La tv d’estate e le repliche, tra luoghi comuni e realtà delle cose

Repliche tv d’estate, giusto lamentarsi o, alla fine, dati Auditel alla mano, hanno ragione i dirigenti che le prevedono in palinsesto?

La lamentela per l’abbuffata di repliche a cui la televisione generalista ci costringe da tempo d’estate rischia di essere ormai un luogo comune. Soprattutto nell’era dello streaming e dei contenuti audiovisivi accessibili sempre.

Alla base del discorso va operata la distinzione tra tv commerciale e servizio pubblico. Il primo non ha obblighi particolari e, soprattutto, non è subordinata al pagamento di un canone. Il secondo sì.

Anche per questo motivo le repliche di Don Matteo, Domenica In e Top Dieci (solo per citare tre titoli andati in onda su Rai1 negli ultimi sette giorni) prestano il fianco alle polemiche. Va segnalato, tuttavia, che gli ascolti sembrano dare ragione ai dirigenti che hanno messo mano ai palinsesti estivi, quest’anno privi dei Mondiali di calcio (che andranno in scena solo tra novembre e dicembre, peraltro senza la Nazionale azzurra). Qualche esempio: il meglio di Domenica In (pur con spezzoni di puntate natalizie, con tanto di alberello alle spalle di Mara Venier) ha consentito a Rai1 di mantenere un dato superiore al 14% di media nell’ultima domenica di giugno (qui tutti i dati Auditel di ieri). O, ancora, Top Dieci ha regalato al prime time della rete ammiraglia della tv pubblica uno share vicino al 18% venerdì sera. Numeri da prime visioni. Lo stesso discorso è valido per Canale 5, che sabato sera, con la riproposizione di Tu sì que vales, ha battuto la serata inedita di Rai1 dedicata a Padre Pio (e nel target 15-34 anni ha superato addirittura il 20% di share).

Dunque, le lamentele in nome di un rispettabile principio teorico rischiano di cozzare con la realtà delle cose e con una necessità di ottimizzazione delle risorse. Perché, alla fine, il motivo alla base di una programmazione all’insegna di riproposizioni di produzioni più o meno datate è soprattutto economico. Non a caso la Rai (e in piccola parte anche Canale 5 e La7) qualche titolo inedito nella bella stagione lo propone, ma si tratta sostanzialmente di contenitori/talk show, ossia una tipologia quasi sempre low cost.

Il tema vero è un altro: in questa stagione estiva manca un programma cult, ossia una trasmissione che caratterizza fortemente la stagione estiva tv, anche in termini di freschezza di format. Negli anni scorsi lo era Temptation Island, peraltro premiato da super ascolti. Quest’anno l’unica vera novità è L’Almanacco del giorno dopo di Drusilla Foer, in onda su Rai2, con un impianto tutt’altro che estivo.

A proposito di cult tv estivi, la speranza, ad oggi, è riposta in Tim Summer Hits, che debutterà in settimana su Rai2. Riuscirà a raccogliere l’eredità televisiva del Festivalbar?