Rai, in arrivo le direzioni di genere, stop alle direzioni di Rete?

Le ultime notizie dal settimo piano di viale Mazzini, mentre si ragiona sulla struttura organizzativa della nuova Rai di Carlo Fuortes

di Hit

Carlo Fuortes ha le idee chiare sulla nuova Rai e quello che pensa lo ha espresso, senza troppi giri di parole, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza. Occorrono entrate altrimenti la Rai rischia di restare sempre più ai margini del perimetro televisivo nostrano ed internazionale,  ha detto sostanzialmente l’AD. Le proposte che ha avanzato l’ex sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma sono sostanzialmente quattro, quella più lampante è di far pagare il canone (90 euro,  il più basso d’Europa sottolinea l’AD Rai)  anche a chi non ha la tv ma ha comunque la possibilità di vedere i programmi Rai su smartphone, tablet o PC. La sofferenza della tv pubblica nasce per la concorrenza delle tv trasmesse da internet, il sempre maggior peso dei social network, i canali infiniti del digitale terrestre, oltre naturalmente alla crisi scaturita con l’emergenza sanitaria da Covid 19.

C’è poi la questione dell’affollamento degli spot, che secondo il nuovo Codice europeo delle comunicazioni sarebbe penalizzante per la nostra tv pubblica che potrà trasmettere spot in quantità inferiore rispetto al passato ed infine la questione legata alle trattenute che lo Stato fa del canone (5% pari ad 84 milioni l’anno). Tutto questo ha costretto Fuortes a fare dei tagli piuttosto importanti ai budget delle varie strutture Rai. Riassumendo quindi l’AD Rai propone la cancellazione della tassa di concessione governativa sul canone delle famiglie, la garanzia di affollamenti pubblicitari più alti dal prossimo anno, la restituzione alla Rai dei 110 milioni di euro che vanno oggi al Fondo per pluralismo (cosa questa che ha innescato la reazione polemica della FIEG) oltre alla già detta proposta di far pagare il canone anche a chi non ha l’apparecchio televisivo, ma dispone di dispositivi multimediali anche mobili che gli permettono di vedere i programmi della Rai.

Insomma tante misure per permettere alla Rai di rimanere in campo senza affondare. A margine di tutto questo continua il lavoro sull’organigramma aziendale, che già ha prodotto i primi risultati. In particolare, secondo quanto apprendiamo, ad inizio 2022 dovrebbe prendere corpo la ristrutturazione riguardante la parte operativa dell’azienda che attiene alla confezione e alla messa in onda del prodotto (perchè alla fine della fiera la Tv è quello che va in onda). Partiranno dunque, probabilmente, temporalmente parlando, nei “pressi” del Festival di Sanremo (quindi da febbraio) le cosiddette direzioni di genere, già lanciate da Fabrizio Salini, ma mai veramente partite.

Stefano Coletta dunque diventerà operativo come capo della direzione intrattenimento prime time, mentre Franco Di Mare (in odore di pensione però) si occuperà del day time, entrambi dunque che lasceranno la direzione delle loro Reti ai così detti “channel manager“, figure che in qualche modo si limiteranno a gestire la pratica palinsesti un po’ come i vigili urbani gestiscono il traffico. Per la Rete 1 sarebbero in pole position Federica Lentini e Giovanni Anversa, mentre per la Rete 3 c’è Rosanna Pastore. Per quel che riguarda la seconda rete, per un Ludovico Di Meo ormai “Sanmarinese” c’è Massimo Lavatore che governerà il canale in attesa della partenza delle direzioni di genere.

Nel frattempo giungono notizie riguardanti il palinsesto prossimo futuro Rai che dovrebbe vedere, cosi come spifferato dall’autorevole Dagospia l’arrivo di una striscia informativa nella prima serata di Rai3 per fare concorrenza a Otto e mezzo e Stasera Italia, striscia questa guidata da Lucia Annunziata, già padrona di casa di un programma quotidiano, ovvero quel Linea 3 che andava nella seconda serata della terza rete della televisione pubblica anni fa. Stando a nostre verifiche questa per ora è solo una ipotesi. Qualcuno vorrebbe anticipare Un posto al sole alle 18:30 prima del Tg3, sbagliando, perchè questo spostamento, oltre a penalizzare la soap stessa, andrebbe ad intaccare la coda di Vita in diretta e l’inizio dell’Eredità. Meglio sarebbe stato fare per Un posto al sole un gemellaggio con Il Paradiso delle signore nel pomeriggio di Rai1. Mentre per quel che riguarda le Reti vi abbiamo già detto in precedenza, sarebbero in arrivo cambi alle direzioni dei Tg, ma su questo non c’è ancora nulla di certo.