Pio e Amedeo, dagli Ultras dei Vip a Oi Vita Mia: com’è cambiata la loro comicità fra piccolo e grande schermo
Pio e Amedeo sono al cinema con il nuovo film in uscita “Oi Vita Mia”, dal prossimo 27 novembre 2025 in sala, ma il duo comico arriva dal piccolo schermo con una comicità verace e divisiva. Cos’è cambiato.
C’è chi li ricorda con una valigia in mano cercando di scroccare qualsiasi cosa, dai free drink alle camere d’albergo, non sottolineatelo a Balotelli e Verratti che ancora li stanno cercando per essere risarciti delle perdite – a livello economico – diventate spunto per un format ancora seguito. In una parola: Emigratis. In due: Pio e Amedeo, una coppia comica che nasce televisivamente parlando nei primi anni del 2000 e trova linfa negli anni dieci dello stesso millennio.
Entrambi sono pugliesi, volenterosi e affamati di successo. Sanno bene che la loro capacità – ovvero far ridere – dovrà cercare di essere ripagata da consensi e successo. La prima occasione importante arriva grazie a Le Iene, il programma di inchiesta e approfondimento su Italia Uno ha anche la parte comica. Affidata, tra gli altri, anche a loro due: i quali avevano il compito di infastidire, in maniera bonaria, i vip. Occorreva soltanto capire come, allora Pio e Amedeo si inventano gli Ultras dei Vip.
Pio e Amedeo, da Ultras dei Vip a Emigratis
Due tifosi da stadio che accerchiano personaggi illustri al seguito di un folto numero di persone al solo scopo di inventare un coro da dedicargli per non farli passare e creare qualche risata in mezzo alla strada o all’uscita di un autogrill. I due comici hanno dedicato cori a Elisabetta Canalis, Belen Rodriguez, Carlo Conti e Beppe Fiorello. La lista di vip è lunga, ma quello che rimase più impresso fu il riscontro del pubblico. Tutti, a casa e fuori, appettavano gli Ultras dei Vip per ridere e scommettere idealmente su chi avrebbero preso di mira. Il successo di Pio e Amedeo, da sorpresa, diventa certezza e nel 2016 trasformano questa celebrità in qualcosa di diverso. Più elaborato.

Basta inviati, è tempo di diventare protagonisti. Il programma giusto per loro si chiama Emigratis: format basato sul viaggio che mette insieme le maschere, interpretate da Pio e Amedeo, di due turisti basici e senza scrupoli che fanno della sguaiatezza e dello scrocco merci la propria cifra stilistica. L’obiettivo è fare una vacanza completamente gratuita, avere a disposizione comfort e lusso senza pagare. A spese di chi? Dei vip che incontrano lungo il cammino.
Dal successo alle critiche
L’idea, accompagnata dalla voce di Francesco Pannofino, funziona e il programma – andato avanti per 4 edizioni – va bene. Gli ascolti sono ottimi e tra il serio e il faceto vengono veicolati anche concetti importanti come l’attenzione alla disabilità e l’importanza delle organizzazioni umanitarie all’interno dei Paesi più poveri. Il contesto iniziale, però, è quello di risate, colpi di scena e parole irripetibili. I protagonisti dello show sono due maschere derivanti dal teatro dell’assurdo: scrocconi all’ennesima potenza, anche con un linguaggio e degli atteggiamenti irricevibili. A farne le spese sono stati illustri rappresentanti del jet set tra calciatori affermati, modelle e manager conosciuti su grande e piccolo schermo.
La comicità mista alla politica dello scrocco, per esigenze di copione, funziona e la fiducia dei vertici di Mediaset viene rinnovata. Dopo tanto successo, però, nel 2021 cominciano i problemi mediatici. La coppia comica, con i tempi che cambiano e la consapevolezza collettiva che matura, viene additata di politicamente scorretto. Le battute che proponevano fino a qualche anno prima diventano sconvenienti: ridono in molte meno persone, forse, e le critiche sono pesanti come macigni. I due, nello specifico, vengono anche attaccati per uno show che hanno portato avanti: “Felicissima sera”.
Le accuse di omofobia e razzismo
Lo spettacolo aveva anche una versione teatrale. Soltanto che, a teatro, il pubblico li supportava perché i paganti conoscevano la tipologia di comicità che andavano ad ascoltare. In televisione il supporto era diventano parziale perchè le accuse di misoginia, omofobia e razzismo avevano preso mediaticamente il sopravvento. Anche la carta stampata sembrò essere contraria a un certo tipo di comicità, al punto che editoriali di esperti analisti diventarono dei veri e propri manifesti al vetriolo nei confronti di uno stile comico che sembrava ormai appartenere al passato.
