Rinascere, Giancarlo Commare: “Vedrete i momenti di solitudine di Manuel Bortuzzo. Ho voluto rendere dignità e giustizia a ciò che ha vissuto” (Video)

L’attore, per il suo primo ruolo da protagonista assoluto in tv, ha affrontato una sfida non facile, affiancato dal signor Franco Bortuzzo, padre di Manuel

Per il suo primo ruolo da protagonista assoluto in una fiction, Giancarlo Commare si è ritrovato davanti ad una sfida non indifferente: interpretare Manuel Bortuzzo. In Rinascere, il film-tv prodotto da Moviheart e Rai Fiction in onda domenica 8 maggio 2022 su Raiuno (e visibile su RaiPlay), l’attore riveste infatti il ruolo del nuotatore, la cui vita subisce una svolta nel 2019.

Nel febbraio di quell’anno Bortuzzo fu colpito da due proiettili, scambiato per un’altra persona all’interno di una faida tra bande. Di fronte alle notizie poco rassicuranti dei medici secondo cui non avrebbe potuto più camminare e gareggiare, Manuel si è rimboccato le maniche, dando il via ad una vera e propria rinascita.

Della sua storia, ormai, sappiamo tutto: Manuel non si è mai tirato indietro nel raccontare, cercando di essere un buon esempio per tutti i suoi coetanei e non solo. “Rispetto a ciò che Manuel ha raccontato in tv in questa fiction lo possiamo scoprire nei suoi momenti di solitudine, lontano dai riflettori, dagli amici e dai parenti”, ci ha spiegato Commare (video in alto).

“Scopriamo chi è Manuel in quelle situazioni, come le ha affrontate quando non aveva occhi intorno a sé. Lui è un grande esempio di forza per tutti, però è anche un essere umano: non ho avuto la fortuna di conoscerlo prima di interpretarlo, ma grazie al suo libro (“Rinascere”, edito da Rizzoli, ndr) ho carpito dei momenti che poi ho inserito nelle scene”.

La pressione per interpretare Manuel Bortuzzo dev’essere stata tanta: è prevalsa di più questa o l’entusiasmo di fare parte di questo progetto?

“Ho provato entrambe le emozioni, ma soprattutto mi interessava rendere giustizia e dignità a ciò che lui ha vissuto. E’ chiaro che la pressione esiste, l’ho provata soprattutto all’inizio, quando capisci che devi prenderti una grande responsabilità. Ma la cosa che mi interessava di più era rendere dignità al suo vissuto. Mi fa piacere aver capito, tramite la parole di Manuel, che ce l’ho fatta”.

Giancalo e Manuel non si sono mai incontrati sul set, dove invece era assai presente Franco Bortuzzo, padre del giovane, in qualità di consulente per il film-tv. D’altra parte, proprio il rapporto tra Manuel e suo padre (interpretato da Alessio Boni) è centrale per tutta la durata della fiction.

“Mi ha fatto divertire tantissimo”, ci ha rivelato Commare. “Inconsciamente ha smorzato le tensioni che si sarebbero potute generare da alcune scene. Lui, invece, nonostante si stesse parlando di una storia da lui vissuta in prima persona, aveva sempre il sorriso e la battuta pronta. Questo ci ha stupito: ci è stato vicino con la spensieratezza”.

La sua presenza era anche utile nella realizzazione delle scene più complesse: “una volta dovevo girarne una in cui Manuel è alle prese con un macchinario che lo dovrebbe aiutare a camminare. Franco è arrivato con i video di quando suo figlio ha utilizzato quel macchinario, per farmi capire come replicare al meglio la scena”.

Insomma, una bella responsabilità per Commare, che oltre al cinema ed alla fiction si è dato anche al teatro: proprio tra marzo ed aprile ha portato a Roma l’adattamento italiano di “Tutti parlano di Jamie”, in cui interpreta il protagonista, un ragazzo che vuole potersi esprime senza la paura di essere giudicato. Un musical (tratto dalla vera storia di Jamie Campbell) che fa fare al pubblico anche un viaggio nel mondo delle drag queen. E chissà, magari un giorno anche questa storia potrebbe diventare un film-tv…

“Perché no? Certo! Qualsiasi storia, secondo me, può essere raccontata. Potrebbe essere l’occasione per presentarla al pubblico generalista che potrebbe non conoscerla. Ma il pubblico non è stupido: sono convinto apprezzerebbe una storia come quella di Jamie, e ne ho avuto la prova: molte persone che sono venute a teatro appartengono a quel pubblico che mi ha seguito in altre produzioni generaliste, come Il Paradiso delle Signore (in cui ha interpretato Rocco Amato per due stagioni, ndr). Ho avuto la conferma che quel pubblico ha apprezzato questa storia e che potrebbe funzionare in televisione”.