Pio e Amedeo al Maurizio Costanzo Show: “Adozioni gay? Favorevoli. Sembra che i gay stiano tutti a sinistra”.

Il duo foggiano torna sul contestatissimo monologo sul politicamente corretto di Felicissima sera.

Nel corso dell’ultima puntata del Maurizio Costanzo Show, il duo comico formato da Pio e Amedeo è tornato a parlare del contestatissimo monologo sul politicamente corretto pronunciato a Felicissima sera nella scorsa stagione televisiva.

L’assist è arrivato dallo spazio di Giuseppe Cruciani sui buoni e cattivi, che ha inserito tra le buone notizie la possibilità per le coppie gay di adottare in Croazia, a seguito di una decisione dell’Alta Corte amministrativa. “Sono molto amati dalla comunità omosessuale”, ha ironizzato il giornalista in riferimento alle proteste che aveva suscitato quel monologo.

In studio la notizia ha scatenato un applauso. A quel punto Cruciani li ha invitati a chiarire quell’episodio: “Rifatevi una vostra figura davanti alla comunità gay. Siete d’accordo (con le adozioni, ndr)?”.

Amedeo ha risposto in maniera decisa:

“Per quale motivo non dovremmo esserlo. Ci stanno tanti bambini negli orfanotrofi. Il monologo? La politica ormai ha bisogno di strumentalizzare questo e quello. Ad un certo punto noi eravamo diventati quelli di destra. Sembra che tutti i gay stanno a sinistra e a destra non ci sta manco uno così”.

Pio ha aggiunto:

“Io conosco un sacco di rxxxxi che stanno a destra. Ops, scusate, scusate”.

Cruciani ha chiosato:

“Loro sono diventati intellettuali di riferimento dopo quelle trasmissioni sul linguaggio. Il linguaggio non è importante, è importante l’intenzione”.

Amedeo ha voluto chiudere la discussione:

“Viviamo nell’utopia di voler istruire tutti”.

Insomma, a mesi di distanza la coppia rimane sulla stessa linea difensiva. In quell’occasione la nostra Giorgia Iovane aveva scritto che non si può lasciare l’interpretazione al solo fruitore deresponsabilizzando del tutto l’autore.

P.S. Sempre durante quest’ultima puntata, si è accesa una discussione su un altro tema di attualità, il linguaggio di genere. Cruciani sosteneva che era ora di smetterla con espressioni come “arbitra” (“Non si può sentire“), Caterina Balivo, ospite in studio, era invece di tutt’altro avviso. Barbara Palombelli ha fornito un parere linguisticamente agghiacciante: “Io sono una giornalista, non è che Giuseppe (Cruciani, ndr) è un giornalisto“. In realtà “giornalista” è un nome epiceno o ambigenere, ovvero ha un suffisso in -ista di origine greca che si mantiene uguale al maschile e al femminile.