Sex, Angela Rafanelli a TvBlog: “È servizio pubblico, è cultura, è un viaggio alla ricerca della felicità. E potrebbe diventare un Geo del səsso”

Angela Rafanelli ci racconta Sex, 6 puntate nella seconda serata di Rai 3 dal 7 agosto. Per imparare a conoscerci e rispettare gli altri.

Anche la Rai ha un suo programma di consapevolezza sessuale: più che di educazione, infatti, c’è bisogno di consapevolezza ed è questa l’asse portante di Sex, sei puntate in onda da domenica 7 agosto nella seconda serata di Rai 3. A condurlo c’è Angela Rafanelli che ha lottato per anni per portare in tv questo suo progetto: anni a bussare alle porte di reti e dirigenti vari fino a quando è arrivato il sì di Stefano Coletta, già direttore di Rai 1 e ora alla guida della direzione Intrattenimento di Prima serata.

Un primo ciclo – si spera già, e ovviamente, in un secondo – di 6 puntate dedicate ciascuna a un macrotema da ‘assaggiare’, con la voglia di offire spunti e soprattutto di normalizzare quel che di più normale c’è nella vita delle persone, ma che cultura, pruderie, ipocrisie e soprattutto ignoranza hanno rivestito di sovrastrutture tramandate di generazione in generazione. E se oggi i ragazzi più ‘metropolitani’ sembrano vivere più liberamente la propria sessualità, sono gli adulti ad essere ancora legati a una visione immatura e bigotta del sesso. Ed è lì che il programma vuole intervenire, parlando con semplicità e chiarezza a tutti per far conoscere, per informare e soprattutto per educare al rispetto dell’altro. Perché poi alla fine l’ignoranza ha questa caratteristica: il rifiuto dell’altro.

Abbiamo avuto il piacere – ed è il caso di dirlo – di parlarne con Angela Rafanelli poco prima del debutto: l’energia e l’entusiasmo sono travolgenti, insieme alla consapevolezza di avere un compito importante. La chiave però potrebbe dirsi duplice: leggerezza e competenza. Ma lo chiediamo subito a chi questo programma lo ha ideato e lo conduce (e lo scrive con Gaspare Baglio, Piergiorgio Camilli ed Ennio Meloni).

Angela, andiamo subito al sodo: cos’è Sex?

Guarda, è un programma di servizio pubblico, nel senso pieno del termine. È un programma necessario, che vuole essere però innovativo nella forma e ovviamente nei contenuti. Il punto di partenza è semplice: il sesso è una parte centrale delle nostre vite, ma se ne parla poco e male. Noi vogliamo invece trovare le parole, i toni, la temperatura giusta per parlarne a tutti.

Ma come si fa?

Chiamando le cose col proprio nome: raccontare le cose per quel che sono, presentarle per quel che sono è l’unico modo che abbiamo per trasformare le difficoltà in opportunità. In questo caso l’opportunità che vogliamo cogliere è quella di parlare apertamente, con chiarezza, con leggerezza ma senza superficialità di una cosa normalissima.

Sembra semplice…

La verità è che a non parlare di sesso si alimenta solo l’ignoranza. E l’ignoranza porta spesso alla violenza. Conoscenza vuol dire anche prevenzione ed è anche questo l’obiettivo che ci poniamo. Ecco perché mi auguro che questo programma abbia una vita lunga. Ecco perché dico che è un programma di servizio pubblico, perché in fondo vogliamo allenarci a parlare insieme di sesso, senza pregiudizi.

Il tutto adottando una chiave leggera, stando anche a quanto dichiarato in conferenza stampa qualche tempo fa. 

Ma certo! (E si sente tutta la vulcanica energia di chi in questo progetto ci ha messo testa e cuore). Non è che il ‘servizio pubblico’ debba essere sempre ‘pesantezza’. Usciamo anche da quest’altro luogo comune per cui l’impegno debba essere ‘pesante’. Si può essere seri senza essere seriosi: pensiamo ai programmi di Piero e Alberto Angela, per dire…

Già, scienza, divulgazione, piacere, conoscenza: in più l’argomento è ormai anche nell’agenda dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Sì, la stessa OMS parla di sex positive, ovvero di un nuovo approccio ai temi del sesso e dell’educazione sessuale, capace di non avere più barriere, di non guardare al ‘giusto’ e allo ‘sbagliato’, al ‘normale’ e all’anormale, puntando piuttosto a definire il sesso come qualcosa che ha a che fare col desiderio del singolo nel rispetto di se stessi e degli altri.

Ecco, il rispetto. Questa è un’altra parola chiave nel momento in cui si parla di relazioni, di rapporti con gli altri. E l’ignoranza, come dicevamo in apertura, non fa rima con rispetto.

