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Rete 4 e il caso Tajani. Le sue interviste vengono sempre relegate nell’anteprima

Rete 4 invita Tajani ma lo relega sempre nel segmento iniziale di puntata, non conteggiato dall’Auditel. I casi di Brindisi, Porro e Del Debbio

Quanto ‘pesano’ i politici in televisione? Un responso certo lo danno i dati d’ascolto del giorno dopo, ma se si volesse ottenere una lettura in tempo reale sulla considerazione che i programmi hanno dei vari leader, basterebbe osservarne la collocazione in scaletta. Antonio Tajani, ad esempio, ha una predilezione per le anteprime, ovvero quei segmenti iniziali delle trasmissioni che non vengono inclusi nei responsi Auditel ufficiali, in quanto confinato nel blocco di apertura e non conteggiati nella media generale.

A livello di audience è il momento più debole, quello del passaggio della platea da un canale all’altro, con le ammiraglie che magari hanno appena concluso la loro offerta di access prime time. Uno spazio, più o meno lungo – di 5, 10, a volte 15 minuti – che va di conseguenza riempito.

Ad accollarsi l’impegno è stato il coordinatore nazionale di Forza Italia, che sembra essersi cucito perfettamente addosso l’incarico. A parlare sono i fatti, a partire dalla puntata di mercoledì 18 agosto di Zona Bianca, aperta proprio da Tajani. Crisi in Afghanistan, green pass, uno sguardo alla situazione del governo fino ai saluti e alla pubblicità, in seguito alla quale è partita la trasmissione ‘vera e propria’.

Un caso isolato, potrebbe obiettare qualcuno. Invece no, dal momento che lo scenario, analizzando solo gli ultimi cinque mesi, si è verificato ben altre quattro volte. E sempre su Rete4.

Il 19 luglio Tajani aveva infatti inaugurato l’appuntamento di Quarta Repubblica. Una decina di minuti, prima di mandare pure qui lo spot e rientrare con l’ospite di punta: Matteo Salvini. Quest’ultimo era stato a Dritto e rovescio il primo luglio in occasione di un’ultima puntata stagionale introdotta nuovamente da Tajani, relegato manco a dirlo nell’anteprima.

dritto e rovescio

Ed ancora, il 20 maggio. Sempre Del Debbio, sempre anteprima, sempre Tajani collegato per l’intervista di rito. Così come il 4 marzo, quando Dritto e rovescio mutò eccezionalmente in Dritto e rovescio…e oltre per via della sovrapposizione con il Festival di Sanremo. Anche stavolta l’ex presidente del Parlamento Europeo era intervenuto prima della sigla.

Tajani, in altre parole, ha lo scopo di preparare il terreno per l’attrazione principale, che arriverà in seguito. Volendo utilizzare una terminologia musicale, potremmo parlare di un apri-concerto, di un ‘gruppo spalla’ che anticipa il vero evento. La fotografia rappresenta altresì un monitoraggio sull’appeal di determinati partiti, e dei loro esponenti, nei talk tv.