulta sempre simpatico e coccoloso agli occhi del pubblico, così come il percorso che intraprende Scott e che lo vedrà diventare un migliore agente con meno ossessioni. E poi, ovviamente, la parte crime.

Il mix, va detto, non è originalissimo: Turner e il casinaro-La serie sarebbe stata già considerata fuori tempo massimo una decina di anni fa quando, probabilmente, ad ordinarla sarebbe stato un network generalista. L’operazione di Disney+ sembra non preoccuparsene, preferendo una strada che permetta di avere in catalogo un titolo esclusivo e che serva, come detto, a tenere più membri possibili di una famiglia davanti allo schermo. Per i palati più raffinati ed amanti della nicchia, c’è Star.