Splendida Cornice, l’autoironico varietà culturale che impara dai suoi errori. Geppi in forma strepitosa, gli ospiti ancora il tallone d’Achille del programma

La conduttrice resta insuperabile nell’interazione con il pubblico.

Apertura all’insegna dell’autoironia per il secondo atto di Splendida Cornice, il varietà culturale del giovedì sera di Rai 3 condotto da Geppi Cucciari. Nella sua recensione il nostro Niccolò Fabbri aveva fatto notare che l’annunciato intervento dello storyteller Roberto Mercadini, che avrebbe dovuto parlare di parole intraducibili, non si era più verificato. La performance ha avuto luogo così stasera, con sette giorni di ritardo: davvero notevole è stato scoprire che in ebraico antico per indicare “conoscere” e “avere rapporti sessuali” si usa lo stesso verbo, così come l’inesistenza della parola “omertà” in altre lingue.

Nel complesso il programma si sta rivelando un connubio vincente tra intrattenimento e cultura, ma moltissimi dei meriti vanno a una Geppi Cucciari in stato di grazia: nata con il dono della battuta pronta, la conduttrice è insuperabile nelle interazioni con il pubblico. Con un’altra maestranza al timone, il programma farebbe molta più fatica.

Come nel kick-off, il principale problema dello show rimangono gli ospiti: molti di loro sono poco avvezzi al piccolo schermo, a volte non brillando per chiarezza espositiva. Il premio Nobel Giorgio Parisi si sarà mostrato anche affabile, ma non è riuscito a portare la fisica sul piano della quotidianità. I più convincenti sono stati Donato Carrisi, al quale Geppi ha letto delle “pararecensioni” del suo ultimo libro e Piergiorgio Odifreddi, che ha saputo spiegare in pochi secondi l’ideologia di Dante meglio di tanti insegnanti di italiano. E Odifreddi nella vita fa il matematico. Due interviste così riuscite che fanno venir voglia di correre in libreria a comprare le loro ultime fatiche.

Davvero niente male il gruppo di esperti in cui spiccano l’ingegnera aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, la scrittrice e studiosa di filosofia Ilaria Gaspari (sontuosa la sua spiegazione sul motivo per il quale ci imbattiamo nelle persone sbagliate) e il linguista Giuseppe Antonelli: quest’ultimo nella puntata di debutto si era già fatto notare per aver detto che “glamour” deriva da “grammatica“, stasera invece ha citato il legame tra “scorta” ed “escort” (ma dov’è finito il prof Matteo Renzi?). Ad ulteriore dimostrazione che gli autori hanno letto la nostra recensione, è stato coinvolto maggiormente Andrea Maggi, il prof di italiano de Il Collegio con il compito di segnare gli svarioni linguistici. Con lui questa sorta di VAR della lingua diventa il Fantasanremo della trasmissione.

Notevole in chiusura la lettura da parte della conduttrice di un articolo di Pierluigi Battista sulla retorica che accompagna l’esperienza del tumore. Il pezzo, che era stato pubblicato lo scorso 9 gennaio su Huffington Post ed è accessibile solo a pagamento, era ingiustamente passato inosservato. Si intitola “Per fatto personale“.

Nel complesso il programma rispetto a sette giorni fa è dunque nettamente migliorato, ma si può e si deve fare di più, magari limitando il numero degli ospiti e optando per una maggiore interazione tra pubblico ed esperti, come avveniva in un altro gioiellino di Geppi, Rai Pipol, che non a caso aveva come sottotitolo Lo spettacolo siete noi.