Chi è Sigfrido Ranucci: profilo del giornalista di Report dalle minacce fino all’attentato di Pomezia
Paura nella notte sotto l’abitazione di Sigrido Ranucci, storico conduttore della trasmissione di approfondimento di RAI3 Report dopo che le due auto del giornalista e di sua figlia sono esplose in fiamme. Nella sua storia professionale tante minacce e un forte clima di intimidazione
Nella tarda serata di ieri, giovedì 16 ottobre, due deflagrazioni ravvicinate hanno distrutto l’auto di Sigfrido Ranucci e quella di sua figlia, parcheggiate davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia.
Due bombe a casa Ranucci
“Potevano uccidere”, ha scritto Ranucci sui social, condividendo il video delle vetture in fiamme e ringraziando le forze dell’ordine accorse prontamente sul posto. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica e la natura dell’ordigno, mentre la Procura ha aperto un fascicolo.
Si indaga sulle immagini delle telecamere della zona, ma non c’è dubbio che l’attentato ha creato molta preoccupazione intorno alla figura del giornalista che da tempo già vive sotto protezione: Ranucci intanto è stato sentito per valutare eventuali collegamenti con le sue inchieste.
Chi è Sigfrido Ranucci
Nato a Roma nel 1961, laureato in Lettere alla Sapienza, Ranucci entra in Rai nei primi anni Novanta: al Tg3 firma i suoi primi servizi su cronaca, politica e ambiente, poi passa a RaiNews24 occupandosi soprattutto delle grandi crisi internazionali, dagli attentati dell’11 settembre allo tsunami del 2004. Nel 2006 approda a Report, storico programma ideato da Milena Gabanelli; dal 2016 ne diventa conduttore e responsabile editoriale.
Sotto la sua guida, la trasmissione ha mantenuto il baricentro su un giornalismo di forte matrice investigativa: appalti e fondi pubblici, mafia ed ecomafie, sanità e grandi opere.
Cos’è Report
Sigfrido Ranucci nel corso di quasi dieci anni da responsabile editoriale di Report si è occupato un po’ di tutto: anche dei fondi nello sport e nelle università. Le sue troupe, equipaggiate in modo leggerissimo per consentire interviste e reportage rapide sono entrate ovunque. Le sue inchieste hanno sempre provocato notevole riscontro e risalto.
Qualche tempo fa si era parlato anche di una possibile sospensione del programma, soprattutto dopo una dichiarazione di Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al senato e giornalista che aveva definito la trasmissione uno strumento di pressione politica. Ma la questione si chiuse lì. Report, inizialmente in onda su RAI2 va in onda da 31 anni. Della sua redazione fanno parte una ventina di giornalisti.

Inchieste, premi e scorta
Tra i lavori più discussi, il reportage sull’uso di fosforo bianco a Falluja, gli approfondimenti su corruzione e collusioni tra affari e politica, fino ai dossier su criminalità organizzata e tutela del territorio. Non senza polemiche: sull’affermazione di Ranucci in una puntata dedicata al Covid – “la terza dose del vaccino è un business per le case farmaceutiche” – ci fu una vivacissima polemica che la proposta di una interrogazione parlamentare.
Per altro Ranucci ha ricevuto riconoscimenti significativi come il Premio Ilaria Alpi, Penne Pulite e il Premio Mario Francese. Le minacce collezionate per il suo lavoro hanno portato all’assegnazione della scorta già da cinque anni
Attentato a Sigfrido Ranucci: la condanna di Mattarella
Inutile sottolineare che l’attentato ha scatenato ulteriori polemiche. Il consigliere regionale del Partito democratico in Abruzzo Pierpaolo Pietrucci, dopo l’attentato ha denunciato il clima ostile nei confronti dell’informazione critica e indipendente: “Il gravissimo attentato al giornalista Ranucci e alla sua famiglia – afferma Pietrucci – è sia un atto intimidatorio con tentativo di omicidio, che un modo mafioso di attentare alla libertà di stampa, quando questa svolge davvero il suo mestiere di controllo e critica verso ogni forma di potere, politico ed economico”.
Negli ultimi minuti sono arrivate anche le parole del presidente Mattarella che ha espresso “severa condanna per quanto accaduto”, mentre il sindacato della rete di Stato Usigrai ha attivato un presidio nei pressi del centro di produzione di via Teulada. Nel frattempo la scorta al giornalista è stata ulteriormente rafforzata.