The Great, quando il drama storico diventa “occasionalmente vero” (ed irresistibile)

La serie tv che torna su STARZPLAY con la seconda stagione rivede la Storia dell’imperatrice russa Caterina La Grande, esplicitando gli intenti da subito

Siamo abituati a tantissime serie tv che raccontano di personaggi ed eventi storici realmente esistiti, con comporti artistici e tecnici ribadire ad ogni occasione di aver lavorato affinché la storia portata sul piccolo schermo fosse il più vicina possibile ai fatti realmente accaduti. C’è una serie, però, che ha dichiaratamente preferito fare diversamente, ovvero prendere un fatto storico come semplice base di partenza per costruirci intorno un racconto che rispetti altre regole. Questa sera è The Great ed, ovviamente, è una serie da non perdere.

La prima stagione, uscita negli Stati Uniti su Hulu nel maggio 2020, è già totalmente disponibile su STARZPLAY (che si può trovare anche come canale all’interno di Amazon Prime Video e di Mediaset Infinity), che da domani, domenica 19 dicembre 2021, inizierà a distribuire anche la seconda stagione. Altri dieci episodi che ci confermano la genialità dell’idea avuta dal suo creatore Tony McNamara.

Proprio lui, tredici anni fa, aveva scritto The Great in forma di opera teatrale e, dopo vari tentativi di trasformarla in un film per il grande schermo, accettò la proposta di Hulu di farla diventare una serie tv. Ma di cosa parla The Great? La serie si focalizza sul personaggio storico di Caterina II di Russia, diventata nel 1762 Imperatrice, dopo un colpo di Stato tramite cui detronizzò il marito Pietro III, che aveva sposato appena sei mesi prima.

Caterina, a cui fu dato l’appellativo de La Grande, porto in Russia quello che è noto come dispotismo illuminato, trasformando il suo Paese fino a fargli vivere uno dei periodi di crescita più noti agli storici. Tramite l’istruzione e l’importazione di idee moderne provenienti da altri Stati, Caterina La Grande è diventata una delle figure più importanti della Storia della Russia. Basterebbe questo, insomma, per farci una serie tv.

Eppure, McNamara ha avuto l’intuizione di portare in scena una delle epoche storiche russe di maggior interesse utilizzando il linguaggio della satira e della commedia. The Great si è fatta subito notare, infatti, per la sua esplicita volontà di seguire gli eventi storici solo come generico percorso, senza farsi ossessionare dall’attenzione per la veridicità di quanto raccontato.

“Una storia occasionalmente vera” è, non a caso, il sottotitolo della serie: The Great non si vergogna di fare revisionismo storico, sempre però in funzione dell’ironia e, se vogliamo, anche con un pensiero ai nostri tempi. Si parla di politica, in questa serie, e con essa delle mille contraddizioni che vivono al suo interno. Ma non ci sono lezioni: McNamara si limita a raccontare in maniera divertita gli intrighi di corte come non li avevamo mai visti in una serie tv.

Il pubblico si è accorto ben presto di The Great, facendolo diventare una dei titoli di cui si è più parlato tra gli appassionati di serie tv. Ed il merito, ovviamente, va anche ai suoi interpreti, in primis alla coppia protagonista: da una parte Elle Fanning (alla seconda nomination ai Golden Globe), vera stella della serie capace di dare a Caterina ingenuità e determinazione; dall’altra Nicholas Hoult, il cui Pietro III riesce a risultare al pubblico antipatico e folle, ma non del tutto stupido di fronte ai rischi che comporta la guida di un Paese. E nella seconda stagione arriva Gillian Anderson, nei panni della madre di Caterina. Insomma, mica poco.

The Great rappresenta per i drama storici più che una regola, un’eccezione: difficile che il suo esempio possa e debba essere seguito anche altrove. Ma è questo il suo bello: sapere di non dover insegnare nulla a nessuno ed avere, quindi, quella libertà che altrimenti la Storia non le consentirebbe. Huzzah!