Ridatemi mia moglie? Ridate a De Luigi la comicità: ma se la commedia romantica non decolla non è colpa del cast

Fabio De Luigi ed il resto del cast sembrano pronti a far decollare la storia, che invece rimane ferma, proprio come il personaggio protagonista…

Ridere di una crisi sentimentale: è possibile? La comedy tv ci ha insegnato che ormai si può ridere di tutto: basta saperlo fare consapevoli del rispetto che va portato verso l’argomento al centro della questione. E questo è assolutamente chiaro ad Alessandro Genovesi e Fabio De Luigi, rispettivamente regista ed interprete di Ridatemi mia moglie, la miniserie che vede Sky tuffarsi a bomba nel mondo delle commedie romantiche, sfoderando un cast che di commedie se ne intende, eccome. Eppure, non tutti i tuffi riescono alla perfezione…

Ridatemi mia moglie: Fabio De Luigi torna in tv, ma pensa ancora al cinema

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Ridatemi mia moglie segna il ritorno sul piccolo schermo (su Sky Serie e su Now) di Fabio De Luigi, che era sì comparso di recente in tv, ma solo con apparizioni e mai da protagonista (pensiamo a Che Fuori Tempo Che Fa e Danza con me). Qui, invece, è il centro del racconto: il suo Giovanni, marito spensierato di Chiara (Anita Caprioli), non si rende minimamente conto che sua moglie sta attraversando un periodo di difficoltà, che culminerà con la decisione di lei di lasciare il tetto coniugale, per capire cosa vuole davvero.

La scoperta porta inevitabilmente a delle conseguenze per il protagonista e chi ruota intorno a lui, da Rossana (Carla Signoris) e Renato (Diego Abatantuono), genitori di Chiara ma affezionati a Giovanni, ad Antonio (Alessandro Betti), amico nonché datore di lavoro fedifrago. Non si può parlare di situazioni esilaranti o di vortice di comicità: in Ridatemi mia moglie lo slapstick è messo totalmente da parte a favore di una comicità più raffinata e leggera, così leggera che, a volta, non si sente proprio.

E spiace, perché -come abbiamo scritto in apertura- Ridatemi mia moglie può vantare di un cast che ha già dimostrato di saper strappare risate e spensieratezza. A partire dallo stesso De Luigi, passando per Signoris, Abatantuono, Caprioli, Betti e Diana Del Bufalo: tutti attori che la commedia la frequentano, e dalla cui combinazione ci saremmo aspettati molta più dinamicità ed ironia.

La genesi di Ridatemi mia moglie è molto simile a quella di un film di Genovesi, “La peggior settimana della mia vita”, tratto dalla serie britannica The Worst Week of My Life. Anche in questo caso, infatti, siamo in area remake, per l’esattezza della comedy della Bbc I Want My Wife Back, ma il riadattamento italiano si è trasformato in una miniserie in due puntate e non in un film per il cinema. E, forse, per come è stato pensato questo progetto, sarebbe meglio se fosse finito sul grande schermo, permettendo al cast ed a De Luigi in primis di avere lo spazio adeguato per offrire al pubblico una commedia romantica più breve e da proporre, poi, in tv.

Ridateci l’umorismo

Fabio De Luigi ed Alessandro BettuMa il vero problema di Ridatemi mia moglie è quella sensazione di freno a mano tirato che pervade tutta la durata della miniserie. Il potenziale per ingranare c’era tutto, eppure la svolta non avviene mai, non si decolla né a livello di ironia né a livello di situazioni. Neanche i momenti più prevedibili, in cui ci si aspetta dal protagonista una mossa inconsueta, che possa farlo sembrare ancora più lontano dal suo obiettivo di riconquistare la moglie, si lasciano sfuggire il momento giusto per rendere la commedia veramente tale.

L’idea di commedia romantica per la tv, forse, ha spaventato, dando vita ad un prodotto che -in pieno stile Sky- è stato realizzato con la massima cura, ma che così facendo ha (involontariamente?) rinunciato alla vena comedy che avrebbe fatto la differenza. De Luigi ed Abatantuono ci provano, trovano qualche momento su cui lavorare a favore del sorriso, ma subito dopo si torna alla situazione di partenza.

E così, quell’“immobilismo” che diventa il nemico numero uno di Giovanni è lo stesso in cui si ritrova Ridatemi mia moglie: fermo a situazioni ben confezionate e messe in scena, ma mai capaci di fare quel passo che scombussoli un po’ il tutto e costringa lo spettatore a rimettere in dubbio le sue aspettative sui personaggi.

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