Slitta Sanremo: cosa succederà al Festival di Carlo Conti
Brutte notizie per i fans del Festival di Sanremo, l’edizione del 2026 slitta. I motivi sono tutt’altro che banali
Slitta il Festival di Sanremo nel 2026, i motivi sono tutt’altro che banali. La kermesse guidata da Carlo Conti avrà date inusuali.
Chi pensava che, con Carlo Conti alla guida, tutto sarebbe filato secondo copione dovrà rivedere le proprie certezze. Perché stavolta qualcosa di inedito, anzi storico, ha rimescolato le carte di quello che da anni è considerato l’evento televisivo italiano per eccellenza.
I fan più attenti lo avevano intuito da qualche indiscrezione, ma adesso arriva la conferma ufficiale: la prossima edizione del Festival di Sanremo slitterà. Un cambiamento che fa notizia, eccome, soprattutto per chi associa da sempre la kermesse alla prima metà di febbraio, con quel mix inconfondibile di musica, gossip e prime pagine.
Quando si terrà il Festival di Sanremo nel 2026
Il 2026 non sarà un anno come gli altri per il panorama mediatico italiano. La Rai, che detiene i diritti sia del Festival che delle Olimpiadi invernali, si è trovata davanti a un dilemma strategico non da poco. Dal 6 al 22 febbraio, infatti, andranno in scena le Olimpiadi di Milano-Cortina, evento di portata globale che sarà trasmesso in chiaro sulle reti del servizio pubblico. Una sovrapposizione con Sanremo sarebbe stata inevitabile e, a conti fatti, disastrosa. Non solo per una questione di ascolti – che sarebbero finiti per farsi la guerra interna – ma anche e soprattutto per un problema legato alla raccolta pubblicitaria, uno dei cuori pulsanti dell’operazione Festival.

Così, a malincuore ma con pragmatismo, la Rai ha deciso di spostare le cinque serate canore più famose d’Italia. Salvo ulteriori colpi di scena, Sanremo 2026 andrà in onda su Rai1 da martedì 24 a sabato 28 febbraio, quindi pochi giorni dopo la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. Una scelta di buon senso, che però cambia il ritmo di un appuntamento che ormai scandiva il tempo per milioni di italiani.
Carlo Conti, al timone dopo l’epoca di Amadeus, avrà dunque il compito di guidare un’edizione già segnata da una decisione non facile. Il direttore artistico ha accettato con sportività questo cambiamento e si sta già muovendo per costruire un Festival che non perda appeal, anzi, che riesca a sfruttare al meglio la nuova collocazione. Con le Olimpiadi appena concluse e l’attenzione del pubblico ancora alta, l’intenzione è quella di cavalcare l’onda e trasformare l’attesa in entusiasmo.
Senza ombra di dubbio, non sarà un’edizione come le altre. I cambi di data, nella storia di Sanremo, sono rarissimi. Stavolta il contesto è eccezionale, e la Rai ha preferito proteggere due dei suoi gioielli più preziosi evitando che si cannibalizzassero a vicenda. Per il pubblico, sarà solo questione di abituarsi a qualche giorno di attesa in più. Perché, alla fine, Sanremo resta Sanremo. Anche a fine febbraio.