Rai, oggi ultimo giorno delle reti, che qualcuno già rimpiange

Oggi si chiude l’era delle reti in Rai, da domani diventano operative le nuove direzioni di genere

di Hit,

Oggi per molti è una giornata qualunque, ma non in Rai. No, stavolta non ci riferiamo al trito e ritrito teatrino che ha riempito le pagine politiche dei giornali nei giorni scorsi e di cui vi abbiamo dato conto inevitabilmente anche da queste parti, che ha visto protagonisti alcuni autorevoli dirigenti della televisione pubblica, ma di qualcosa più importante, ovvero dei meccanismi che fanno andare avanti una tv, ovvero la sua organizzazione editoriale. Stiamo parlando dell’operatività del nuovo piano industriale voluto dall’ex AD Rai Fabrizio Salini e poi sposato dall’attuale AD Carlo Fuortes, ovvero il varo delle direzioni di genere. Quegli “scatoloni” che dovranno riempire i palinsesti dei tre canali generalisti della televisione di Stato di prodotti, cioè di programmi.

Domani tutto questo diventerà operativo e conseguentemente oggi è l’ultimo giorno delle direzioni di rete, nate dalla riforma della tv pubblica del 1975, quando si decise di far nascere la Rete 1, la Rete 2 e la Rete 3. L’intenzione dell’epoca era quella di dar voce alle differenti anime politiche nazionali, con la prima rete assegnata alla Democrazia Cristiana, la seconda alla sinistra, poi ulteriormente scorporata nel 1979 con l’avvio di Rete 3 data in “gestione” al Partito Comunista all’opposizione, con Rete 2 lasciata al Partito Socialista di Bettino Craxi al governo con la DC. Nel tempo poi tutto si è un po’ annacquato, ma l’identità editoriale dei tre canali è rimasta, pur perdendo la connotazione politica iniziale, a favore di una identità di genere che comunque le faceva distinguere l’una dall’altra.

I direttori delle tre reti potevano quindi costruire un palinsesto che dava una identità editoriale ai tre canali precisa, nelle varie fasce orarie. Ora le direzioni di genere, che dovrebbero comunque poter scongiurare il rischio di “doppioni” in onda nelle medesime fasce orarie sulle tre reti, rischiano però di “marmellatizzare” la programmazione dei tre canali, rendendo difficile riconoscere per il pubblico la propria rete in qualche modo di riferimento.

La nuova organizzazione editoriale poi, almeno in questa fase iniziale, sta creando non pochi problemi organizzativi, rendendo ancora più difficile l’operatività a discapito del prodotto che risente di una burocratizzazione ancora più invasiva rispetto ad un passato quando bastava una sola parola del direttore di rete per sbloccare una situazione. In tanti si dicono certi che in un prossimo futuro si tornerà alle reti, oggi però in un certo senso le reti muoiono, sorvegliate solamente dai cosi detti “channel manager” che saranno delle specie di guardiani di un faro acceso verso l’etere.

C’è poi anche un discorso romantico che coinvolge in qualche modo i direttori dei tre canali Rai che oggi saranno per l’ultima volta alla guida di Rai1, Rai2 e Rai3. Massimo Lavatore e Franco Di Mare, rispettivamente direttori di Rai2 e di Rai3 andranno a breve in pensione, quindi in qualche modo il loro era un percorso segnato e consapevole in ogni caso, Stefano Coletta invece, direttore di Rai1, non ancora in età di pensione, dovrà abbandonare la tolda di comando della rete che fu inaugurata da Mimmo Scarano, non potendo quindi più da domani decidere l’immagine del canale dal mattino alla notte per fare altro. Lui che ora dovrà occuparsi dell’intrattenimento del prime time per tutte e tre le reti. Per Coletta quindi oggi sarà certamente una giornata più difficile anche umanamente, visti anche gli ottimi risultati in termini di ascolti che ha portato a casa durante la sua direzione.

Dicevamo delle perplessità di molti in Rai e fuori della Rai su questa nuova organizzazione aziendale e su tanti altri che già scommettono di un ritorno alle reti fra non molto, magari già dopo le elezioni politiche del 2023 quando sarà possibile un cambio ai vertici della televisione di Stato. Del resto mi viene in mente la breve stagione di Rai intrattenimento di Giancarlo Leone che durò poco e fu poi smantellata. Forse sarebbe stato meglio mantenere le reti con un potente Palinsesto e un DG competente con cui concordare scelte e priorità, evitando contrapposizioni di genere con conseguenti riduzioni di sprechi.   Vedremo che succederà nel prossimo futuro, mi viene in mente un antico detto a proposito di nuovo e vecchio che dice:  “Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada“. Che la strada riporti verso le reti? Ai posteri, come si usa dire, l’ardua sentenza, intanto domani, come direbbe la grande Ornella Vanoni, è un altro giorno…

 

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