Renato Scarpa è morto: fu Robertino e Cazzaniga, ma anche il ‘padrino tv’ de Il Commissario Montalbano

È morto Renato Scarpa: un malore improvviso lo ha stroncato nella sua casa romana. Aveva 82 anni e una brillante carriera nel cinema e in tv.

È morto a 82 anni nella sua casa romana Renato Scarpa, amatissimo e popolare volto del cinema italiano ‘prestato’ per apparizioni speciali in diversi titoli fictional di stampo storico, ma noto al grande pubblico soprattutto per due ruoli che hanno segnato l’immaginario collettivo del Paese. Impossibile non ricordarlo nel ruolo, breve ma cesellato e indimenticabile, di Robertino in Ricomincio da tre (1981), opera prima di Massimo Troisi; difficile sciogliere la filosofia partenopea del prof. Bellavista dal rigore ingenuo e nordico del dott. Cazzaniga, nuovo capo del personale dell’AlfaSud trasferito da Milano in quel di Napoli che anima al pari del protagonista quel Così parlò Bellavista (1984) di Luciano De Crescenzo che resta una chicca del cinema italiano.

Ridurre la carriera di Scarpa a questi soli due ruoli è sicuramente ingiusto e assolutamente parziale: caratterista di altissima fatta, capace di raccontare una storia con una semplice inclinazione del sopracciglio, Scarpa ha lavorato con i più grandi registi italiani e nei film di maggior successo del cinema nazionale, dai fratelli Taviani con i quali debuttò sul grande schermo nel 1969 a Bellocchio per Nel nome del padre (1972), spaziando tra generi e personaggi, muovendosi tra il Suspiria di Dario Argento (1977) e A Ovest di Paperino (1982) con i Giancattivi, tra Un sacco bello di Carlo Verdone – che lo ricorda sui social con una foto di scena – a La stanza del figlio (2001) e Habemus Papam (2011) di Moretti, giusto per fare qualche titolo. Ritroverà Troisi ne Il Postino (1994): dopo aver partecipato al suo primo film, si ritrova a prendere parte anche alla sua ultima fatica.

Tanti anche le partecipazioni e i ruoli nella fiction tv: tra quelle più popolari le partecipazioni ad Amico Mio o alla miniserie Il Conte di Montecristo di José Dayan (1998), passando per L’ultimo Papa Re di Luca Manfredi (2013) e Rocco Schiavone, nella seconda puntata della terza stagione (2019).

Ma a noi piace ricordarlo nel ruolo, anch’esso breve ma verrebbe da dire chirurgico sia per la scrittura di Camilleri che per la sua interpretazione, del misterioso Lohengrin Pera ne Il ladro di merendine, il primo film tv della collection de Il commissario Montalbano. Correva l’anno 1999 e il personaggio del commissario di Vigàta debuttava in tv col volto di Luca Zingaretti nel primo di decine di appuntamenti che si sarebbero rivelati uno dei più grandi (se non il più grande e duraturo) successo fictional della Rai in casa e all’estero. Con il suo personaggio ambiguo e insospettabile ha di fatto tenuto a battesimo una serie che ha fatto la storia del genere in Italia: vien da pensare che per il casting di quel debutto ci si sia voluti affidare a dei fuoriclasse. Renato Scarpa lo è stato, senza dubbio.