POV I primi anni, il passaggio dei ragazzi alle superiori in una nuova serie targata Rai Gulp

POV i primi anni, una nuova serie su Rai Gulp per raccontare il passaggio dei ragazzi dalle scuole medie alle scuole superiori

di Hit

C’è un momento nella vita scolastica di ciascun studente che rimane spesso e volentieri scolpito nella sua memoria. Si tratta del passaggio delle scuole medie inferiori alle superiori. Oltre al cambio di metodo di studio, alla scuola intesa come edificio e molte volte anche come città, c’è anche l’addio a molti compagni di classe con cui si sono divisi i tre anni delle medie e spesso anche i cinque delle elementari. Che dire poi dell’addio agli insegnanti, insomma un piccolo grande trauma, di questi tempi ancora più amplificato dalla situazione sanitaria che ha imposto la chiusura a elastico di alcune scuole. Questi temi, oltre a quello del passaggio dall’infanzia all’adolescenza sono trattati in una nuova nuova serie dal titolo “POV  I primi anni” in onda su Rai Gulp da lunedì 1 febbraio, tutti i giorni, alle ore 20.15 con un doppio episodio. Inoltre, sempre a partire dal 1 febbraio, su RaiPlay sarà disponibile il box set con i primi 10 episodi. Ogni lunedì saranno pubblicati dieci nuovi episodi.

La serie, prodotta da Showlab e Rai Ragazzi, con la collaborazione della Film Commission Torino Piemonte, racconta la vita quotidiana di un gruppo di studenti durante i primi due anni di liceo, analizzando un’età per molti versi entusiasmante, ma che vede anche aspetti duri, dai disturbi alimentari al bullismo, dalle trasgressioni alla sfiducia in sé stessi, dai disagi familiari al rifugio nel gruppo.

Il punto di forza di POV è l’autenticità, ottenuta grazie ad un cast costituito da giovani attori non professionisti e da studenti liceali i quali, anche sulla base delle loro esperienze di vita, hanno improvvisato la loro recitazione sulle linee narrative fornite dagli autori Francesco Bigi, Nicola Conversa ed Erica Gallesi, che si sono ispirati al tipo di racconto della serie olandese Brugklas, ricalibrandolo per la realtà italiana.

Il titolo POV (Point of View) richiama il gergo dei video postati dai ragazzi sui social e si caratterizza per la disinvolta complessità della regia di Davide Tosco, che alterna le riprese della troupe, i selfie dei protagonisti e i loro POV destinati ai social media.

Il cast dei sedici giovani protagonisti, tutti tra i 13 e i 16 anni, è il frutto di una lunga serie di provini effettuati online nella scorsa primavera, durante la quarantena, su una rosa di circa 400 candidati, e di un’ultima selezione svoltasi a fine giugno in presenza. Gli attori adulti sono quattro, tre professori e un collaboratore scolastico, più una serie di figuranti speciali e comparse.

I nuovi studenti varcano le porte del Machiavelli per iniziare il liceo: Beatrice, Manuel, Benji, Francesca e Letizia sono solo alcuni di loro. Si dice che i compagni del liceo rimangano nel cuore per sempre. Molto bello, molto vero e anche molto poetico, ma perché nessuno dice mai quanto è difficile a volte sopportarli nella mattinata di scuola? Zac vuole diventare un mago e stressa tutti con i suoi giochi di carte. Bea vive tra le nuvole, eppure Manuel e Benji se la contendono di continuo. Poi c’è Katia, acida reginetta dei social che si diverte a tormentare le compagne. Letizia rischia di rimanere impigliata tra le sue bugie, mentre Emma viene presa in giro da tutti e non capisce come mai. Come direbbe Katia: “La 1°A è una classe senza classe”. Ma forse è proprio per questo che lì dentro non ci si annoia mai.

La serie, che si compone di 52 episodi da 12 minuti ciascuno, è stata girata nell’estate scorsa a Torino nel campus della ILO, l’agenzia dell’ONU per il lavoro, sulle sponde del Po.

 

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