Parlare di sesso con chiarezza è cultura, nel senso pieno del termine. Vuol dire educare al rapporto con sé e con gli altri, vuol dire far capire cosa si prova e cosa provano gli altri. Banalmente si tratta di educazione civica: se impariamo a rispettare noi stessi, a capirci, solo così potremo rispettare gli altri. Si fa fatica quasi a capire che il sesso è normale, è sinonimo di vita, è un aspetto imprescindibile della nostra esistenza. E come la nostra stessa esistenza cambia nel tempo, così lo si gestisce in maniera diversa a seconda dell’età. Certo, sei puntate sono pochissime: se inizi non si finisce più… si potrebbe fare un Geo del sesso praticamente!

Sex

Storie, testimonianze, interviste, per parlare di tanti argomenti legati al sesso e alla sessualità: da questa sera va in onda #Sex, con Angela Rafanelli. Domenica 7 agosto, in seconda serata, su #Rai3.

Posted by Rai3 on Sunday, August 7, 2022

 

In effetti 6 puntate sono poche e il rischio di voler parlare di tutto, tutto insieme, mi sembra alto. Di cosa parlerete in queste sei puntate e come avete scelto gli argomenti?

Partiamo dalla domanda più semplice: cos’è il sesso?

…che semplice non è per niente…

No, è vero, ma si deve partire da lì. Gli argomenti scelti sono quelli più pop nel senso più popolari, più contemporanei, più discussi in questo momento. Si parlerà infatti di identità di genere e di orientamento sessuale, di cui si parla molto, ma in maniera confusa tanto da essere sovrapposti.

E in vista della campagna elettorale fare un po’ di chiarezza anche sul concetto di ‘gender’ aiuterebbe. Quali altri temi toccherete?

Beh, c’è la prevenzione, che a oggi è ancora legata al rischio di gravidanza e che invece ha tutto un corollario importante che noi sottovalutiamo e che fa sì che tutti noi si abbia comportamenti sessuali rischiosi. E poi il piacere, altro grande tabù visto che l’atto sessuale a fine di puro piacere viene ancora visto come un problema; si parla di piacere femminile ma anche delle esigenze delle persone con disabilità, viste sempre come ‘bambini da accudire’, asessuati, privi di affettività e di pulsioni e invece bisognerebbe finalmente dar loro credito come adulti. E ancora il sexting, una modalità che forse a noi adulti sfugge ma che è molto diffuso e che ha delle sue forme caratteristiche, e di body shaming. Infine affronteremo il tema della verginità, altro tema caldo ancora oggi: cercheremo di capire il concetto stesso di verginità e il valore che ha ancora oggi in società.

Sono tutti macrotemi, insomma, tutte aree che possono offrire molti spunti…

Non ti nego che sono sgomenta… Non è possibile certo affrontare tutto in sole sei puntate, ma almeno cerchiamo di rispondere a una domanda per puntata: cos’è il sesso? Cos’è l’identità di genere? Il tutto poi per arrivare a un punto in fondo molto semplice: tutto questo è un viaggio alla ricerca della felicità. La felicità è un diritto e la felicità, quella vera, non può ledere gli altri, non può offendere gli altri.

È vero che in tanti ti hanno chiesto come si conciliano “Sex” e “Linea Verde”?

Ah sì, guarda… Ma la risposta è molto semplice: è tutta natura! Peccato che non abbiamo potuto usare questo come claim perché già usato da un altro programma sul sesso della tv inglese, ma in realtà di questo si tratta. In fondo siamo stati ispirati anche da Raffaella Carrà, che cantava “Come è bello far l’amore da Trieste in giù”! Lei, icona di eleganza, rivoluzionaria, lungimirante, intelligente, una donna libera: ecco, si può parlare di tutto con eleganza, col sorriso, senza cercare lo scandalo, liberamente…

Sapete già che parlando di sesso in Rai, toccando temi tabù, si scatenerà l’inferno, vero?

Ma io spero di no! Io spero invece che commentino con un “Ah, vabbè, parlano di sesso”, come se fosse la cosa più normale del mondo, perché come dicevo è la cosa più normale del mondo. io non voglio far scandalo, non voglio far polemiche. Paradossamente non voglio attirare l’attenzione: bisogna essere necessari, ma non ‘ganzi’. Non è il momento di essere ganzi, ma di guardarsi negli occhi, aprire il vocabolario e chiamare le cose col proprio nome.

