Sandro Bersani, intervista a TvBlog: “ACAB 2 resta una speranza, ma sogno un film con Kim Rossi Stuart. Lavorare con il cast di Romanzo Criminale è stata la chiusura di un cerchio”
Sandro Bersani si racconta ai microfoni di TvBlog dopo la sua partecipazione a Call My Agent Italia con i membri del cast di Romanzo Criminale – La Serie. Sogni, aspettative e progetti di un interprete tutto da scoprire.
Sandro Bersani è un attore duttile, pronto e sempre disponibile. Lo dice il Curriculum che l’ha visto alternare ruoli più o meno importanti tra film e serie tv e lo dicono – tra il serio e il faceto – i colleghi e le colleghe che hanno lavorato con lui. Molto più di un semplice professionista della settima arte: è un uomo in divenire. Significa che cresce sia dal punto di vista personale che professionale, qualche soddisfazione nel passato recente se l’è già tolta.
Lavorare con Verdone e Giallini in primis, che sono due riferimenti molto forti all’interno del proprio bagaglio professionale. Poi è arrivata un’altra grande occasione: incontrare e condividere il set con parte degli attori di Romanzo Criminale – La Serie. Il contesto è quello dell’ultima stagione di Call My Agent Italia.
Sandro Bersani, da ACAB – La Serie a Call My Agent Italia
L’interprete darà filo da torcere alla banda in un paio di momenti che hanno il sapore di dejavù. Se per gli spettatori sembra di assistere alla performance di un veterano, che non sfigura accanto ai grandi nomi del piccolo e grande schermo, è perchè è davvero così. Bersani è assolutamente centrato in quello che fa e nei ruoli che porta a compimento.

Inizia dal Web, con contenuti particolarmente divertenti per l’utente medio come Serie Romanista, e prosegue tra grande e piccolo schermo. L’anno scorso, proprio in questo periodo, stava aspettando l’uscita su Netflix di ACAB – La Serie. Il prodotto sarebbe uscito il 15 gennaio 2025. Da quella data, Bersani per gli amanti della serie è Amerigo Panebianco: autista del blindato che ha saputo – nel giro di pochi episodi – conquistare la fiducia del pubblico.
Nuovi progetti e ambizioni di un interprete a tutto tondo
Qualche mese dopo sono arrivate altre opportunità, anche a livello internazionale (A Simple Favor con Blake Lively), e l’approdo su Sky Serie con il resto della “banda”. Il 2026 sarà pregno di nuove sfide da affrontare, sempre con lo stesso spirito: “Credere in ciò che non è come se fosse finché non diviene”.
Questo è il suo mantra, ma Bersani è molto di più di una frase motivazionale. Quello che si nasconde dietro il sogno della carriera attoriale, fra ambizioni, aspettative e possibilità, lo ha raccontato a TvBlog in un’intervista esclusiva aprendo le porte a un futuro ricco di emozioni tra lavoro e progetti che lo vedono coinvolto anche nell’etere radiofonico.
Stai attraversando una fase particolare della carriera: dopo ACAB – La Serie hai avuto moltissimi feedback positivi dai social e non solo, è arrivata anche qualche lusinga da parte di grandi attori, come Edoardo Pesce. Hai ritrovato lui e gli altri di Romanzo Criminale in Call My Agent. Com’è arrivare sui grandi set non come “rivelazione” ma come artista con un presente ricco di possibilità?
“Rivelazione mi sembra ancora tanto, ma la differenza rispetto al passato si comincia a vedere. L’esperienza più soddisfacente è stata quella su Call My Agent con gli attori principali di Romanzo Criminale – La Serie. Il valore di quella parte è triplo rispetto a qualsiasi altra cosa: arrivare sul set e trovare attori importanti che ti vengono a fare i complimenti per ACAB – La Serie, oppure ricevere una considerazione diversa non solo dal punto di vista attoriale, ma proprio professionale a 360 gradi, resta una dimostrazione in grado di farti credere che la strada intrapresa sia quella giusta. Sicuramente rispetto a 5 anni fa esatti in cui feci la mia prima posa per il cinema le cose si stanno muovendo e avere quel pizzico di credibilità in più fa molto piacere”.
“Ho perso 20 chili per trovare nuovi stimoli dentro e fuori dal set”
Sei cambiato molto da quell’apparizione, anche fisicamente: motivi cinematografici, qualcosa bolle in pentola?
“Sì, qualcosa si muove, come ho detto ma la scelta di cambiare – anche fisicamente – è dovuta a motivi personali di crescita. Nel senso che ho avuto una fase della mia vita molto complessa, per tanti motivi. Anche personali. Nella vita di tutti e delle persone normali come me, arrivano dei momenti in cui è necessario tirare una riga e mettere mano almeno su quello che puoi controllare. La mia vita è sempre stata libera, sono sempre stato una persona che ha amato divertirsi e dare tutto fino all’ultimo. Una delle mie passioni è anche il cibo, ma i 20 chili persi rappresentano un cambio che ho voluto fare. Non necessariamente per salute, ma proprio per dimostrare a me stesso e agli altri che è ancora possibile trovare nuovi stimoli. Anche quando tutto sembra molto oscuro, bisogna fare il massimo per cercare di diventare una persona migliore”.
Hai avuto l’occasione di girare con i tuoi idoli: Montanari, Pesce, Giallini, Vinicio Marchioni. C’è qualcuno che ti manca per chiudere il cerchio della tua aspirazione artistica?
