Sky Calcio Club, il dibattito sportivo diventa intrattenimento: Caressa e Bergomi in prima linea dopo 10 anni
Sky Calcio Club compie 10 anni. Il talk sportivo della domenica sera si conferma un contenitore in grado di mescolare alla perfezione dibattito e intrattenimento.
Sky Calcio Club, all’interno dell’attuale panorama televisivo italiano, è uno dei pochi contenitori a essere ancora attendibile nonostante il campionato e il mondo del pallone che cambiano alla velocità della luce. Ogni anno, forse anche ogni settimana, regole nuove e altrettanti incastri da tener presenti. Siamo nel pieno dell’epoca spezzatino: la domenica alle 15.00 giocare in contemporanea come un passato, ormai remoto, diventa utopia. Nel caos generalizzato di una Serie A incastrata fra VAR, sistema arbitrale rinnovato e ricerca costante di nuove certezze, Sky Calcio Club diventa un caposaldo per gli amanti del settore e non solo.
Il motivo è semplice: il calcio, anche distrattamente, piace a tutti. O quasi. Si registra una risalita del tennis italiano, grazie all’effetto Sinner e Paolini, ma il mondo del pallone in Italia coinvolge ancora un alto e importante tasso di italiani. I quali, però, fra impegni e situazioni di vario genere non sempre riescono a tener d’occhio tutto. Proprio perchè la Serie A è diventata dispersiva: troppi appuntamenti e tutti a orari diversi.
Sky Calcio Club compie 10 anni
La giornata, non solo di campionato, è piena per chiunque. Serve qualcuno che metta ordine in questo mare magnum di informazioni e scadenze. Questo è Sky Calcio Club: nato – 10 anni orsono – come un talk sportivo che strizzava l’occhio all’intrattenimento, oggi ha anche la funzione di Caronte nell’inferno (non solo mediatico) che ciascuna giornata di Serie A si porta dietro. Basta guardare come Caressa entra in studio per dare il via alla puntata domenicale, che parte subito dopo il posticipo serale. Introduce gli ospiti, ma parla immediatamente – senza dare troppi indizi – di quel che è stata la partita appena conclusa.
Poi subito a introdurre gli altri interlocutori di un dibattito che proseguirà fino alla mezzanotte. Forse poco dopo, ma è questione di minuti. C’è il recupero, anzi: l’extra time. Il punto focale, però, è che Caressa non fa lo spettacolo come quando è in telecronaca: in diretta, a Sky Calcio Club, solleva temi che poi vengono sviscerati durante la singola puntata in maniera approfondita. Anche con le lavagne tattiche. In un mondo contemporaneo dove l’italiano medio non è solo tifoso, ma anche aspirante manager e allenatore, Caressa e gli altri fanno vedere le lavagnette tattiche al pubblico a casa come se fossero tutti in grado di gestire e selezionare la strategia da adottare.
La forza del talk show sportivo
Ci sono, successivamente, i discorsi legati al caso di giornata: si passa dunque dal generale al particolare per ciascuna squadra di Serie A. In ogni partita è successo qualcosa di importante da cui ripartire. Caressa, Bergomi, Quagliarella, Di Canio, De Grandis, Bucciantini sono come dei Bignami che sintetizzano tutto e poi forniscono la versione facilitata di quel che è accaduto ai telespettatori. Così il giorno dopo al bar possono fare bella figura parlando della propria squadra del cuore e non solo.

Senza contare, poi, la scelta oculata di chiamare ospiti speciali ma solo quando è davvero necessario: se c’è una partita di cartello, come ad esempio Juventus-Milan, si chiamano ex giocatori di riferimento (uno per ciascuna squadra) ad arricchire il dibattito. Altrimenti sono sempre gli stessi attorno a un tavolo, sempre loro. Quattro amici, forse qualcuno in più, al bar. Anzi: a Sky Sport, che non volevano cambiare il mondo. Si accontentavano e si accontentano, con merito, di mettere ordine nel calcio. Dibattiti, highlights e tanto divertimento. Specialmente nel “senza giacca”, quando gli interlocutori si lasciano andare a qualche disamina più leggera ma ugualmente importante.
Meno caos, più ragionamento
In un momento storico dove, anche nel calcio, prevale una dialettica urlata – quasi strepitante – per ottenere la supremazia dei click, Sky Calcio Club non tradisce la propria filosofia ragionata e porta avanti un discorso comune all’insegna dell’analisi ma anche del pragmatismo. Si parla di calcio, non di politica economica, quindi è importante capire fin dove è possibile spingersi e soprattutto quando occorre tirare il freno a mano. Il merito di Caressa e Bergomi, così come tutti gli altri componenti di Sky Calcio Club, è quello di non aver ceduto al fascino di una comunicazione crossmediale – che fa sembrare tutti perennemente connessi in una live di Twitch – per mantenere la propria cifra stilistica.
Altrove, si veda anche in Rai, il rischio di scivolare nella confusione dialettica è altissimo. In special modo quando gli episodi di giornata sono molto discussi. Sky Calcio Club, invece, non fa processi al ’90. Cerca di capire la direzione che sta prendendo il calcio giocato evitando di cercare, per forza, uno o più capri espiatori. L’equilibrio – anche nel dibattito calcistico – vince sempre. Non vuol dire puntare, esclusivamente, al pareggio per non scontentare nessuno anche nelle dichiarazioni. Significa preferire la qualità in una stagione dove la quantità finisce per imporsi anche nei palinsesti.
La rivoluzione “senza giacca”
Sky Calcio Club compie 10 anni, ma sembra essere sempre attuale e soprattutto necessario. In tempi in cui del calcio se ne potrebbe anche fare a meno, visto quel che accade nel mondo. Conservare la propria utilità divulgativa, mentre tutto è in divenire, forse è la vera rivoluzione che sono riusciti a fare a Sky Sport. E ce l’hanno fatta dalle 22.30 a 00.00, quando in teoria, l’italiano medio e già con il pigiama pronto per andare a dormire. Invece, Caressa e Bergomi, con la complicità e la cura delle fonti, riuscirebbero a fargli indossare ancora gli scarpini al posto delle ciabatte.