Stanotte a Napoli, Alberto Angela a TvBlog: “La bellezza è sacrificio, lavoro, umiltà. È un momento difficile: soltanto uniti potremo farcela”

Intervistato a margine della conferenza stampa di Stanotte a Napoli, Alberto Angela lancia un messaggio ai più giovani (e non solo a loro)…

Il regalo di Natale di Rai 1 per il pubblico tv italiano lo porta Alberto Angela con Stanotte a Napoli, in onda la sera di Natale alle 21.25 sull’Ammiraglia Rai. Grande attesa per questo nuovo capitolo della serie dei racconti notturni di Angela che si è interrotto ormai tre anni fa con una indimenticabile puntata a Pompei e che ora torna a Partenope per raccontare le luci, anche sconosciute, di una città dai mille colori, come cantava Pino Daniele e come ha sottolineato lo stesso Angela nella conferenza stampa di presentazione che si è svolta in uno dei suoi ‘luoghi del cuore’, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – MANN, per la precisione ai piedi del cosiddetto Toro Farnese, considerato il gruppo statuario dell’antichità più grande del mondo con i suoi 9×4 metri ottenuti da un unico blocco di marmo scolpito tra III e il II secolo a.C. E così mentre tutti fotografavano lui, Alberto Angela immortalava da prospettive inedite una delle opere più incredibili dell’epoca romana, a dimostrazione di come il suo racconto sia frutto, innanzitutto, di passione e curiosità.

Come emerso in conferenza Stanotte a Napoli si caratterizza per la sua triplice dimensione di prodotto a Km0: in primis per il MANN che conserva quanto emerso dagli scavi nel territorio, diversamente da quanto accade normalmente negli altri musei che compongono le proprie collezioni di opere raccolte in giro per il mondo; quindi per la produzione, realizzata dal CpTv di Napoli; infine per la città stessa, che ha in sé il mondo dal momento che ha saputo assorbire e restituire rinnovato tutto quello che le varie dominazioni, i commerci, le arti hanno portato nei secoli. Ma questo regalo di Natale è stato possibile grazie all’impegno e alla fatica di autori, maestranze, In fondo, tutta la bellezza è frutto di fatica e di sofferenza, così come la produzione stessa di Stanotte a Napoli, figlia di 5 settimane e più di lavorazione, giorno e notte, per autori, tecnici, maestranze. Ed è proprio il legame tra bellezza e sacrificio, l’importanza dell’impegno totale come mezzo per raggiungere i propri risultati che Angela vorrebbe arrivasse come messaggio chiaro ai più giovani: su questo punto, toccato in conferenza stampa, siamo tornati con lui nella brevissima video-intervista che trovate qui. Ne approfittiamo anche per scusarci per le immagini tremolanti e per l’audio ambiente, ma la maestria di Angela nella gestione di voce, contenuti e cadenza limita senza dubbio il fastidio.

“La bellezza è frutto di sacrificio, di privazioni, di maestria: pensate alle casette di Procida, così colorate perché fossero identificate dai marinai che tornavano a casa dopo lunghi periodi e dentro di esse c’era la sofferenza delle famiglie che restavano sole e in attesa. Questo aspetto del sacrificio, della fatica, l’ho vissuto sia davanti che dietro le telecamere nel preparare questo Stanotte a Napoli”

ci spiega Alberto Angela.

“Noi abbiamo filmato luoghi meravigliosi: faccio un esempio con il Cristo Velato. Una statua così non si trova in nessun altro posto ed è frutto del lavoro, della tradizione, di una grande fatica (così come di un’intera società che permetteva di far questo grazie alla maestria raggiunta, come aveva anche evidenziato in conferenza stampa, ndr). Altrettanto posso dire di quello che accadeva dietro le telecamere, perché il gruppo della Rai di Napoli con cui abbiamo lavorato ha passato con me settimane di riprese notturne al freddo, in condizioni non facili. Quindi vedrete me, ma ci sono tutti loro dietro. Ed è proprio grazie alla loro maestria, alla sapienza che impiegano, all’amore che hanno per il proprio mestiere che si possono avere risultati così. Anche nel modo in cui gli attrezzisti rimettono a posto, con cura, tutti i materiali alla fine delle riprese ti rendi conto che c’è qualcosa di antico come l’amore per il proprio lavoro, la dignità del lavoro stesso, ci sono quelle conoscenze che permettono di raggiungere tutti insieme il proprio obiettivo”.

Rispetto per il lavoro è il tratto che emerge in questa descrizione, che in  chiusura sintetizza tre aspetti chiave del rapporto tra sacrificio e bellezza. Continua Angela:

“Così mi sono ritrovato davanti e dietro le telecamere lo stesso tipo di discorso: grande conoscenza, grande capacità di lavoro e grande umiltà. E alla fine hai dei capolavori”.

Un capolavoro quindi ci aspetta sotto l’albero:

“Sarà un regalo di Natale con una speranza per il futuro, perché certamente non siamo in un momento facile, ma come abbiamo visto anche in passato soltanto uniti, soltanto restando uniti e mantenendo la direzione che ci siamo prefissi raggiungeremo l’obiettivo, e arriverà anche prima”.

Sembra non solo un auspicio, ma un invito affinché si compattino i ranghi per uscire, prima e meglio, da questa lunga notte che sta oscurando l’umanità intera. Come diceva in conferenza stampa, “Napoli ci insegna ad aver fiducia nel futuro. Ce la faremo, ma per farcela dobbiamo stare tutti insieme“.

E ci aspettiamo che in tanti stiano insieme ad Alberto Angela e alla sua squadra davanti alla tv la sera di Natale per un evento che non è solo ’emotainment divulgativo’ in prima serata, ma che porta con sé una connotazione simbolica particolare in questi tempi di Pandemia. Da soli non ci si salva e Napoli è una città che non lascia soli e che è rinata mille volte. Insomma, si può provare a ripartire da qui, dal valore del sacrificio, della bellezza e della comunità. E da Alberto Angela.

 

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