Diciamo pure che è ora di crescere, visto che spesso di sesso si continua a parlare col mezzo sorrisino, con la battutina, in un eterno clima da pre-adolescenza che il più delle volte è proprio di quelli che dovrebbero essere gli adulti ed educare le nuove generazioni…

Vabbè, se poi dovessi sparire dalle tv italiana, sappiate che comunque ho fatto tutto come volevo, di testa mia, credendoci e mi assumo tutta la responsabilità (e si ride insieme, ma poi il tono torna serio). Io ci credo in questo programma e bisogna assumersele le responsabilità, sennò che cosa insegno alla mi’ figliola?

Del resto questo progetto l’hai voluto con forza…

Ma sì! Ci credo fermamente e sono ne talmente convinta che quando in questi 8 anni in cui l’ho proposto alla Rai ho sempre detto che non era necessario che lo conducessi io, che non sarebbe stato un problema, ma che questo progetto doveva farlo la Rai proprio perché è servizio pubblico. Non dovevano considerarlo un programma di quelli ‘alternativi’, quelli ‘ganzi’ appunto, ma un programma che parlasse di sesso perché c’è bisogno di parlarne. E ce n’è bisogno perché siamo confusi, perché non ne sappiamo abbastanza, perché viene strumentalizzato…

Beh, assistiamo a una strumentalizzazione anche politica…

Guarda, l’assurdo è che noi studiamo di tutto, ma non studiamo come sono fatti il nostro corpo, la nostra mente, il nostro cuore… Il paradosso è che insegniamo di tutto ai nostri bambini, dal piano al violino, ma poi non insegniamo loro il proprio corpo, che è il nostro strumento. Ma come si fa? Si finisce per parlare di cose che materialmente non conosciamo.

L’ignoranza va a braccetto con la paura, del resto…

Io non ho paura a prendere posizione per questo sono serena. E tanti anni di Linea Verde mi hanno dimostrato che la natura è davvero infallibile, invincibile. Non dobbiamo aver paura.

Dicevi che l’hai proposto per 8 anni: una bella costanza e una bella pazienza…

Eh, son dura! (Sorride) Guarda, devo dire che Stefano Coletta mi ha sempre ascoltato e devo molto sia a lui che ad Angelo Mellone che mi hanno scelto per Linea Verde e che hanno creduto in me. E quando poi Coletta mi ha detto “Ok, lo facciamo” mi ha anche chiesto “Allora, sei contenta?”. E io: “Nooo, non sono contenta, sono preoccupata, perché ora mi tocca farlo!”. (Ride di gusto). Ma è una grande responsabilità, perché io ce l’ho chiaro in testa come deve essere, ma farlo bene, come l’ho sempre immaginato non è facile e dietro c’è davvero un grande lavoro.

Angela Rafanelli Rai 3

Ti sei data un obiettivo ‘narrativo’ nella costruzione del programma?

Guarda, vorrei far capire che si tratta di un laboratorio, che nessuno arriva lì con la verità in tasca, che è più che altro una palestra in cui allenarci, come dicevo, a parlare di sesso e che coinvolge noi, la tv, il pubblico a casa di tutte le età. Si tratta proprio di riprendere le misure con una cosa di cui non si parla mai. E anche per questo noi in studio avremo Elena Mozzo, una pediatra che fa consulenza sessuale e lavora nelle scuole, e il prof. Filippo Nimbi, psicologo e ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma: questo per sottolineare che la nostra prospettiva va dall’infanzia, dalla consapevolezza di noi fin da quando siamo piccoli, alle frontiere della ricerca. Cerchiamo insomma di capire chi siamo, come siamo fatto, di imparare un modo di approcciarci, anche perché la natura stessa ci insegna che siamo tutti diversi.

E la diversità è un valore che non viene riconosciuto. Beh, non possiamo che fare tutti i nostri migliori in bocca al lupo…

Guarda, speriamo! Noi ci proviamo! Nessuno ha la formula della perfezione, anzi proprio il concetto di perfezione è una di quelle cose che ci sta distruggendo. Nessuno è perfetto e la perfezione non può essere l’aspirazione. Le parole chiave sono felicità e natura; e la natura ci insegna che quando le cose seguono il proprio ritmo allora crescono rigogliose. Così quando l’uomo segue il proprio ritmo e la propria natura allora è felice. E quando uno è felice, diciamocelo, non rompe i co**oni agli altri!

Quando si dice chiamare le cose col proprio nome! E allora siamo pronti a seguire questo primo viaggio alla scoperta di noi stessi, del nostro desiderio e della nostra natura. Con la speranza che il səsso possa diventare un argomento quotidiano, stile Geo, come dice sempre Angela Rafanelli. E la ringraziamo per questa chiacchierata e soprattutto per questa boccata d’aria.