Speravo de Morì Prima, regista e cast presentano (all’Olimpico) la serie Sky e Now Tv su Francesco Totti

Pietro Castellitto, Greta Scarano e gli altri protagonisti hanno presentato la serie tv su Totti su Sky e Now Tv da venerdì 19 marzo in 6 episodi

Speravo de Morì Prima è il titolo della serie tv su Francesco Totti in arrivo da venerdì 19 marzo su Sky Atlantic, on demand e in streaming su Now Tv, attesa produzione Sky Original, prodotta da Mario Gianani per Wildside, del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment di Virginia Valsecchi, The New Life Company e Fremantle, ispirata dal libro Un Capitano (ed. Rizzoli) scritto da Totti con Paolo Condò.

Un dramedy in sei episodi che parte dagli ultimi anni di carriera di Francesco Totti, capitano della Roma, per raccontarne la vita e il suo rapporto con la città, dai primi calci al pallone agli aneddoti più significativi. A vestire i panni del capitano è Pietro Castellitto mentre Greta Scarano è la moglie Ilary Blasi e i genitori sono interpretati da Monica Guerritore e Giorgio Colangeli.

Speravo de Morì prima il racconto epico di una passione

La regia di Luca Ribuoli e la sceneggiatura tra gli altri di Stefano Bises avvolgono nel mondo della commedia il “dramma umano e sportivo” di una leggenda che voleva sconfiggere il tempo come li avversari sul campo. Dopo 27 anni con la stessa maglia, il “nemico” Luciano Spalletti, arriva per farlo smettere e lo conduce per mano al magico e struggente addio al pallone in un Olimpico, la sua casa, gremito di passione.

La miniserie in sei episodi, unendo passato e presente, tra immagini d’archivio con i momenti migliori della carriera e la ricostruzione della vita privata, racconta i diciotto mesi dal ritorno di Luciano Spalletti sulla panchina della Roma al definitivo ritiro di Francesco Totti.

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La presentazione dall’Olimpico

Nonostante la Zona Rossa del Lazio e i limiti della pandemia, Sky ha occupato (letteralmente) lo Stadio Olimpico, portando sotto la Curva Sud per anni “casa di Totti” i protagonisti di Speravo de Morì Prima un titolo che arriva da un famoso striscione apparso allo stadio con l’autore che è stato contattato dalla produzione e “ha ricevuto i diritti per il copyright” come ha rassicurato Mario Gianani di Wildside.

Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming Sky Italia, ha aperto la presentazione non nascondendo l’emozione per il luogo e per il personaggio:

Non mi era mai capitato di ricevere una proposta, di volerla fortemente fare ma di non avere una minima idea di come farla. Abbiamo deciso di prendere l’aspetto più umano e privato e di riportarlo con i toni più pop che Sky sta provando a dare alle sue produzioni, con quella leggerezza necessaria. […] Il cinema e la serialità possono raccontare lo sport ma andando oltre il campo, raccontando il lato umano.

L’epica leggerezza” come suggerito da una domanda del collega del Corriere della Sera, è la chiave della miniserie e ha percorso tutta la conferenza stampa perchè è con questa sua leggerezza che Francesco Totti “ti mette subito a tuo agio” ha spiegato il regista Luca Ribuoli quindi hanno lavorato per creare il giusto equilibrio tra “epica sportiva e leggerezza della vita”:

Quando Marco Gianani (romanista) m’ha chiamato, gli sentivo la voce tremare. Ho voluto subito farlo anche se non sapevo come. […] Ho giocato 14 anni a rugby e per me bisogna superare questa paura di entrare nel mondo dello sport con le opere di finzione.

Tutti sono consapevoli che ci saranno reazioni dei tifosi e non solo a questa serie perchè “ciascuno ha il suo Totti” quindi era impossibile mettere tutti d’accordo. Ma Totti e Ilary Blasi hanno accolto bene la serie come hanno raccontato sia Pietro Castellitto e Greta Scarano che con la coppia hanno visto gli episodi.

La sfida era creare una maschera che lo ricordasse e lo rievocasse ma capace di stuprilo perchè il cinema è evocazione. Ho conosciuto Totti in occasione della serie e ho scoperto una persona loquace, consapevole di quello che rappresenta per gli altri. […] Quando ero piccolo avevo paura che mia madre morisse ma confidavo in Totti perchè se c’era lui non c’era la morte. […] I momenti più ironici sono quelli in cui mi sentivo più a mio agio.

Ha raccontato Pietro Castellitto mentre per Monica Guerritore interpretare Fiorella la mamma del campione, l’anima popolare di Roma non è stato facile ma è riuscita a superare anche i dubbi degli altri lavorando intensamente con un gruppo di attori romani ma non ha avuto modo di incontrare la donna, ha costruito il personaggio a partire dalle immagini di archivio, mentre il momento in cui si è sentita più “fuori luogo è stato quando la donna sotto falso nome inveisce alle radio contro Spalletti e contro chi attacca il figlio, perchè non rientrava nel mio mondo […] ma per noi attrici di teatro è importante mostrare la capacità di entrare in questi personaggi“.

La normalità familiare oltre la star

Giorgio Colangeli, interprete di Enzo Totti, ha voluto sottolineare come la normalità del privato di Totti, dei suoi genitori, della sua vita con Ilary e con i figli siano la chiave con cui il capitano è riuscito a mantenere una vita “normale in una vita così poco normale“.

E Gianmarco Tognazzi, che nella serie è Spalletti, ha ringraziato “l’atto di generosità di Totti che ha voluto regalare i suoi aspetti più privati prima nel libro e poi nella serie“. Il suo ruolo forse è quello più controverso, che fa più discutere perchè l’allenatore è identificato come colui che ha fatto smettere il capitano, anche se ormai era il tempo a suonare insistentemente alla porta di Totti:

Il disagio era a mio avviso il filo conduttore del personaggio ma anche della società e dello stesso Totti. Il rapporto tra i due è costruito sugli sguardi su tutto quello che non si sono detti nel passaggio tra la prima esperienza d’allenatore in cui anche andando contro il suo credo di puntare sul gruppo, lo aveva messo al centro, e la seconda che ha poi portato al suo addio.

Greta Scarano ha ribadito quanto sia rimasta anche sorpresa della normalità della coppia Totti – Blasi che ne è anche la forza “in Ilary ho trovato molta umanità, sono rimasti persone normali“.

La chiave di lettura di Speravo de Morì prima sta quindi proprio nella costruzione di un racconto “capace di scardinare e fondere i vari generi, c’è un po’ di drama, di romance, di epica sportiva, di commedia perchè la vita è tutto questo. Ma soprattutto è stato importante, anche in questo periodo storico, portare in scena personaggi positivi e carismatici capaci di essere una guida” ha confermato Virginia Valsecchi di Capri Entertainment.

 

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