Allora, Pio e Amedeo, dopo aver provato a spiegare che la loro comicità era ed è frutto di maschere (e che entrambi non sono come i personaggi di Emigratis o Felicissima Sera), escono per qualche tempo dai radar. Maria De Filippi li chiama ad Amici per qualche monologo, ma niente più trasmissioni dedicate. Solo apparizioni sporadiche. Fin quando non arriva il cinema.
Il cinema come rifugio
La dimensione della settima arte aveva già visto esordire Pio e Amedeo con una sorta di film autobiografico dal titolo “Amici come noi”: correva l’anno 2014. Ancora non avevano subìto la gogna mediatica degli anni a venire, ma si capiva già che il tipo di registro al cinema era diverso. Sempre genuino e marcato, ma più organizzato e con una strategia diversa. Dopo quel film ci fu una presenza importante, per loro, nel cast di “Ma tu di che segno 6?”, diretti da Neri Parenti. Al fianco, tra gli altri, di Gigi Proietti. Anche in quel caso il loro apporto fu determinante, ma non paragonabile al tipo di repertorio proposto sul piccolo schermo.
Siamo, quindi, al 2022. In sala esce Belli Ciao. Un altro lavoro che vede Pio e Amedeo protagonisti, in quest’occasione però sono diretti da Gennaro Nunziante. Lo stesso che ha portato cinematograficamente al successo Checco Zalone. Al secolo: Luca Medici. La forza del regista è cucire addosso al duo comico una storia credibile, comica ma con il giusto tasso di emozionalità. Si ride ma si riflette arrivando, addirittura, a versare qualche lacrima.
La svolta con Gennaro Nunziante
È la svolta artistica decisiva. Pio e Amedeo decidono che la comicità aspra e leggermente cinica deve alternarsi con profondità ed emozioni. Quindi, nel 2023, arriva al cinema “Come può uno scoglio” che mostra le due facce dell’essere umano nella sua interezza: una più godibile e goliardica, l’altra più sensibile e riflessiva. Questo connubio vincente, sommato alla capienza del botteghino, è la dimostrazione – oltre a una nuova certezza – che Pio e Amedeo, dopo essere stati diretti e accompagnati da Gennaro Nunziante, possono camminare da soli anche nella settima arte.
“Oi vita mia”, film che esce il prossimo 27 novembre 2025, li vede impegnati anche alla regia. Davanti e dietro la macchina da presa. Senza dimenticare l’esperienza acquisita anche grazie a Gennaro Nunziante, ma non solo. Il lungometraggio suscita sorrisi, ma anche profonde riflessioni. Sulla scia dei film precedenti, ma con quel tocco in più che rende tutto ancora fortemente inedito. Di questo lavoro Pio e Amedeo hanno detto: “Abbiamo messo dentro tutto quello che siamo diventati, la nostra comicità è sempre scorretta in qualche maniera, ma vogliamo far emergere l’umanità e il valore dei legami fra persone diverse”. Quindi, la premessa sembra essere ambivalente: risate al limite del consentito, ma anche colpi di scena e capovolgimenti di fronte. Considerando anche la presenza di Lino Banfi, amico e collega del duo, in una veste totalmente inedita.
Il debutto alla regia
Da Ultras dei Vip a registi affermati, la sorpresa non è tanto nel repertorio o nell’evoluzione della loro carriera, quanto nel fatto che Pio e Amedeo sanno ancora cosa voglia dire mettersi in gioco. In questi anni non hanno fatto altro, sia per volontà loro, ma anche e soprattutto per le esigenze (di copione e non solo) rispetto a un mondo che cambia e non aspetta. Nemmeno di capire come mutano i gusti del pubblico. Enigma che, però, la coppia comica sembrerebbe aver risolto.
La certezza, in tal senso, arriverà il prossimo 27 novembre quando “Oi vita mia” sarà definitivamente un nuovo tassello all’interno del loro mosaico professionale fatto di luci e ombre, ma soprattutto tante sfumature che hanno reso loro più responsabili e capaci. Le parole sono armi, anche nella risata, ora Pio e Amedeo le usano con più consapevolezza. E questa, forse, è la prima grande scommessa vinta tra piccolo e grande schermo.