Home Retroscena «Thelma & Louise», perché il film di Ridley Scott resta un simbolo di libertà femminile

«Thelma & Louise», perché il film di Ridley Scott resta un simbolo di libertà femminile

Thelma & Louise, il film diretto da Ridley Scott nel 1991 con Susan Sarandon e Geena Davis, torna in tv e sembra non esser invecchiato di un giorno.

24 Luglio 2026 16:30

Venerdì 24 luglio 2026, alle 21.15 su La7 Cinema, torna in tv Thelma & Louise, il film diretto da Ridley Scott nel 1991 con Susan Sarandon e Geena Davis. Un titolo che non è rimasto fermo alla sua epoca: quel racconto di amicizia, fuga e libertà femminile continua a colpire il pubblico, anche a più di trent’anni dall’uscita.

Thelma & Louise torna su La7 Cinema: il road movie che non ha perso forza

Non è soltanto un film rimesso in palinsesto in prima serata. Thelma & Louise è uno di quei titoli che, ogni volta che ricompaiono in tv, si portano dietro la stessa domanda: perché quel viaggio nel Sud degli Stati Uniti, nato come un fine settimana tra amiche, è diventato un’immagine così potente di libertà femminile? Molto dipende dallo sguardo di Ridley Scott, già regista di “Alien” e “Blade Runner”, e dalla sceneggiatura di Callie Khouri: secca, ruvida, senza scorciatoie consolatorie.

Uscito nel 1991, il film fu accolto come un road movie diverso dagli altri. Al centro non c’erano due comparse, né due figure costruite attorno a un eroe maschile. C’erano due donne che guidano, decidono, sbagliano, reagiscono. A modo loro. E in un cinema americano ancora pieno di uomini in fuga, quella scelta fece rumore. In sala e fuori.

Susan Sarandon e Geena Davis, due attrici in corsa per lo stesso Oscar

Il cuore del film resta la coppia formata da Susan Sarandon, nei panni di Louise Sawyer, e Geena Davis, interprete di Thelma Dickinson. Louise è una cameriera con un passato che resta in parte nell’ombra. Thelma è una moglie trascurata, chiusa in una casa dove il marito Darryl decide tempi, parole e permessi. Due donne diverse, quasi opposte. E proprio per questo vere.

La forza delle loro interpretazioni arrivò fino all’Academy, che candidò entrambe all’Oscar come miglior attrice protagonista. Non capita spesso: due attrici dello stesso film nella stessa categoria rischiano di togliersi voti a vicenda. La statuetta andò poi a Jodie Foster per “Il silenzio degli innocenti”, ma quella doppia candidatura resta uno dei segni più chiari dell’impatto del film.

“Non era solo una storia di donne arrabbiate”, avrebbe spiegato negli anni Geena Davis in diverse interviste. Era, più semplicemente, una storia di donne guardate da vicino.

Dal weekend di fuga al locale country: la trama che scosse Hollywood

La storia comincia in Arkansas, con un piano quasi normale: Thelma e Louise decidono di staccare per qualche giorno e raggiungere una casa di montagna, senza avvisare davvero i rispettivi uomini. Una borsa preparata di corsa, la macchina, la strada davanti. L’idea è semplice: respirare. Anche solo per poco. Poi arriva la svolta, durante una sosta in un locale country western, tra musica, birre e balli sotto luci basse. Thelma viene aggredita nel parcheggio da un uomo conosciuto poco prima. Louise interviene. Tutto precipita. Un colpo di pistola cambia per sempre la loro fuga.

Curiosità Thelma & Louise
Curiosità su un film senza tempo: Thelma & Louise (TvBlog.it) Foto da Instagram @cinemateket

Da quel momento il viaggio diventa una corsa contro il tempo, con la polizia alle calcagna e una certezza sempre più dura: tornare indietro non si può. In quel percorso, Thelma & Louise trovò un modo nuovo per raccontare paura, rabbia e amicizia. Non faceva sermoni. Mostrava. Le strade polverose, i distributori, i motel, gli sguardi degli uomini, la stanchezza che cresce dentro l’abitacolo. Dettagli concreti, quotidiani, capaci di trasformare una fuga in un racconto politico senza proclami.

Sceneggiatura da Oscar, finale alternativo e retroscena entrati nel mito

Agli Oscar 1992, il film vinse il premio per la migliore sceneggiatura originale, assegnato a Callie Khouri. Fu un riconoscimento importante: premiava una storia solida, certo, ma anche un punto di vista che il grande cinema di Hollywood frequentava ancora poco. La sceneggiatura teneva insieme tensione, ironia, intimità e una malinconia che cresce scena dopo scena, senza trasformare le protagoniste in simboli rigidi. Negli anni, attorno al film, sono circolate molte curiosità.

Una riguarda il finale alternativo, più lungo e più cupo rispetto a quello rimasto nella memoria collettiva, con una chiusura meno sospesa e più esplicita. Ridley Scott scelse invece un’immagine destinata a diventare iconica: l’auto lanciata verso il vuoto, fermata quasi fuori dal tempo. Un taglio netto. O una liberazione, dipende da come la si guarda. Ci sono poi le scene più discusse, comprese quelle sensuali e quelle fisicamente più esposte, girate senza ricorrere in modo sistematico a controfigure per le protagoniste, secondo quanto ricostruito negli anni da materiali promozionali e interviste del cast.

Nel film compare anche un giovane Brad Pitt, allora poco conosciuto, nel ruolo di J.D., il rapinatore seducente che incrocia la strada di Thelma e la spinge verso una trasformazione più netta. A distanza di decenni, Thelma & Louise resta un film citato, discusso, a volte contestato. Ma la sua forza non sembra consumata. Sta in quell’amicizia imperfetta e feroce, nella macchina che attraversa paesaggi aperti mentre il mondo si richiude attorno alle due protagoniste. E in una domanda che il film lascia ancora lì, senza addolcirla: quanto costa, per una donna, scegliere davvero per sé?