Summertime 3, il Netflix Beach Party si conclude con meno amore (e poche sorprese): la recensione

Summer, Ale ed i loro amici concludono la trilogia della serie estiva di Netflix, pensando più agli amici che agli amori, ma senza particolari sorprese

Tre sembra essere il numero perfetto le serie tv originali di Netflix Italia. Dopo Suburra-La serie e Baby, anche Summertime si conclude con il terzo capitolo: in uscita domani, mercoledì 4 maggio 2022, la storia liberamente tratta da “Tre metri sopra il cielo” fa un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita dei protagonisti, offrendo al pubblico una conclusione meno smielata di quanto si possa pensare, ma anche meno sorprendente.

Summertime 3, la recensione

Delle tre stagioni, l’ultima è sicuramente quella che dedica maggiore spazio al tema dell’amicizia e del futuro. Se era scontato che negli ultimi episodi Summer (Coco Rebecca Edogamhe), Ale (Ludovico Tersigni) ed i loro amici facessero i conti con ciò che vogliono diventare da grandi, un po’ meno lo era vederli alle prese con relazioni che non fossero esclusivamente amorose.

Il sentimento, però, resta il letimotiv anche di Summertime 3: dall’amore intenso come relazione di coppia l’attenzione infatti si sposta all’affetto che si prova verso gli amici. Ovviamente, le relazioni sentimentali restano nel racconto, ma gli sceneggiatori hanno voluto dare maggiore spazio al tema della crescita, delle scelte e di cosa queste possono comportare nelle relazioni con i propri amici.

L’estate resta lo sfondo unico ed assoluto della serie, con i suoi bagni al mare, le sue feste sulla spiaggia e le serate fuori fino a tardi. Con Summertime, si è andato a creare un Netflix Beach Party durato tre stagioni, in cui abbiamo quasi l’impressione che i protagonisti non possano esistere nei mesi invernali.

Più che un difetto, si tratta di una peculiarità di questa serie, che entra così di diritto nel catalogo di Netflix per tutti quei giovani telespettatori che vorranno godere di una storia non impegnativa, alla portata di tutti, come una vacanza al mare, senza pretese particolari se non quella di allontanarsi da un quotidiano più grigio e stanco.

Se dobbiamo dare un merito a Summertime, è sicuramente questo: aver aggiornato il format “estate-stagione-per-cose-che-non-possono-succedere-in-inverno”, rendendolo alla portata del proprio pubblico di riferimento. Per il resto, il progetto non ha mai avuto l’arroganza di riscrivere un genere o di proporre qualcosa di nuovo. Summertime è amore ed amicizia al quadrato, senza colpi di scena o rivelazioni che ti lasciano a bocca aperta a fine episodio. E succede anche nell’ultima stagione.

In apertura abbiamo scritto che questa stagione finale è meno smielata di quanto si potesse pensare, e vi abbiamo spiegato perché. Però, abbiamo anche scritto essere meno sorprendente. La scelta è stata quella di realizzare un finale “calmo”, concentrato sulla chiusura delle varie linee narrative, lasciando -com’è ormai consuetudine- qualche porticina aperta per far immaginare al pubblico un futuro a proprio piacere.

La fine coincide con un inizio per i giovani personaggi: per ognuno di loro una decisione che apre loro nuove strade. Ma nessuna di questa è così potente da far dire “wow!”. E così, non ci resta che godere di quel mare della riviera romagnola, così come di quei tramonti e quei colori per un’ultima volta: l’estate secondo Netflix è finita.