Rita De Crescenzo a Belve: il lato oscuro del Web a favore dell’Auditel
Rita De Crescenzo sarà ospite nella nuova edizione di Belve. La content creator arriva alla ribalta, ma il pubblico sembra essere diviso. Il Web può portare al successo, ma le ripercussioni possono essere molteplici.
Da Roccaraso con furore. Rita De Crescenzo protagonista della nuova edizione di Belve. La content creator parteciperà al programma di Francesca Fagnani. L’ufficialità è arrivata recentemente e il pubblico si è diviso su questa scelta del servizio pubblico. La Rai darà spazio a uno dei volti più discussi nel passato recente.
Il motivo riguarda la sua storia: Rita De Crescenzo è passata alle cronache per una sua iniziativa social, dove ha un nutrito seguito, la donna – alcuni mesi fa – alimentò polemiche di diverso tipo per aver chiamato a raccolta i suoi seguaci (nel gergo social vengono definiti follower) di Instagram e TikTok a Roccaraso. La località abruzzese fu presa d’assalto dai turisti. La donna ha oltre 2 milioni di follower tra le varie piattaforme. Un incentivo che, dal punto di vista economico, avrebbe potuto giovare.
Da Roccaraso con furore: il successo social di Rita De Crescenzo
Peccato che la mole di persone coinvolta fu talmente grande che le condizioni di soggiorno non brillarono per rispetto ed educazione. I “convocati” da Rita De Crescenzo lasciarono la cittadina in condizioni pessime. Questo alimentò stereotipi di vario genere sulla cittadinanza partenopea in Rete. Caos che, inevitabilmente, finì anche in televisione. Il fenomeno mediatico Rita De Crescenzo era ormai cosa fatta.
L’eventualità che una casualità come quella di Roccaraso finisse nel dimenticatoio c’era, ma dopo l’iniziativa in Abruzzo De Crescenzo trova altri espedienti per restare in trend e aumentare il proprio seguito. La sua storia impone determinati canoni: un passato (recente) da cantante neo-melodica in cui si esibiva in tutto il territorio campano con cachet esorbitanti. Poi c’è la vita sentimentale travagliata: a soli 12 anni rimase incinta di un noto membro della camorra, successivamente nel tempo anche l’arresto per spaccio. Il già nutrito Curriculum di esperienze si arricchisce con un aneddoto – l’ennesimo – riguardante la morte del padre.
La storia, i precedenti e la ribalta
La donna, infatti, ha raccontato sui social che avrebbe letteralmente rubato la salma del papà: “Mio padre non si sentì bene, ha avuto un infarto e l’hanno ricoverato. La dottoressa uscì dalla sala operatoria e ci disse che era morto. Non vi dico nemmeno cosa successe, io, le mie sorelle, mia madre, eravamo fuori di testa”.
Questa premessa è seguita da una parte più approfondita in cui Rita De Crescenzo spiega il misfatto: “Andai in ospedale con una pistola giocattolo, la puntai contro la testa della guardia giurata dicendogli di aprire la porta. Così ho rubato il cadavere di mio padre avvolgendolo in un lenzuolo”. La chiosa non lascia spazio all’immaginazione: “Io per questa mattanza – conclude la content creator – ho pagato tutto. Due anni e mezzo”.
Insomma la parabola di Rita De Crescenzo non è certo comune, ma nel 2020 arriva il successo social grazie a un video risposta con il tormentone: “Ce la fai a combattermi? Mettiti la fascia in fronte e scendi in campo. Svergognata”. Una vera e propria scalata oltre ogni aspettativa e – terminata la ‘campagna promozionale’ di Roccaraso – la donna si fece vedere anche vicina ad ambienti della politica con alcuni partiti coinvolti. De Crescenzo avrebbe fatto addirittura un programma personalizzato per candidarsi alle elezioni.
Belve e l’approdo in prima serata
Un vero e proprio personaggio cross-mediale che fa della spontaneità la sua forza e dell’iperbole dialettico un valore aggiunto. Il pubblico, però, non sembrerebbe essere contento di vederla in televisione. O meglio: i suoi follower stanno facendo il conto alla rovescia, per vederla a Belve da Francesca Fagnani, ma c’è anche chi si lamenta della possibilità (ormai sempre più certezza) di dover pagare la presenza di una personalità simile con i soldi del canone. La Rai, in tal senso, si difende asserendo che la donna partecipa al programma senza percepire cachet. A titolo completamente gratuito.
Nessuna spesa, dunque, ma resta l’impresa: citando Spike Lee, oggi, l’attenzione è l’unica valuta. Questa donna, dal nulla e senza alcun tipo di qualifica televisiva, arriva davanti a milioni di persone per mostrare e dimostrare che ogni persona – volendo – può avere i propri 15 minuti di gloria. Questo lo diceva già Andy Warhol, ma De Crescenzo è andata oltre.
