Sanremo 2021, 5 serate da 5 ore (e lo sa anche il CTS…)

Dalle 20 alle 02 orario continuato: le cinque serate di Sanremo 2021 dureranno 5 ore, come scritto nel protocollo Rai consegnato al CTS.

Cinque ore di diretta per cinque sere, dal 2 al 6 marzo per Sanremo 2021: è scritto nel protocollo anti-Covid consegnato dalla Rai al CTS (e sul quale ci si attende un parere venerdì), nero su bianco. Ogni serata inizierà alle 20.40 circa e durerà circa 300 minuti,  come si legge nel protocollo: 5 ore di diretta, praticamente si chiude alle 2. Come da scaletta dello scorso anno. Sempre nel protocollo – riportato dal Corriere –  “il cast fisso sarà composto da cinque/sei unità per ogni singola serata compreso il conduttore a cui andranno aggiunti i maestri di orchestra per ciascuna esibizione (per un totale di 23 direttori complessivamente impegnati) e 4/5 ospiti a serata“. I conti sono presto fatti.

Amadeus, dunque, non rinuncia alla durata monstre del suo Festival neanche in questa edizione di Sanremo 2021 che forse avrebbe voluto una struttura più leggera viste le inevitabili cautele e  restrizioni dovute al Covid, peraltro in una location non proprio spaziosissima. Ma questo, per Ama, doveva essere non solo il Festival della rinascita, ma anche un simbolo di ripartenza per un Paese che però al momento è ancora molto lontano dall’uscita dalla crisi, non solo pandemica ma anche politica.

Con 26 Big in gara, 8 Nuove Proposte, un amico-spalla come Fiorello (che dovrà vedersela con un Ariston senza pubblico), due ospiti fissi molto convenzionali e controllabili come Ibrahimovic e Achille Lauro, una co-conduttrice a sera (da Naomi Campbell a Elodie) e  una battaglia (poi persa) per avere almeno un pubblico di figuranti all’Ariston, la direzione artistica ha dato un messaggio chiaro: non si vuol rinunciare a nulla. Un modo per ‘scongiurare’ a casa l’ansia da Covid probabilmente, ma il progetto ha finito per scontrarsi da una parte con difficoltà oggettive, dall’altra anche con alcune miopie essenzialmente politiche.

 

La speranza, però, era che al netto della pandemia si asciugasse un po’ quella scaletta monstre che ha caratterizzato Sanremo 2020: troppo lunga, financo irrispettosa del pubblico tv, che invece quest’anno avrebbe potuto trovare una forma più leggera ma non per questo meno dinamica e coinvolgente per un’edizione del Festival capace di divertire il pubblico, esaltare – davvero – la parte musicale e lasciare spazio d’azione all’amico showman. E invece non c’è traccia di ripensamento nel progetto dell’Amadeus Bis, simboleggiato anche dalla scelta di riferirsi a questa 71esima edizione con un 70+1, come a dire “si bissa, in tutto e per tutto”. Il desiderio della direzione artistica è ovviamente quella di bissare, anzi di superare, gli ascolti dello scorso anno nonostante il contesto poco felice -ma che costringe il pubblico davanti alla tv – e la difficile gestione degli investitori pubblicitari.

Decade quindi del tutto la prima lettura data dei 26 BIG convocati per Sanremo 2021: si pensava che fosse un modo per compensare un cast artistico ridotto per limitare il numero di persone orbitanti intorno al Festival, oltre che un’occasione per offrire il più ampio ventaglio di progetti musicali disponibili per l’annata. E invece no. Non si toglie nulla, se non il pubblico (e non per scelta propria).

Sarà lunga, molto lunga.

 

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