“Diciamo che dopo Verdone, Giallini, Giannini, Borghi, qualcosa abbiamo mosso. Questi sono tutti dei mostri sacri ognuno a modo suo, poter rubare con gli occhi sul set un po’ della loro esperienza rimane un’opportunità incredibile oltre che un privilegio. Ho trovato in questi attori, da appassionato di cinema prima e addetto ai lavori poi, una disponibilità senza pari. Oggi vorrei sicuramente lavorare con Luca Marinelli ed Elio Germano. Questi sono i primi due che mi vengono in mente, poi c’è Kim Rossi Stuart che sarebbe proprio la chiusura di un cerchio. Lavorare con lui sarebbe davvero un sogno, perchè per me è un idolo assoluto”.
Bersani e il sequel di ACAB – La Serie: “Sarebbe bellissimo poterlo fare”
Kim Rossi Stuart sta girando un film su Maestrelli, sappiamo tutti i suoi trascorsi sportivi: se ti dicessero, perdi altri 6-7 chili per interpretare Veron in un biopic lo faresti?
“Diciamo che sono tematiche piuttosto delicate, con tutta la buona volontà potrei fare la parte in cui ha giocato nell’Inter o nell’Estudiantes, dai (ride ndr). A parte gli scherzi, per lavoro sicuramente lo farei. Un’opportunità come quella capitata a Kim Rossi Stuart ti fa crescere professionalmente e umanamente. Essere protagonista di un biopic sarebbe una soddisfazione immensa”.
Netflix sta comprando Warner Bros: Panebianco può seriamente trovarsi in catalogo insieme a Harry Potter. È sufficiente una magia per il sequel di ACAB? Che situazione c’è in tal senso: ti sono arrivate voci o è un progetto chiuso?
“Il parallelo con Harry Potter mi fa letteralmente volare (ride ndr). Su ACAB – La Serie non so nulla, nel senso per me è stata una pagina incredibile. Un ruolo che da subito mi ha fatto sentire coinvolto, anche per i riscontri che ho avuto. Sono molto affezionato a quel progetto, quindi veramente dico che non so nulla rispetto a un possibile sequel. Resta la speranza perché comunque in certi meccanismi non si sa mai, magari con gli sviluppi di mercato cambia qualcosa anche in tal senso. Per il momento rispetto al sequel non so niente”.
Valerio Lundini e non solo
Il sequel di ACAB – La Serie vorrebbe dire anche ritrovare colleghi a cui sei particolarmente legato. Uno su tutti: Marco Giallini…
“Assolutamente. Marco è un amico, ma ero un suo estimatore già prima di lavorarci insieme. Condividere il set con lui è stata davvero una bellissima esperienza, ogni tanto ci sentiamo ancora. Tornare a lavorare insieme, per ACAB – La Serie o altri progetti, sarebbe sicuramente importante oltre che molto bello. Anche con gli altri protagonisti della serie, comunque, ho mantenuto un bel legame”.
Su cosa stai lavorando adesso?
“Al momento non posso dire molto, la difficoltà di questo lavoro – come si direbbe a Bolzano (ride ndr) – è tenersi il cecio in bocca. Dire poco e a piccole dosi. Io non sono molto bravo in questo, ma sto cercando di applicarmi. Ho partecipato a un film che deve uscire con un piccolo ruolo condividendo il set con un attore anche lui romano e molto romanista. Lascio indovinare ai lettori di TvBlog (ride ndr), poi ci sono altri progetti in corso. Sempre molto stimolanti”.
L’altro progetto lo diciamo noi, visto che il tuo management ha condiviso la foto nelle stories di Instagram: sei nel film di Valerio Lundini…
“Avete gli occhi apertissimi a TvBlog, complimenti (ride ndr). Sì è un bel progetto, su cui non dirò altro al momento. Posso solo dire che mi sto trovando benissimo, Valerio Lundini è veramente un grande professionista che avevo già conosciuto in un contesto televisivo come In&Out e ritrovarlo adesso può farmi solo piacere”.
Sognando Venezia
L’ultima volta che ci siamo sentiti, hai detto che volevi tornare a Venezia con un film da protagonista: hai pensato al ruolo della vita? Quale potrebbe essere?
“Quando si pensa di poter arrivare a calcare determinati palcoscenici, come ho potuto fare io nel recente passato con una piccola parte, ritieni sempre che sia un punto d’arrivo. La soddisfazione di vedere il Lido dal red carpet l’ho provata, ma vorrei tornarci in un futuro non troppo lontano con qualcosa che mi rappresenti. Sarebbe bellissimo incentrare una storia che racchiuda le peripezie di un interprete che deve trovare la quadra per arrivare a una continuità interpretativa di un certo livello. Qualcosa che possa alternare diversi registri, sempre con la massima goliardia ma anche con profonde emozioni”.
In conclusione, ti sentiamo anche in radio a parlare di Roma e della Roma: che effetto fa unire passione e lavoro?
“La Roma per me non è un lavoro è quasi un legame di sangue, visto che la seguo con mio fratello e ho anche l’opportunità adesso di parlarne insieme in diretta. Quindi non sarà mai un semplice impiego. Io mi ritengo un attore che, però, ha anche tanti altri interessi e sfumature. Posso dire che la Roma è una parte di me e lo sarà sempre, ma è bello poterla esprimere anche attraverso il mezzo radiofonico”.
De Rossi e la Roma
A proposito di legami di sangue, hai avuto modo di sentire Daniele De Rossi prima di partire con la trasmissione radiofonica?
“Con Daniele c’è sempre stato un bellissimo rapporto. Non devo dire io cosa rappresenta per Roma, per la Roma e per i romanisti. Non l’ho sentito telefonicamente perchè ultimamente ha altro da fare (ride ndr). Menomale per la sua carriera. Sarà bellissimo ritrovarlo il 29 dicembre prossimo allo Stadio Olimpico, ci riabbracceremo come sempre. Noi saremo sempre lui e lui sarà sempre noi”.