This is us, il creatore Dan Fogelman ringrazia il pubblico: “È stato il viaggio della vita”

“Vedere This is Us è uno sport di contatto” dice il creatore della serie Dan Fogelman nel ringraziare il pubblico. E ha assolutamente ragione.

A poche ore dalla prima tv del series finale di This is Us, il creatore Dan Fogelman ha pubblicato su Twitter una lettera di saluto e di ringraziamento per il pubblico che ha vissuto per sei stagioni la vita della famiglia Pearson. Mentre tutti i membri del cast postano su ogni social possibile foto, ricordi, memorabilia, ringraziamenti e addii, Fogelman sembra voler consolare il pubblico e rispondere alla domanda che in coro arriva da più parti del pianeta, ovvero “E ora che finisce This is Us come facciamo?”. La versione più cinica potrebbe essere “E ora cosa vediamo?”. Il consiglio è quello di ‘origliare’ quello che vedono gli altri…

Come solo lui sa fare, Fogelman ripercorre la storia di una vita anche solo per arrivare a ringraziare il pubblico e cercare di consolarlo in quella che intitola “Una nota per chi ci ha seguito“.

“Quando ero ragazzino, mia mamma mi permetteva di vedere solo due serie alla settimana, concedendomi così di restare sveglio per seguirle. Senza alcun dubbio la mia scelta erano A-Team e Supercar. Ovviamente.

Crescendo, le nuove serie sono diventate le ‘mie’ serie. Casa Keaton, Cheers, ovviamente. In seguito ER, Friends, The West Wing, I Soprano, The Wire, Breaking Bad.

Sono cresciuto ancora ([email protected]). Mi sono sposato (ringraziando a Dio). Le mie ‘serie’ sono diventate le ‘nostre’ serie. Quelle per le quali si cerca il ‘fermare tempo’ per vederle insieme. E questa è una trattativa davvero complicata da portare avanti, come ovvio. Ce ne sono alcune per le quali non ci siamo aspettati: lei si è fatta di un fiato Peaky Blinders senza di me; io non l’ho aspettata per Severance. L’ho pagata dopo”.

E se vi chiedete chi sia la moglie, per chi non lo sapesse è Caitlin Thompson, Madison nella serie.

This is Us, Dan Fogelman e la moglie

Ora che lo sapete, possiamo continuare.

Ma ci sono alcuni show che sono i ‘nostri show’, quelli che guardiamo sempre insieme: Top Chef e Alone sono nostri reality fondamentali. Per ciascuno di questi alla fine della prima puntata scegliamo un concorrente preferito a testa  in modo rendere più radicato, più profondo il nostro interesse per lo show (si, siamo adorabili/assolutamente strani).

Abbiamo divorato Mare of Eastown, Chernobyl e White Lotus, The Act e Fuga da Dannemora. Anche quasi tutto Handmaid’s Tale. Non si contano. Ovviamente questo non vale solo per noi. In questi ultimi anni, l’argomento infallibile nel far ripartire una conversazione che langue durante una cena “Allora, che serie state vedendo?”. E’ il momento giusto per ascoltare con attenzione quali sono le serie “degli altri”. E magari scoprire così quale sarà la prossima da vedere.

Raramente sono stato così fortunato da sentire qualcun altro dire che la sua serie era la nostra serie”.

E qua, come nel classico turning point di una puntata di This is us, il discorso si fa serio.

“La fine di This is us è stato un cammino agrodolce ma incantevole per quelli che vi hanno lavorato. Abbiamo avuto tantissime occasioni per brindare, scambiarci regali e dire cose affettuose a persone affettuose in momenti particolarmente pieni di affetto.

Ma ci sono persone che ancora non ho avuto la possibilità di ringraziare: e sono quelli che ci hanno seguito.

So bene quante serie ci sono ‘là fuori’, quante altre risposte alla domanda “Cosa stai vedendo” ci sono in quelle cene ingessate; so bene anche che le persone tornano a casa dopo lunghe giornate di lavoro o passano lunghe giornate con i bambini, in un momento così difficile per tutto il mondo, e hanno poche ore da dedicare a se stesse. E se voi avete scelto di trascorrere qualcuna di queste ore con noi – sia che ci abbiate seguito dall’inizio alla fine o che ci abbiate lasciato a un certo punto del cammino – io voglio semplicemente dirvi grazie”.

Se non avete ancora preso i fazzolettini, fatelo.

“Guardare This is us è uno sport di contatto. E in un certo senso ho sempre avuto la sensazione che questa serie sia stata una sorta di abbraccio tra quelli che la facevano e quelli che la vedevano. Il che suona incredibilmente sdolcinato e  – logisticamente – anche scomodo e impossibile, diciamocelo. Ma avete capito cosa intendo. Spero che stasera siate soddisfatti e che il finale vi faccia riflettere, emozionare, anche sorridere. Spero che che vi faccia sentire come ha fatto sentire noi, in tutti questi anni.

E così, dal profondo del mio cuore, a nome di tutti ‘Noi’ (titolo dell’ultima puntata, ndr) grazie per aver viaggiato con noi su questo treno (titolo della penultima e incredibile puntata, ndr). È stato il viaggio della vita”.

Sì, lo è stato. Ed è stato bellissimo.

 

 

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