Ha fatto del trash più scanzonato un vessillo, i telespettatori decideranno se in modo o giusto oppure no, ma la domanda è un’altra: in un periodo storico dove si pone attenzione al Web in quanto (anche) giungla che potrebbe veicolare messaggi sbagliati e alimentare forme di prevaricazione e devianza, è giusto lasciare a briglia sciolta in tv una content creator che dice apertamente di “prendere d’assalto le città mettendoci la faccia”?
L’impatto televisivo
Qui non si tratta di educare, soltanto. La televisione è un contenitore di emozioni e suggestioni in cui si può trovare di tutto, quindi non è solamente questione di esempio o condotta da tenere. È il concetto di arrivo, successo ed esposizione che conta: se chiunque può permettersi di dire assurdità ed essere accostata prima alla politica e poi alla televisione, com’è accaduto a De Crescenzo, il valore del piccolo schermo – e più ampiamente dello spettacolo italiano – ne risente oppure no?

Questo bisogna cominciare a chiederselo, perchè se le risposte che vengono date vanno in un determinato modo, poi non è più possibile stupirsi se il confine tra lecito e illecito (televisivamente e non solo) diventi sempre più labile. Una donna come Rita De Crescenzo rappresenta, oggi, il lato più controverso del Web. Quello in cui le agenzie e i brand, talvolta, sguazzano per creare dibattito.
Valore aggiunto od occasione sprecata?
La televisione, però, dovrebbe avere il compito di filtrare determinate situazioni. Non attraverso il controllo maniacale, altrimenti diventerebbe censura, ma attraverso una scelta selezionata dei contenuti. Rita De Crescenzo, in altre parole, parlerà a Belve – com’è giusto che sia perché siamo ancora un Paese libero – ma nessuno si chiede cosa effettivamente ha da dire. La sua presenza al programma della Fagnani è un valore aggiunto oppure no? L’ultimo aspetto su cui riflettere è proprio questo: se le competenze, sul piccolo schermo, non esistono più dato che è sufficiente avere milioni di follower per aspirare a un pulpito, la caratura dei programmi è sempre la stessa?
Rita De Crescenzo non è il male assoluto (televisivamente parlando) ma può creare un precedente molto pericoloso: quello in cui passa il messaggio che per farsi ascoltare, anche da milioni di persone, basta dire o fare qualsiasi scelleratezza. Allora non sarebbe più solo business, ma diventerebbe anche un problema da risolvere. Soprattutto in Rai, perché la televisione di Stato rispecchia (o dovrebbe farlo) una pluralità basata anche sull’equilibrio e la sobrietà.
Come cambiano i paradigmi televisivi
La Rai, oltretutto, è quella che si è preoccupata (a torto o ragione) di tagliare dal palinsesto alcuni documentari e lungometraggi (come No Other Land) perchè considerati troppo crudi e divisivi per un pubblico ampio e variegato come quello del prime time serale. Invece Rita De Crescenzo, dall’alto di una biografia ormai nota a tutti, non è divisiva? Non ha una storia controversa? Possiede tutte le carte in regola (e non si tratta di cultura o titolo di studio, ma proprio di approccio ed educazione) per sostenere un confronto pacato e stimolante?
Se la risposta è sì, allora la Rai è chiamata a spiegare – per trasparenza verso i propri abbonati e curiosità degli addetti ai lavori e non solo – quali sono i nuovi stilemi e paradigmi entro cui è possibile gestire un talk show. Perchè quello della Fagnani – va ricordato a tutti – non è un Varietà ma un contenitore specifico dove il dibattito deve portare a stimolare l’utente medio anche con riflessioni di un certo livello. Rita De Crescenzo è un valore aggiunto o l’ennesimo capro espiatorio contro cui scagliarsi?
I nuovi archetipi di successo
Gli utenti – anche in questo – perdonano difficilmente. Sicuramente una personalità come Rita De Crescenzo porta Audience, perchè anche – e soprattutto – i detrattori commenteranno e vedranno la puntata di Belve in maniera compulsiva solo per insultarla. È giusto, tuttavia, sacrificare il valore della sobrietà (tanto sbandierato in questi anni, persino a scapito di chi avrebbe voluto innovare la tv di Stato con espedienti meno contrastanti) in nome di qualche punto in più?
Questi non sono solo scrupoli di un potenziale Direttore di rete, ma diventeranno i nuovi archetipi di successo o flop rispetto a programmi, obiettivi, strategie e aspettative. E in quest’ultimo caso non si parla soltanto di televisione, ma anche di mondo che cambia. L’importante è continuare a chiedersi come, perchè arriverà un momento in cui guardarsi indietro – in qualunque caso – non sarà più possibile.